Fino al 27 novembre a Venezia la biennale di Architettura “Reporting from the front” con 88 partecipanti provenienti da 37 Paesi (Ph. Luca Ferrari)
L’anima gravida dello spazio irrompe nello scenario collettivo di calli e campielli. La forma fiorisce nell’antica Repubblica Marinara fino al 27 novembre. Il mondo della creatività fa una lunga tappa in laguna. 
Si è alzato il sipario su “Reporting from the Front”, 15° Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alejandro Aravena che ha detto: “Di fronte alla complessità e alla varietà delle sfide che l’architettura deve affrontare, ci si propone di ascoltare coloro che sono stati capaci di una prospettiva più ampia, e di conseguenza sono in grado di condividere conoscenza ed esperienze, inventiva e pertinenza con chi tra noi rimane con i piedi appoggiati al suolo”. 
“Semplice e travolgente. Un luogo in cui scoprire una realtà progettuale dinamica, sempre viva nella ricerca e nella sperimentazione. Intenta soprattutto a cercare d’innovare il rapporto con i molti appassionati visitatori e la città stessa, oltre che con gli addetti ai lavori”. A parlarne in modo così entusiasta durante la vernice è stato Angelo Bacci, architetto veneziano. Una vita, la sua, spesa alla Biennale tra lavoro e passione. 
Alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, l’inaugurazione di Reporting from the Front ha subito lasciato il segno nel nome della qualità e delle presenze, il tutto arricchito dalla consegna dei premi ufficiali, a cominciare dal Leone d’Oro alla carriera a Paulo Mendes da Rocha (Brasile) e il Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale andato alla Spagna, riconoscimento questo ottenuto “per  l’accurata selezione di architetti emergenti il cui lavoro dimostra come l’impegno e la creatività possano superare i limiti materiali e di contesto”. Menzioni speciali per Giappone e Perù, con la nazione sudamericana meritevole “di aver portato l’architettura in un angolo remoto del mondo, facendone un luogo per l’istruzione e allo stesso tempo un mezzo per tutelare la cultura amazzonica”. 
Dal Padiglione Centrale dei Giardini all’Arsenale, “Reporting from the Front” si snoda nel suo percorso attraverso l’opera di 88 architetti provenienti da 37 Paesi, 50 dei quali presenti per la prima volta e ben 33 sotto i 40 anni. Ad arricchire l’intera esperienza poi, i padiglioni nazionali spalmati tra Giardini, Arsenale e il centro storico di Venezia per un totale di 65 presenze, cinque delle quali a Venezia per la prima volta: Filippine, Lituania, Nigeria, Seychelles e Yemen. 
“Pur nella loro complessità, i Paesi presenti mettono in evidenza in particolare i luoghi, gli spazi urbani e non, con progetti e proposte che entrano a far parte del vivere quotidiano, creando così le condizioni ideali perché un pubblico più vasto e di qualità possa vivere e condividere le proprie emozioni, aspirazioni e soprattutto la passione per l’Architettura e l’Arte in generale”, analizza l’esperto Bacci. 
Tre i Progetti Speciali della 15° Biennale di Architettura, a cominciare da Reporting from Marghera and Other Waterfronts, esposizione curata dall’architetto Stefano Recalcati che analizza nella sede espositiva di Forte Marghera (Mestre, Venezia) progetti significativi di rigenerazione urbana di porti industriali, contribuendo a stimolare una riflessione sulla riconversione produttiva di Porto Marghera. 
In previsione poi della conferenza mondiale delle Nazioni Unite – Habitat III che si terrà a Quito in Equador (17-20 ottobre) e nel contesto del programma Urban Age, organizzato congiuntamente dalla London School of Economics e dalla Alfred Herrhausen Society, la Biennale ha allestito alle Sale d’Armi (Arsenale) un Padiglione dedicato al tema “Report from Cities: Conflicts of an Urban Age”, curato da Ricky Burdett, con particolare attenzione al rapporto tra spazi pubblici e spazi privati. 
Altro pezzo importante del puzzle di questa 15° rassegna, i Meetings on Architecture, appuntamenti sui temi e i fenomeni presentati in Mostra.
Ai Giardini la sezione dedicata agli Stati Uniti sul tema “The Architectural Imagination”.  Curata da Cynthia Davidson e Monica Ponce de Leon, espongono: A(n) Office – Marcelo López-Dinardi, V. Mitch McEwen; BairBalliet – Kristy Balliet, Kelly Bair; Greg Lynn Form – Greg Lynn; Mack Scogin Merrill Elam Architects – Mack Scogin, Merrill Elam; Marshall Brown Projects – Marshall Brown; Mos – Hilary Sample, Michael Meredith; Pita & Bloom – Florencia Pita, Jackilin Hah Bloom; Present Future – Albert Pope, Jesús Vassallo; Preston Scott Cohen Inc. – Preston Scott Cohen; Saa/Stan Allen Architect – Stan Allen; T+E+A+M – Thom Moran, Ellie Abrons, Adam Fure, Meredith Miller; Zago Architecture – Andrew Zago, Laura Bouwman. Commissario di Padiglione: University of Michigan, Taubman College of Architecture-Urban Planning.
Come un viaggio nei visceri dell’arte architettonica, dopo ore e ore di peregrinaggio si riemerge davanti alla laguna. L’acqua riflette il cielo. Venezia scruta dentro. Dentro e fuori l’uomo, la creazione nasce e si rigenera in tutt’uno universale scandito dal Tempo, e questo è il momento pulsante di Reporting from the Front. “Esaminando l’insieme dell’Esposizione – conclude Angelo Bacci – credo sia arrivato il momento di sognare e lavorare per una crescita, e uno sviluppo. Impegnandoci soprattutto per un futuro diverso, ricco di prospettive e speranze”.
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