Italiani che non tornarono. Due saggi sulla Seconda guerra mondiale e sui destini dei militari italiani

Gli uomini e le donne nella Seconda guerra mondiale sono i protagonisti di due libri di storia che saranno presentati la prossima settimana nella rassegna Pagine di Storia della Società Dante Alighieri: il 21 aprile sarà online l’autopresentazione di Maria Teresa Giusti con La campagna di Russia. 1941-1943, mentre il 23 aprile ci sarà Patrizia Gabrielli con un invito alla lettura di Prima della tragedia.

I due volumi, entrambi pubblicati da Il Mulino, raccontano pagine diverse dello stesso grande conflitto: nel primo caso, la tragedia dei 229 mila soldati italiani inviati da Mussolini sul fronte orientale. Oltre un terzo di loro non farà ritorno, inghiottito dalla steppa russa, falcidiato da un clima implacabile, vittima di un conflitto di inaudita brutalità. Maria Teresa Giusti, docente di Storia contemporanea all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ripercorre le ragioni economiche e strategiche che portarono l’Italia ad avventurarsi in “un’impresa senza speranza” e restituisce alla memoria storica – grazie a un lavoro di ricerca su documenti inediti e in larga parte russi – le vicende dei suoi protagonisti: i militari, ma anche i partigiani russi, le donne e i bambini.

Il lavoro di Patrizia Gabrielli, docente di Storia contemporanea e Storia di genere alla “Sapienza” di Roma, costruisce invece una sorta di “biografia collettiva” di quei militari italiani a Cefalonia e Corfù che non deposero le armi dopo l’armistizio dell’8 settembre e rimasero vittime dei tedeschi. Lo studio dei loro epistolari consegna alla Storia un’immagine molto lontana dallo stereotipo del soldato combattente: prevale un senso di impotenza, sia per l’andamento del conflitto e per la sostanziale inattività cui furono costretti, sia per le difficili condizioni di vita delle loro famiglie in Italia. Nelle lettere e cartoline spedite a casa, spendono parole affettuose e raccomandazioni per donne, anziani e bambini che vivevano nelle rinunce e nel pericolo.

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