Sooshi Mango at the AACTA Awards in 2021 (Photo courtesy of Sooshi Mango)

They were just kids when they and their parents frequented the Isole Eolie Italian Club in Melbourne, Australia. Joe and his brother Carlo, whose mother hailed from Stromboli and their father from Randazzo, Catania, befriended Andrew, whose family had emigrated to Australia from Lipari. “As children, we loved to tease our family members. We’ve always been obsessed with comedy,” Joe Salanitri, a member of the comedic trio Sooshi Mango, tells me as I meet him in Los Angeles before their show, Off the Boat.

As adults, they began filming videos of some of their characters, fictional but inspired by their relatives, and their popularity on social media skyrocketed almost overnight. “We grew up in Melbourne, where there’s a large Italian community but also Greek, Serbian, Croatian, Turkish, and Lebanese. Carlo suggested we make a video titled ‘Greeks versus Italians’ because, in Australia, Greeks and Italians have this friendly rivalry, even though they’re exactly the same:  we’re paisani!” In just six years, Sooshi Mango has amassed 2 million followers on Instagram and 1.6 million on TikTok, and their fame has led them to embark on their first world tour.

Joe, your act delves into what’s termed ethnic comedy, drawing heavily on your family backgrounds. Could you expand on this for us?

My character, Johnny, who’s always in pajamas, blends traits of my godfather, my dad’s buddy, and my dad himself. Carmela, portrayed by my brother Carlo in drag, channels our aunt, while Giuseppina borrows from our grandmother. It’s our way of paying homage to them. After all, Italians, Greeks, and others have become so woven into the local fabric here. They’ve been part of Australia for so long that the immigrant story often gets overlooked.

Did you ever think comedy could be your calling?

We’ve always been jesters at heart; this time, we just happened to stand in front of a camera. As our videos gained traction, so we ventured into live theater, collaborating with Nick Gianopoulos, an Australian comedian with 20 years on the circuit. After two tours with him, we launched our own show, touring Australia’s arenas. We even set a record at Melbourne’s Rod Laver Arena with three sold-out shows in a single run.

Who were the comedic figures that inspired you?

Growing up, Lino Banfi was a hero of ours. We used to watch his films with my dad, and I barely understood the dialogue, but I loved the way he acted, especially with Pierino (Alvaro Vitali’s famous character). I also liked Jerry Calà and Christian De Sica. Beyond Italian cinema, we were fans of Dean Martin, Jerry Lewis, and Laurel and Hardy.

The most common feedback you get on your social media pages is “We have the same family.” Why do people see themselves in your videos?

A lot of people say that because they relate to our videos. They’re universal, everyone has someone similar in their family. Whether we’re in New York, Boston, Chicago, or even Toronto and Montreal, the response is incredible. At our Vancouver show, one person brought along 10 friends who had never heard of Sooshi Mango. Meeting them after the show, they shared that it was one of the best performances they’d ever experienced. They were amazed at how much they could see themselves in it and how much the characters reminded them of their own aunts and uncles. That’s the highest praise we could ask for, especially from people who came to our show without knowing us.

Sooshi Mango on stage (Photo: Glenn Pokorny)

Do you still find inspiration for your sketches when visiting your families?

Always, but we don’t mimic them exactly as they are. We add a comedic twist.

As first-generation Australians, do you return to Italy to visit relatives?

I was back in Italy last July. I probably go every seven or eight years because the 24-hour flight is quite a commitment. Part of this tour, aside from America and Canada, includes London, so we’ll also be heading to Italy. We’ve got in touch with Lino Banfi, so we’re planning to spend two days in Rome to meet him.

So, you’re about to meet your childhood idol?

Yes! We might even make a video with him. We’re thrilled.

Besides your shows and online videos, you also have a podcast, Saucy Meatballs, and even your own restaurant. How did these ventures begin?

Yes, we run one of Australia’s top podcasts. And we own an Italian restaurant named Johnny Vince and Sam’s, after our characters. We wanted it to feel like grandma’s house: it’s all wood, with a china cabinet, carpet, tiles, curtains, old chairs, and tables, nestled in Melbourne’s Little Italy. Our menu is 100% Italian. We serve stew, gnocchi, burrata, prosciutto, salami, and mortadella, all in a homemade Italian style. Dining with us is like eating at your grandma’s and mom’s.

What was the most Italian thing about your childhood?

Making salami and sauce at home was a very Italian experience. Broadly, the most Italian aspects were food and family: our families were always together, gathering for lunch every Sunday and dining together every night. Food was the glue that held us together, whether it was a celebration, an event, or just a Tuesday evening. The dinner table was where everything happened!

Erano solo dei ragazzini quando, con i loro genitori, frequentavano il Club Italiano Isole Eolie a Melbourne, in Australia. Joe e suo fratello Carlo, la cui madre era originaria di Stromboli e il padre di Randazzo, in provincia di Catania, fecero amicizia con Andrew, la cui famiglia era invece emigrata in Australia da Lipari. “Da bambini ci piaceva prendere in giro i nostri familiari. Abbiamo sempre avuto un’ossessione per la comicità”. Mi racconta Joe Salanitri, uno dei membri del trio comico Sooshi Mango, quando lo incontro a Los Angeles in vista del loro spettacolo “Off The Boat”. 

