Reminiscenze, rovine e usanze dell’Italia medievale: a 62 km da Roma, lontana dalle mete turistiche di massa, sorge la cittadina di Orte arroccata su una rupe tufacea che domina la valle del fiume Tevere. Il centro storico ha struttura compatta a pianta ellittica adattata alla forma del colle e le case periferiche si impiantano direttamente sulle pareti a picco sulla valle. 
 
Luogo strategico per le vie di comunicazione, fin dalle origini Orte fu un importante porto fluviale che in epoca romana divenne centro vitale della rete stradale grazie al collegamento con Roma tramite la via Amerina. Raggiunse massimo splendore nel tardo Medioevo con l’ac-quisizione dello status di “libero comune” e dell’autonomia come sede episcopale, in seguito persa a favore della vicina Civita Castellana.
 
Ancora oggi Orte mantiene un ruolo fondamentale nella linea stradale e ferroviaria con le ferrovie Roma – Ancona e Firenze –Roma, dalle quali si è formato il noto centro di Orte Scalo.
 Le colombaie rupestri, ambienti ipogei per l’allevamento dei piccioni 

 Le colombaie rupestri, ambienti ipogei per l’allevamento dei piccioni 

Tuttavia ciò che caratterizza questa cittadina in provincia di Viterbo è la sua storia millenaria e l’ospitalità dei suoi abitanti, gli ortani, che ogni anno accolgono visitatori e gruppi scolastici con tour, visite guidate e spettacoli in veste medievale per far conoscere la città, soprattutto nel suo fascino sotterraneo. 
 
 La visita ha inizio dalle colombaie: ambienti ipogei, ricavati dalla rupe affacciata sulla valle del fiume Tevere, che risalgono al periodo medievale (a partire dal XII secolo), destinati all’allevamento di piccioni, utilizzati come pasto, ma anche come messaggeri. 
 
Dopo una breve passeggiata presso il Chiostro e la Chiesa di San Francesco, restaurata dopo la Seconda Guerra Mondiale, si arriva alla piazza principale: la Piazza della Libertà (o “Piazza Santa Maria”) dominata dall’imponente cattedrale di Santa Maria Assunta, che affianca il palazzo vescovile. 
 Sbandieratori e corteo storico in costume medievale a Orte 

 Sbandieratori e corteo storico in costume medievale a Orte 

L’attuale basilica fu costruita in sostituzione della precedente basilica medievale, di cui conserva l’impianto a tre navate, e fu aperta al culto nel 1721.  
 
Da Piazza Santa Maria si scende nel sottosuolo, in visita ai suggestivi cunicoli stretti e bassi, che attraversano Orte da un’estremità all’altra per 1600 metri. Queste cavità scavate artificialmente nel tufo, pietra vulcanica, friabile, porosa e in grado di filtrare l’acqua, fin dall’epoca etrusca furono concepite per convogliare l’acqua piovana in cisterne e per soddisfare il fabbisogno idrico della città. 
 
I romani utilizzarono il prezioso lavoro etrusco aggiungendovi un grande acquedotto sotterraneo che raccoglieva l’acqua in quaranta cisterne, il doppio del necessario alle esigenze idriche degli abitanti. La città di Orte, infatti, si premuniva di un ingente rifornimento d’acqua per resistere a lunghi assedi. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli stessi ambienti sotterranei furono utilizzati come rifugi antibombardamento.
 
In epoca medievale le opere etrusche furono utilizzate anche dalle confraternite, associazioni cristiane promotrici di azioni ed opere benefiche. Tra le confraternite ortane, quella di Santa Croce, nata nel 1159, si distinse per la fondazione di ospedali. 
 
Oggi conservatesi, le cantine degli ospedali riuniti di Orte fungevano da frigorifero per le derrate alimentari e da cisterne per le risorse idriche necessarie all’assistenza dei malati. 
 
In fondo alle cantine ospedaliere, l’antica struttura del Pozzo di Neve, una delle poche opere di questo genere perfettamente conservata, aveva, a sua volta, la funzione di frigorifero naturale per conservare cibo e medicine grazie alla neve raccolta in blocchi dai monti Cimini. 
 
Ritornati in superficie, una passeggiata per i caratteristici vicoli di Orte porta a terrazze che si affacciano sulla valle del Tevere e sulla campagna circostante. In piazza del Poggio si può ammirare l’incantevole “Casa di Giuda”, antica residenza di messer Evangelista Pietro Iaco Franceschini, considerato un traditore per aver dato ospitalità a persone che erano state precedentemente espulse dalla città. 
 
Degni di nota sono i festeggiamenti dell’Ottava di Sant’Egidio (il santo patrono di Orte), che iniziano il 30 agosto e raggiungono il loro clou il 12 e 13 settembre.
 
 In occasione delle visite di gruppi scolastici o turistici, Piazza della Libertà si offre come scenario di esibizioni festose, con tamburi e sbandieratori, e tornei tra “cavalieri” in costume medievale organizzati dagli ortani, che coinvolgono gli studenti in visita.    

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