Paralimpiadi, già 25 medaglie. Zanardi è ancora oro
Alex Zanardi, ex campione di automobilismo e 'gigante' dello sport paralimpico

Sette ori, nove argenti e altrettanti bronzi. La spedizione azzurra a Rio per le Paralimpiadi continua a salire sul podio e scalare il medagliere internazionale. Due storie spiccano tra le tante di straordianrio successo personale e sportivo: Oro a Zanardi e ‘Bebe’.

Era una delle medaglie più attese alla vigilia della Paralimpiade e Alessandro Zanardi non ha tradito le speranze azzurre di medaglia. Nella Time Trial H5, il bolognese ha ottenuto il primo gradino del podio con il tempo di 28:36.81, precedendo l’australiano Tripp (28:39.55) e lo statunitense Sanchez (28:51.73).

“E’ stato incredibile, durissimo gareggiare con questo caldo ha dichiarato Zanardi a fine gara – in questo momento mi sento di dedicare questa medaglia a tante persone, da mia madre che mi ha messo al mondo, a mia moglie, a mio figlio. Ma una dedica speciale la voglio fare a Gianmarco Tamberi, perchè immagino cosa possa aver provato nel momento dell’infortunio”.

“Ormai non ci sono più aggettivi per definire uno come Alex – ha ammesso il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli – Zanardi è l’esempio dell’Italia che vorremmo, che lotta, che si sacrifica, che non molla mai.Un atleta entrato nella leggenda sportiva, che, ne sono certo, continuerà ancora a farci sognare”.

Ma ha fatto sognare ancora Beatrice Vio, per tutti solo ‘Bebe’, entra da oggi nella storia della scherma azzurra. Dopo aver dominato a livello europeo e mondiale, la campionessa veneta ha ottenuto la consacrazione sul palcoscenico paralimpico, andando a vincere la medagli d’oro nella sua specialità, il fioretto di categoria B. Decisiva la vittoria, in finale, sulla cinese Zhou (15-7). In precedenza l’azzurra, dopo aver superato la fase preliminare, aveva sconfitto la polacca Makovska ai quarti per 15-6 e, in semifinale, la cinese Yao (15-1).

“Bebe è un talento straordinario, ha una capacità di vincere facendo sembrare la cosa come la più naturale del mondo – ha ammessoLuca Pancalli – ma dietro a uesti successi c’è una programmazione seria, c’è un lavoro di anni per arrivare a questo appuntamento nella miglior forma possibile, fisica e mentale”.

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