Una volta adulti, i tre hanno iniziato a girare dei video con alcuni dei loro personaggi inventati ma ispirati ai loro parenti, e la loro popolarità sui social media è esplosa quasi da un giorno all’altro. “Siamo cresciuti a Melbourne dove c’è una grande comunità italiana ma anche greca, serba, croata, turca e libanese. Carlo ci ha suggerito di fare un video intitolato Greci contro italiani, perché in Australia i greci e gli italiani hanno questa amichevole rivalità, ma sono esattamente uguali. Siamo paisani!”. Nel giro di sei anni, i Sooshi Mango hanno raccolto 2 milioni di followers su Instagram e 1,6 su TikTok e la loro fama li ha portati a intraprendere il loro primo tour mondiale.

Joe, voi fate quella che viene definita commedia etnica, ispirata alle vostre famiglie. Può dirci qualcosa di più a riguardo? 

Il mio personaggio, Johnny, quello in pigiama, è un mix tra il mio padrino, l’amico di mio padre e mio padre. Carmela, che è il personaggio che mio fratello Carlo interpreta come donna, è ispirata a mia zia, e in Giuseppina c’è un po’ di mia nonna. Lo facciamo per onorarli, perché dalle nostre parti gli italiani e i greci e tutti gli altri in un certo senso fanno parte dell’arredamento, sono in Australia da così tanto tempo che la gente dimentica cosa significa essere stati immigrati.

Immaginavate che avreste intrapreso questa carriera?  

Pensiamo di essere dei burloni, questa volta ci siamo semplicemente messi davanti a una telecamera. Quando i nostri video si sono evoluti, abbiamo iniziato a fare degli spettacoli teatrali con un comico australiano, Nick Gianopolous, che faceva questi spettacoli da 20 anni. Così abbiamo fatto due tour con lui e poi durante il terzo tour abbiamo fatto il nostro show e ci siamo esibiti nelle arene di tutta l’Australia. Abbiamo battuto il record di presenze alla Rod Laver Arena di Melbourne con tre sold-out per un solo spettacolo.

Quali sono i comici che vi hanno ispirato?  

Da piccoli uno dei nostri idoli era Lino Banfi. Guardavo i suoi film con mio padre, senza capire bene cosa dicesse. Capivo poche parole qua e là. Ma adoravo il modo in cui recitava con Pierino. Poi mi piacevano Jerry Calà e Christian De Sica. E poi guardavamo Dean Martin, Jerry Lewis e Stanlio e Ollio. 

Il messaggio più frequente che avete sulla vostra pagina dei social media è “Abbiamo la stessa famiglia”. Perché la gente si rivede nei vostri video?

Molte persone lo dicono perché si relazionano con i nostri video. Sono universali, tutti hanno qualcuno di simile nella propria famiglia. Quando andiamo a New York, Boston, Chicago, persino a Toronto e Montreal, la folla è fantastica. Al nostro spettacolo di Vancouver, una persona ha portato 10 amici e nessuno di loro sapeva chi fossero i Sooshi Mango. Li abbiamo incontrati dopo lo show e ci hanno detto che per loro era stato uno dei migliori spettacoli che avessero mai visto. Non riuscivano a credere di essersi immedesimati, di aver riso, di essersi divertiti, di essersi ricordati delle loro zie o i loro zii. Questo è il miglior complimento che si possa ricevere da qualcuno che viene a vedere il tuo spettacolo senza conoscerti. 

Trovate ancora ispirazione per i vostri sketch quando andate a trovare le vostre famiglie? 

Sempre, ma non li imitiamo nello stesso modo in cui sono nella realtà. Ci aggiungiamo un po’ di filtro comico. 

Siete australiani di prima generazione. Tornate in Italia per visitare i vostri parenti? 

Sono tornato in Italia lo scorso luglio. Ci torno ogni sette o otto anni, perché il volo di 24 ore è sempre molto impegnativo. Parte di questo tour, oltre all’America e al Canada, comprende anche Londra e poi andremo anche in Italia. Siamo entrati in contatto con Lino Banfi, quindi andremo a Roma per due giorni per incontrarlo all’inizio di marzo.

Quindi state per incontrare il vostro idolo d’infanzia? 

Sì! Forse faremo un video con lui. Siamo molto eccitati. 

Oltre ai vostri spettacoli e ai video online, avete anche un podcast, Saucy Meatballs, e un vostro ristorante. Come sono iniziate queste avventure? 

Sì, abbiamo un podcast in Australia, uno dei migliori podcast del Paese. E abbiamo un ristorante italiano che si chiama Johnny Vince and Sam’s, che è il nome dei nostri personaggi. Il nostro obiettivo era che assomigliasse alla casa della nonna: è tutto fatto in legno, c’è una cristalliera, la moquette, le piastrelle e le tende, le vecchie sedie e i tavoli. Si trova nella Little Italy di Melbourne. 

Abbiamo ovviamente 100% cibo italiano. Facciamo lo spezzatino, gli gnocchi, la burrata, il prosciutto, il salame, la mortadella, tutto in stile casalingo italiano. È come andare a mangiare dalla nonna e dalla mamma.

Qual è stata la cosa più italiana della sua infanzia? 

Una cosa molto italiana è che facevamo il salame e il sugo in casa. In generale direi che le cose più italiane sono state il mangiare e la famiglia. Le nostre famiglie erano sempre insieme, ogni domenica si pranzava insieme, ogni sera si cenava insieme. Il cibo ha sempre unito tutti, sia che si trattasse di una festa, sia che si trattasse di una funzione, sia che si trattasse di un martedì sera. La tavola era il posto dove tutto accadeva!


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