Opera della mostra Sliding doors di Elisabetta Rogai (Ph N.Curradi)

Appena otto mesi dopo la grande mostra personale nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in occasione del G20 dell’agricoltura, Elisabetta Rogai torna protagonista di una mostra a Firenze.
A La Loggia di Piazzale Michelangelo si è inaugurata Sliding doors, la nuova personale della pittrice fiorentina che apre un anno ricco di appuntamenti e che si protrarrà fino al 25 giugno 2022, con ingresso libero.
«Partendo dal presupposto che abbiamo tutti desiderio di cose belle e essere ottimisti – dice l’Artista – ho pensato a delle porte scorrevoli, al di là delle quali possiamo trovare cose diverse e positive dopo due anni di pandemia, poi la guerra e adesso perfino queste scosse di terremoto che hanno seminato il panico. Ecco, con la mia arte vorrei trasmettere questo bisogno di tornare a guardare alla vita con fiducia».

A La Loggia di Piazzale Michelangelo, vera a propria terrazza privilegiata su uno dei panorami più fotografati e invidiati al mondo, Elisabetta Rogai mostrerà una quarantina di dipinti che abbracciano un decennio di arte e riassumono le tecniche utilizzate dall’Artista: dalla pittura su tela denim (quella dei jeans) a quella tradizionale a olio, fino ai quadri realizzati con la Enoarte, ovvero la pittura col vino, oppure con il vino e colori a olio. 
Per Sliding doors Rogai proporrà diverse collezioni: i fiori dipinti su tela denim; le immagini femminili con donne eleganti, sofisticate, sportive, mai banali, cui si aggiungono quelle più recenti, dipinte su tavola e recanti dietro un codice a barre come se tutto fosse codificato secondo regole di mercato; e poi gli splendidi cavalli che da anni caratterizzano il lavoro della pittrice.

In questa nuova mostra temporanea, Elisabetta Rogai rivelerà ancor di più la sua creatività multanime, capace di dare forma e colori ai pensieri che si fanno desideri e che possono trovare un’ampia condivisione.
Sostenuta dal Podere Fortuna di Cafaggiolo (Barberino di Mugello), Tiziana Petracchi (Private Advisor Santandrea Luxury Houses), Chianti Banca, Allianz Assicurazioni, Bartolacci Design, Macuz e Malva, la mostra rappresenta il primo impegno artistico di Elisabetta Rogai per il 2022, che ha dovuto rinunciare alle già programmate esposizioni di Mosca e San Pietroburgo a causa dell’invasione russa dell’Ucraina.
La prossima estate, infatti, nell’ambito di un fitto programma di festeggiamenti organizzati per il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace – poi restaurati all’Opificio delle pietre dure di Firenze -, la pittrice fiorentina è stata invitata dal Comune e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria a mostrare i suoi dipinti nella città calabrese; a seguire, durante il prossimo autunno, le opere di Elisabetta Rogai saranno protagoniste di una mostra personale a Miami, in Florida, in un appuntamento che già profuma di evento.

