Riuniti in un solo biglietto i Fori di Roma per un tour unico in tre millenni di storia antica

D’ora in poi basterà un solo ticket per visitare il Foro Romano e i Fori Imperiali di Roma. L’intesa, siglata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Parco archeologico del Colosseo, inaugura una nuova stagione di fruizione dei beni culturali nella Capitale. Per la prima volta, cittadini e turisti potranno scoprire un percorso inedito che avvia una nuova prospettiva sull’area archeologica tra le più importanti del mondo. Fino al 31 dicembre 2019, con un unico ticket da 16 euro, valido per l’intera giornata, i visitatori potranno attraversare tremila anni di storia.

Il passaggio dei visitatori tra le due aree, della durata di circa due ore, avverrà nell’area compresa tra Curia Iulia, Foro di Nerva e Foro Cesare, mentre il biglietto potrà essere acquistato sia nelle biglietterie del Foro Romano e del Palatino sia in quelle della Colonna Traiana. Per i giovani dai 18 ai 25 anni, il costo dei biglietto è 2 euro e rientra nel ‘pacchetto’ di agevolazioni introdotte dal ministero guidato da Alberto Bonisoli per incentivare i ragazzi e le ragazze a visitare i musei e i siti archeologici statali.

“Unificando i Fori siamo riusciti a realizzare un percorso che inaugura un nuovo modo di fruire e percepire il nostro patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale migliorandone l’offerta” ha detto il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha aggiunto: “Oggi si scrive un pezzo di storia perchè i Fori romani sono finalmente uniti. Diamo la possibilità a cittadini e turisti di tutto il mondo di vivere un’esperienza unica visitando nello stesso tempo il Palatino, il Foro Romano, il Foro di Cesare e il Foro di Traiano. Nella Città Eterna si può vivere un’esperienza culturale che racchiude 3 mila anni di storia”.
“Quello che l’amministrazione di Roma Capitale di concerto con il Ministero dei Beni culturali – ha continuato – è riuscita a realizzare è un grande successo. Tenere separate aree archeologiche e luoghi culturali per diverse competenze istituzionali non funzionava né per amministrare gli spazi né per la fruizione”.

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