Viterbo, non solo città dei Papi ma scrigno di documenti antichi

Ha antiche origini e ha il più vasto centro storico medievale d’Europa, quindi del mondo – con alcuni quartieri medioevali ben conservati – cinto da mura e circondato da quartieri moderni, tranne che ad ovest, dove si estendono zone archeologiche e termali (necropoli di Castel d’Asso, sorgente del Bullicame).

Viterbo è storicamente famosa al mondo come la Città dei Papi: nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo Papale ospitò e vide eleggere diversi Papi. Papa Alessandro IV decise nel 1257 il trasferimento della Curia Papale nella città a causa del clima ostile presente a Roma; il soggiorno papale durò, salvo brevi interruzioni, fino a quando papa Martino IV, appena eletto (22 febbraio 1281), allontanò definitivamente la corte pontificia da Viterbo. 

Ma questa cittadina del Lazio è famosa anche per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e spettacolare manifestazione che si svolge ogni anno la sera del 3 settembre, in onore della Santa patrona: una struttura illuminata, alta 30 metri e del peso di 52 quintali, viene portata a spalla da cento uomini, i Facchini di Santa Rosa, per le vie abbuiate della città. Nel 2013 la Macchina è stata inserita dall’UNESCO tra i Patrimoni immateriali dell’Umanità.

Da casa è possibile scoprire un pezzo unico di Viterbo con un’informale ma autentica visita all’Archivio di stato di Viterbo (https://www.youtube.com/watch?v=mgamYyXEoRY). 

La propone il direttore dell’Istituto, Angelo Allegrini, attraverso il canale YouTube del Ministero per i beni e per le attività culturali e per il turismo, nell’ambito della campagna “La cultura non si ferma”, promossa dallo stesso Mibact per far conoscere il patrimonio culturale statale da casa.

Dalla scrivania ai corridoi delle lunghe scaffalature documentali, Allegrini accompagna negli ambienti della sede di via Vincenzo Cardarelli.
L’Archivio ha recentemente compiuto sessant’anni, conserva documenti stimabili in oltre 8 chilometri lineari di scaffalature, per un valore che supera il miliardo di euro.

Nel filmato vengono citati quattro documenti tra i più importanti dell’istituto: il più antico, una pergamena di un contratto di compravendita del 1192 che testimonia il passaggio dal latino al volgare nel linguaggio notarile, con l’uso della parola casa al posto di domus; il più solenne, il privilegio imperiale concesso dalla Cancelleria di Federico II durante l’assedio di Viterbo che consente il commercio di vasellame, con il sigillo in ceralacca e l’effige dell’imperatore. Inoltre, una lettera autografa di Garibaldi alle autorità locali per raccomandare un suo ammiratore e un attestato di benemerenza a Gasparre Bisciotta della Corte d’Assise, firmato dall’allora Ministro Mario Scelba, tra le carte del processo per l’eccidio di Portella della Ginestra con la foto del bandito Salvatore Giuliano, immortalato a cavallo.

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