Tomb of San Rocco, in Venice. Copyrighted work available under Creative Commons Attribution. Author: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Archaeodontosaurus. License:https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/

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August is a good month to remind you that St. Rocco, always pictured together with his dog on religious picture cards, often distributed on his feast day August 16, was Heaven’s first animal rights activist, if the stories we believe in a leap of faith, are true.

Saint Roch, by Francesco Ribalta, c. 1625, Museo de Bellas Artes, Valencia.Copyrighted work available under Creative Commons Attribution. Author: Wikicommons/ Public Domain

St. Rocco, with his faithful canine companion Roquet by his side is venerated throughout Italy for his intercession and service to the plague-stricken in the early 1320s, and celebrated in Calabria with Italian gingerbread figures called Panpepati. These represent various parts of the body, and are ex-voto for the people whose arms, legs or various organs are protected by the saint.

He is often considered the patron saint of wool carders and cooks. However, after reading this story, I am sure you’ll agree that San Rocco deserves to be known as the original equal rights animal activist.

St. Rocco (Roch) was born with a birthmark shaped like a cross imprinted on his breast in Montpellier, France. As soon as he was of age, he gave his earthly possessions to the poor, took up the life of a monk, and began to wander, accompanied by a little dog named Roquet. He served the plague stricken in Italy while on a pilgrimage of devotion to Rome. 

This was the time of the Black Death (bubonic plague) and when Rocco discovered that he could heal the stricken with his touch, he devoted himself to their cure.

Finally infected with the disease himself, he withdrew, dragging himself to an isolated cave in the woods. While he lay there exhausted, his dog Roquet found his way to the castle of a nearby nobleman where he managed to snatch a loaf of bread from the table. Returning day after day to find food for his master, the dog aroused the interest of the nobleman, who followed him to the cave. The sight of Rocco, now dying, moved the nobleman to abandon his wealth and follow the path of the dying saint, who died circa 1327. 

St. Rocco ascended to Heaven, where he was welcomed by St. Peter, the Celestial Gatekeeper. When St. Peter refused to admit Roquet, as they had a no pet policy, St. Rocco said the dog had saved his life. St. Peter replied that a rooster had saved his soul, but that he had never even imagined taking him along to Heaven. Refusing to abandon his faithful companion, St. Rocco sent news of this conflict and reached the ears of God the Father, who commanded that St. Rocco and Roquet be admitted to heaven together. When St. Peter complained about the neglect of his rooster and threatened to resign his post, the Heavenly Father agreed that the bird should also enter. 

Then the other saints all made a claim for the animals that had served them – St. Jerome for his lion, St. Calm for his cat, St. Agnes for her lamb, and St. Francis for all the other birds and beasts. And the Heavenly Father saw that he had no choice. He ordered St. Peter to throw open the gates of Heaven to every creature who had served His will. 

And it was the doing of St. Rocco and his little dog…

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Here is another Italian Canine connected story…

When Roman police inspector Brigadier Giovanni Maimone retired from the police department, he received a pension immediately. However, when his partner Dox Von Coburger Land retired from the Rome police force at the age of 15, the authorities decided that he was not entitled to a pension. Why? Because he was a dog, and not a person. 

They ignored the fact that Dox had solved more cases than any other detective. Since he held the rank of corporal, lower-ranking human policemen even had to salute him when he approached. When Dox retired, Maimone did the same and opened a dog-training center called “Casa Dox” when the 19 year-old dog died in 1965.

Feeling that Dox had never received his proper recognition as a civil servant, Maimone continued to sue for a pension. In 1974, thirteen years too late, the courts agreed and gave Dox a posthumous award. 