L’Artista – Elisabetta Rogai è una degli artisti contemporanei toscani di maggior successo a livello nazionale e internazionale.
Ha rappresentato tante volte l’arte toscana negli USA, in Cina, Giappone e Grecia, in tutto il mondo, in occasione di celebrazioni che esaltano l’Italia come il suo Astrid dipinto nel 2006 con il Chianti Classico e diventata l’etichetta della bottiglia del vino ufficiale del semestre della Presidenza dell’Unione Europea.
In 50 anni di attività pittorica Elisabetta Rogai ha all’attivo una serie infinita di mostre: a Washington, Los Angeles, Hong Kong, Cannes, Roma, Milano, Venezia, Siena, Pietrasanta, Forte dei Marmi, nella sua Firenze a Palazzo Medici Riccardi, così come è stata nominata “Artista dell’anno” della sudamericana Friends of Arts Foundation.
Autrice il ritratto di Oriana Fallaci per il Consiglio Regionale della Toscana, Elisabetta Rogai è l’unica artista donna che ha eseguito l’affresco celebrativo per i 70 anni della Scuola di Guerra Aerea di Firenze e una “sintesi”, olio su tela, donata dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per gli 85 anni della Forza Armata. Inoltre il Corriere della Sera ha scelto un suo dipinto per la prima pagina del giorno inaugurale di Vinitaly 2015. Nello stesso anno – anche dell’Expo milanese – l’Artista dipinse il Drappellone del Palio di Siena (Palio dell’Assunta del 16 agosto) con quattro diversi vini rossi del territorio senese, vivendo un’emozione «mai così forte in tutta la mia vita» ha rivelato in seguito, rappresentando la Madonna Assunta in cielo (dipinta con il Brunello di Montalcino) con un’aureola di spighe di grano, esplicito riferimento alla tematica dell’Expo “Nutrire il pianeta”.
Suo anche l’affresco raffigurante Il battesimo di Cristo nella pieve romanica di San Pietro in Bossolo a Tavarnelle Barberino, in provincia di Firenze, presentato nel febbraio 2020, mentre con il vino ha realizzato l’immagine di Cio Cio San, la protagonista dell’opera lirica “Madama Butterfly”, donata nell’estate 2020 alla Fondazione Festival Pucciniano alla presenza dell’ambasciatore giapponese in Italia, Hiroshi Oe.
Quindi nel 2021 ha dipinto, sempre con il vino, il Dante infernale realizzato per celebrare i sette secoli dalla morte del Sommo Poeta e messo in mostra proprio lo scorso settembre a Palazzo Vecchio.

Opera della mostra Sliding doors di Elisabetta Rogai (Ph N.Curradi)

Enoarte, strumento emozionale del nettare di Bacco per fini artistici
Dal 2011 la pittrice fiorentina “comunica anche il vino”, cioè diffonde l’amore per l’arte e per il vino nel mondo in maniera singolare, anche perché con la sua Enoarte è riuscita ad incentivare l’incontro tra pittura ed enologia offrendo l’opportunità di un valido strumento di marketing per le cantine.
Infatti Rogai dipinge usando esclusivamente vino rosso al posto del colore, una tecnica unica che apre un nuovo rapporto con la materia e la natura ed è risultato di un’intuizione rivoluzionaria: sulla tavolozza, infatti, il vino diventa arte grazie alla tecnica di fissaggio naturale adottata dall’artista, cioè i colori non sbiadiscono oltre una certa soglia. Dunque il vino invecchia sulla tela passando dalle cromie tipicamente giovanili a quelle caratteristiche della maturità. Di norma, in cantina questo processo richiede diversi anni, mentre sulla tela la trasformazione della nouance si avvia già dopo un mese e si completa nei mesi successivi.

I suoi dipinti hanno insomma qualcosa di vivo che conferisce nuovo fascino alle immagini che hanno riferimenti artistici contemporanei, con una grande attenzione all’equilibrio compositivo e a un’espressività sussurrata, a volte triste ma sempre coerente, quasi una riflessione sul destino femminile, il parallelismo fra vino e donne.
Dopo alcuni anni di sperimentazione della tecnica pura – Elisabetta Rogai non ha disdegnato di usare perfino l’aceto balsamico, ottenendo egualmente risultati esaltanti – l’Artista ha dato il via a un nuovo capitolo dell’“Enoarte”, unendo alla pittura con il vino, anche quella di colori a olio, spesso per creare dei contrasti cromatici inattesi, per rendere più luminoso un dipinto o per ottenere maggiore pathos nella raffigurazione.
E siccome Elisabetta Rogai, come ogni artista, non smette mai di sperimentare e ricercare, unitamente al vino e ai colori a olio nelle sue opere pittoriche più recenti compare spesso un tratto deciso – color “rosso Pozzuoli” spiega l’Artista – che mette in evidenza il soggetto e dà ancora più risalto alla tela dipinta.


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