Il castello di Sonnino ha origini medievali, si affaccia sulle colline del Chianti ed è a soli 20 minuti da Firenze, Volterra e San Gimignano (Ph. Nicoletta Curradi)

Il castello di Sonnino, detto anticamente di Montespertoli, è di origine medievale e appartenne ai ghibellini conti Alberti, signori della zona, finché questi, nel 1393, non si estinsero. Passò in seguito ai Machiavelli, che già possedevano varie tenute nel territorio, e dal 1830 fu della famiglia Sonnino. Celebre fu soprattutto il periodo in cui fu abitato da Sidney Sonnino (Pisa 1847 – Roma 1922), politico di prestigio che ospitò numerose personalità dell’epoca: Francesco Crispi, Giovanni Giolitti, Gabriele D’Annunzio, Umberto I di Savoia, Vittorio Emanuele III.
Ministro delle Finanze e del Tesoro, dopo avere rivestito la carica di presidente del Consiglio (1906 e 1909-10), da ministro degli Esteri fu il firmatario del Patto di Londra (1915), che strenuamente difese al termine del primo conflitto mondiale nel corso della Conferenza della pace. Ccon tale accordo mirò a completare il processo di unificazione dell’Italia, garantendole la sicurezza strategica, a nord come nell’Adriatico, mentre con una politica di moderazione verso il Mediterraneo orientale puntò a mantenervi l’equilibrio con le altre grandi potenze.

Oggi il castello conserva, oltre a svariati cimeli, l’archivio con tutti i carteggi e i documenti di Sonnino riguardanti i preliminari e lo svolgimento dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, nonché quelli relativi ai congressi di Parigi e di Versailles rispettivamente del 1916 e del 1918.
Dal castello provengono numerose opere d’arte oggi nei musei e nelle chiese della zona, prime fra tutte una Madonna col Bambino di Filippo Lippi, oggi al Museo di arte sacra locale, nonché un crocifisso ligneo di Taddeo Gaddi, oggi nella chiesa di San Lorenzo a Montegufoni.
Il Castello Sonnino con la sua torre duecentesca domina le valli del Chianti fiorentino. Qui, da oltre due secoli, la famiglia Sonnino produce vini e oli extra vergine di oliva di notevole carattere, fondendo una profonda conoscenza e amore per la terra con un costante spirito di ricerca.
Oggi gli eredi del barone Alessandro de Renzis Sonnino, scomparso nel 2021, guidano l’azienda lungo questo percorso tra tradizione e sperimentazione, dando vita a vini interessanti della nuova generazione toscana.

Il Castello Sonnino produce vino guidato dalla filosofia dei grandi “Chateaux”, scegliendo di lavorare solo con le uve coltivate nei propri vigneti, che si estendono su oltre 40 ettari. I vini Sonnino hanno personalità e carattere, frutto delle peculiarità di un terroir che dal 1997 è stato dotato della denominazione specifica del Chianti Montespertoli D.O.C.G, la più piccola delle denominazioni del Chianti. L’arrivo del barone Alessandro de Renzis Sonnino nel 1987 ha aperto nuovi orizzonti: ai tradizionali vitigni del Chianti del Sangiovese e del Canaiolo si sono aggiunti Merlot, Petit Verdot, Syrah, Cabernet Sauvignon e Malbec. Pichius, primo vino rosato dell’azienda da uve Syrah, è dotato di un interessante bouquet; Virginio da uve Trebbiano, aromatico e sapido, sono vini adatti al clima estivo.

I vini di Castello di Sonnino si distinguono per le loro sfaccettature che danzano tra la freschezza morbida e fruttata del “Leone Rosso” all’austerità speziata e morbida del Chianti Riserva che viene a lungo elevato nelle botti, dalla personalità elegantemente complessa del “Cantinino” alla liquirizia e il sottobosco che si avvertono nel “San Leone”. I blend internazionali si sposano armoniosamente grazie al profondo amore per la terra e alla filosofia dei grandi Chateaux con risultati ben riusciti ed etichette dalla profonda territorialità e innovazione.


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