Protesta e racconto sardo sui murales di Orgosolo

Centinaia di murales colorano le vie di Orgosolo e raccontano i costumi e le tradizioni, la cultura, la vita quotidiana di quest’angolo di Sardegna.

La cittadina ospita ben 150 dipinti murali che attirano ogni anno la curiosità di migliaia di turisti italiani e stranieri, che poi rimangono affascinati da un territorio aspro e articolato che rappresenta il nucleo più selvaggio dell’isola.

per chi vuole tuffarsi nella modernità di una cultura millenaria. 

Nata nel Novecento grazie alla verve artistica di un gruppo di anarchici in lotta, la tecnica pittorica che oggi colora la cittadina, fu ripresa durante la Resistenza e si diffuse anche nei paesi vicini. I murales descrivono la vita contadina e le lotte di potere, donne al lavoro, uomini a cavallo e pastori.

La tradizione caratterizza oggi numerosi paesi della Barbagia, che sorge tra Nuoro e la neonata provincia dell’Ogliastra in un territorio, impervio e selvaggio, e ha reso Orgosolo un vero e proprio paese-museo di fama internazionale.

Le tecniche pittoriche sono molto semplici. Si usano vernici ad acqua, tipiche degli interni, e perciò estremamente deteriorabili. Per questo le opere vengono ritinteggiate solo se la comunità ne avverte il bisogno altrimenti sono destinati a scomparire, lasciati alla memoria e al ricordo. Gli stili sono piuttosto diversi e passano dall’impressionismo all’iperrealismo, dalla pittura naif al realismo. 

Receive more stories like this in your inbox