La spiaggia del Lido di Venezia nella suggestiva luce dell’alba (Ph Luca Ferrari)

Dune. Oasi faunistiche. Rinomate e tradizionali spiagge a pagamento e/o libere. Anche quest’anno il Lido di Venezia ce l’ha fatta. Si è aggiudicata la Bandiera Blu come spiaggia d’eccellenza.
Delle 416 spiagge italiane che nel 2021 si possono fregiare dell’ambito vessillo, 9 località si trovano sulla costa veneta con new entry la darsena di Porto Baseleghe (Bibione Pineda). Oltre a questa, sempre nella provincia di Venezia, le spiagge di San Michele al Tagliamento, quindi Caorle, Eraclea, Lido di Jesolo, Cavallino Treporti, Lido di Venezia e Sottomarina di Chioggia. Insieme a loro, quella di Rovigo e Porto Tolle.

Istituita nel 1987, la Bandiera Blu è un riconoscimento consegnato annualmente in 73 Paesi dalla FEE – Foundation for Enviromental Education. Ogni territorio chiamato a sostenere un percorso monitorato e improntato sulla trasparenza e il miglioramento della qualità. Obiettivo è promuovere nei comuni rivieraschi una conduzione sostenibile del territorio, attraverso una serie di indicazioni che mettono alla base delle scelte politiche l’attenzione e la cura per l’ambiente.
Ai fini della valutazione, la qualità delle acque di balneazione è considerata un criterio imperativo e solo le località le cui acque sono risultate eccellenti possono presentare la propria candidatura. Tra gli altri criteri presi in esame si trovano anche la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza e i servizi in spiaggia.

Al Lido spiagge d’eccellenza, sì, ma sfatiamo una volta per tutti il mito negativo che Venezia avrebbe solo spiagge private. Il Lido ha anche chilometri di arenile libero, comunque molto apprezzato, dove i bagnanti possono spassarsela, portandosi l’ombrellone, seggioline e/o anche solo un asciugamano.
Il Lido si estende per una lunghezza di 12 km circa. C’è la parte affacciata sulla laguna e quella sul mare Adriatico, barriera naturale insieme all’isola di Pellestrina per la salvaguardia di Venezia. Qui ci sono solo 4,5- km a pagamento, dalla spiaggia dello stabilimento Pachuka fino al Kuyaba. Prima e dopo è terra di nessuno tra Murazzi, ampi tratti sabbiosi all’altezza del borgo antico di Malamocco, e la sempre molto apprezzata zona degli Alberoni, divisa tra libera e a pagamento. In questi chilometri sono concentrate anche le spiagge storiche Des Bains, Consorzio, Quattro Fontane ed Excelsior, tutte provviste di capanna su tre file ciascuna, mentre negli altri, oltre alle capanne si possono trovare lettini e ombrelloni.
Volete scoprire le spiagge del Lido? Venite con me dall’estremo nord dell’isola all’ultimo lembo meridionale dell’isola.

Sbarcato al piazzale di Santa Maria Elisabetta, l’autobus mi lascia proprio davanti al Pachucka, teatro ogni estate di tanti eventi tra cui le notti bianche e lo spettacolo di danza orientale. Dopo i primi passi, un’insenatura molto amata dai più piccini e l’area gestita da Venezia Spiagge, si entra in una porzione libera, parallela all’ex Ospedale al Mare.
Un tempo fiore all’occhiello dell’isola per la talassoterapia, oggi è un triste gigante semi-abbandonato con il solo pronto soccorso e pochi altri reparti ancora in funzione. Sulla strada intanto, ha inizio il Lungomare D’Annunzio, che all’altezza del Blue Moon, si trasforma in lungomare Guglielmo Marconi, arrivando fino all’inizio della zona dei Murazzi. La sabbia è abbondante a tutti i livelli. La battigia in riva al mare può variare a seconda della marea. A prescindere dall’orario, in calzoncini e scarpe da ginnastica, runner di ogni età solcano la sabbia più scattanti che mai. Per non essere da meno mi faccio prendere la mano, anzi…le gambe. I primi passi sono i più difficili. Sei lì, e c’è un mondo intero davanti a te.

Correre sulle spiagge del Lido significa immergersi nella vita veneziana. In laguna si ripete che ironicamente, che “i veneziani non vengono mai al Lido, se non per la spiaggia”. Le mamme più mattutine stanno già spalmando abbondante crema protettiva sui corpicini dei loro figlioletti. I più grandicelli invece hanno già iniziato interminabili partite al pallone, alternate a pallettoni. I più anziani leggono il giornale o giocano a bocce. Qualche granchio esce dall’acqua. Si risvegliano energie e passioni. Sulle tante dighe gli “young adult” prendono il sole. Gli addetti alla pulizia delle spiagge danno gli ultimi ritocchi alle quotidiane operazioni di pulizia. Tutto deve essere lindo e perfetto.

Negli ultimi anni hanno avuto luogo i corsi più variegati. Analogo discorso per i centri estivi. Proseguo la mia corsa. Una forza arcana mi fa allargare le braccia. Mi sento in dovere di fare un mezzo inchino davanti a cotanta forza naturale: il mare. Uno sguardo all’orizzonte e uno al sole. I pensieri i confondono con le nuvole rarefatte. Incrocio una coppia a caccia di vongole.
Sugli scogli, anime solitarie sono immerse nella lettura o nella pesca di scoglio con piccole canne o la tipica togna. L’odore del mare è ficcante. Salace. Non c’è un alito di vento. Arrivato alla fine del litorale sabbioso, saltello senza fermarmi per un paio di minuti, passando poi al percorso ciclo-pedonale dei Murazzi e via, fino alla spiaggia degli Alberoni. Mi sciolgo i capelli. La scarsa brezza del mare mi soffia contro. Continuo. Sento vicino un mondo ancestrale e senza limiti. Un destino scolpito nelle mie azioni. Solo io, il litorale del Lido di Venezia e la mia frenetica anima infinita. Sopra di me, la Bandiera Blu sventola fiera sulla spiaggia dorata di Venezia.


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