Dopo Londra e New York, l’Arco di Palmira ricostruito in Toscana con una mega stampante 3D farà un’unica tappa italiana in Piemonte, ad Arona sul Lago Maggiore.
 L’evento internazionale si chiamerà “Passing through, moving forward” e s’inaugurerà il 25 marzo quando inizierà la passerella di visitatori che si spera possa bissare il successo internazionale di pubblico ottenuta lo scorso anno dal “The Floating Piers” che l’artista Christo realizzò sul lago d’Iseo.
L’ Arco di Palmira, costuito quasi 2 mila anni fa e distrutto da Isis a fine del 2015, è diventato il simbolo della rinascita, della ricostruzione e conservazione del patrimonio dell’umanità. 
Alto più di cinque metri, in marmo d’Egitto, è stato ricostruito utilizzando immagini digitali e stampa in 3D seguendo il progetto dell’Institute for Digital Archeology di Oxford, da Torart, un’azienda di Carrara collocata nel cuore delle cave di marmo, specializzata in scultura, arte contemporanea e design. 
Mediante le più avanzate tecnologie, Torart è capace di tradurre nella forma tridimensionale qualsiasi immagine senza limiti di materia o dimensione. In questa factory si fondono i metodi di lavorazione tradizionale del marmo, pietre e altri mate- riali con le più avanzate tecnologie come l’impiego di scanner, stampanti 3D e robot antropo- morfi. Questi sono composti da parti meccaniche progettate per la manifattura industriale che vengono modificati da RobotMill, società del gruppo Torart.
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