La notte in cui il Gran Consiglio del Fascismo chiese le dimissioni di Benito Mussolini
Gabriele Galantara, La voce del paese: "Basta al fascismo!", vignetta per L'Asino del 1924

Si può scrivere la storia di una sola notte? Sì. Questa è la risposta di Pier Luigi Vercesi – giornalista del Corriere della Sera e autore di numerosi saggi – nel suo libro La notte in cui Mussolini perse la testa (Neri Pozza) che verrà domani presentato nella rassegna Pagine di Storia della Società Dante Alighieri.

Grazie all’approfondita indagine storica partita dalle memorie dei protagonista di quelle ore “fatali”, il saggio è una solida sceneggiatura della notte in cui, a Palazzo Venezia, il Gran Consiglio del Fascismo votò l’Ordine del giorno Grandi, che chiedeva le dimissioni di Benito Mussolini.

Questo libro parla al grande pubblico per raccontare alcune ore decisive nella Storia italiana e ricostruire il ruolo dei tanti protagonisti, fuori e dentro quel palazzo: i gerarchi, il re, Hitler, la Chiesa. I mesi in cui quella notte si incastona vedono da un lato lo sbarco degli alleati in Sicilia e il bombardamento di Roma, dall’altro l’armistizio dell’8 settembre e la guerra civile.

Pier Luigi Vercesi, inviato del Corriere della Sera, ha scritto numerose opere tra cui: Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia (Neri Pozza, 2017), Storia del giornalismo americano (Mondadori, 2005), Ne ammazza più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio, 2014). È autore di numerosi documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale.

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