Cari lettori,
Grazie a quanti di voi hanno risposto al mio messaggio “sostenete subito il vostro giornale L’Italo-Americano”, firmando un assegno e ordinando un nuovo abbonamento per voi, i vostri amici o i parenti. Grazie per aver compreso l’importanza di sostenere la nostra stampa italo-americana, soprattutto in questi giorni in cui il nostro patrimonio è minacciato da chi cerca di riscrivere la storia. E, questa volta con grande successo, deturpando e abbattendo statue non solo di Colombo, ma anche di George Washington, Abraham Lincoln e del Generale Grant.
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Agosto è un buon mese per ricordare che San Rocco, sempre raffigurato insieme al suo cane sui santini, spesso distribuiti il giorno della sua festa, il 16 agosto, è stato il primo attivista celeste dei diritti degli animali, se le storie in cui crediamo, in uno slancio di fede, sono vere.
San Rocco, con il suo fedele compagno canino Roquet al suo fianco, è venerato in tutta Italia per la sua intercessione e il suo servizio durante i primi anni venti del XIII secolo, colpiti dalla peste, e celebrato in Calabria con pupazzetti di panpepato chiamate Panpepati. Essi rappresentano varie parti del corpo, e sono ex-voto per le persone le cui braccia, gambe o altri organi sono protetti dal santo.
Spesso è considerato il santo patrono dei cardatori di lana e dei cuochi. Tuttavia, dopo aver letto questa storia, sono sicura che sarete d’accordo che San Rocco merita di essere conosciuto come il primo animalista per la parità dei diritti.
San Rocco (Roch) è nato con una voglia a forma di croce impressa sul petto a Montpellier, in Francia. Appena raggiunta l’età adulta, ha dato i suoi beni terreni ai poveri, ha intrapreso la vita monacale e ha iniziato a vagare, accompagnato da un cagnolino di nome Roquet. Ha servito gli appestati in Italia durante un pellegrinaggio di devozione a Roma.
Era il tempo della peste nera (peste bubbonica) e quando Rocco scoprì di poter guarire gli ammalati con il suo tocco, si dedicò alla loro cura.
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Alla fine si infettò anche lui, si ritirò, trascinandosi in una grotta isolata nel bosco. Mentre giaceva lì stanco, il suo cane Roquet trovò la strada per il castello di un vicino nobile, dove riuscì a portare via una pagnotta dalla tavola. Tornando giorno dopo giorno per trovare cibo per il suo padrone, il cane suscitò l’interesse del nobile, che lo seguì fino alla grotta. La vista di Rocco, ormai morente, spinse il nobile ad abbandonare le sue ricchezze e a seguire il cammino del santo morente, deceduto intorno al 1327.
San Rocco salì in cielo, dove fu accolto da San Pietro, il Celeste Custode della Porta dei cieli. Quando San Pietro rifiutò di ammettere Roquet, poiché non avevano una politica per gli animali domestici, San Rocco disse che il cane gli aveva salvato la vita. San Pietro rispose che un gallo gli aveva salvato l’anima, ma che non avrebbe mai immaginato di portarlo in Paradiso. Ma San Rocco si ifiutò di abbandonare il suo fedele compagno e quando la notizia di questo conflitto giunse alle orecchie di Dio Padre, questi ordinò che San Rocco e Roquet fossero ammessi in cielo insieme. Quando San Pietro si lamentò per l’assenza del suo gallo e minacciò di dimettersi, il Padre Celeste accettò che entrasse anche il volatile.
Allora anche gli altri santi fecero una richiesta per gli animali che li avevano aiutati: San Girolamo per il suo leone, Santa Calma per il suo gatto, Sant’Agnese per il suo agnello, e San Francesco per tutti gli altri uccelli e bestie. E il Padre Celeste vide che non aveva scelta. Ordinò a San Pietro di aprire le porte del Paradiso ad ogni creatura che avesse servito la Sua volontà.
Fu tutta opera di San Rocco e del suo cagnolino…
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Ecco un’altra storia canina con Italian Connections…
Quando il brigadiere romano Giovanni Maimone, ispettore di polizia, si ritirò dal dipartimento di polizia, ricevette immediatamente una pensione. Tuttavia, quando il suo partner Dox Von Coburger Land si ritirò dalla polizia di Roma all’età di 15 anni, le autorità decisero che non aveva diritto alla pensione. Perché? Perché era un cane e non una persona. Non avevano tenuto conto del fatto che Dox aveva risolto più casi di qualsiasi altro detective. Dal momento che aveva il rango di caporale, i poliziotti di rango inferiore dovevano addirittura fargli il saluto quando gli si avvicinavano. Quando Dox andò in pensione, Maimone fece lo stesso e quando il cane, a 19 anni, morì nel 1965 aprì un centro di addestramento per cani chiamato “Casa Dox”.
Poiché Dox non aveva mai ricevuto il giusto riconoscimento come funzionario pubblico, Maimone continuò a fare causa per la pensione. Nel 1974, con tredici anni di ritardo, i tribunali accolsero la richiesta e assegnarono a Dox un premio postumo.


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