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Il Mercato centrale di San Lorenzo fu uno dei risultati dell'epoca del Risanamento urbanistico del centro storico, che va dal periodo di Firenze Capitale alla fine del XIX secolo
La sera del 3 febbraio 1865, in una città illuminata a giorno e gremita da una folla di senatori, deputati, autorità civili, militari e comuni cittadini, il re Vittorio Emanuele faceva il suo ingresso a Firenze, appena proclamata nuova capitale del giovanissimo Regno d’Italia. 
La città ebbe questo ruolo per soli cinque anni, sino al 1870, che ebbero però su di lei un’influenza fortissima. 
  La Torre di Palazzo Vecchio tra le due ali degli Uffizi di Firenze

  La Torre di Palazzo Vecchio tra le due ali degli Uffizi di Firenze

Nel 150° anniversario di questa data, da gennaio a dicembre, si svolgerà un ciclo di incontri tenuti da studiosi dei settori più vari per esplorare questo evento della nostra storia nazionale sotto punti di vista diversi, tutti riconducibili allo scopo di ricostruire l’impatto, per molti versi traumatico, che la promozione a capitale provocò nel sonnolento capoluogo toscano. 
Gli incontri, organizzati da Forma Edizioni e curati da Riccardo Bruscagli e Laura Andreini, hanno il patrocinio di “Firenze Capitale 1865 – 2015” e cadenza mensile.
Il primo appuntamento è stato con Zeffiro Ciuffoletti ed il suo libro “La città capitale. Firenze prima, durante e dopo”. Il volume, edito da Le Lettere, ricostruisce in ogni suo aspetto – politico, urbanistico, culturale e sociale – le vicende che precedettero e poi seguirono l’esperienza breve e straordinaria della città durante gli anni in cui fu capitale. Anni in cui raddoppiò la sua popolazione e diventò una città che senza rimpiangere il suo grande passato, anzi mitizzandolo, divenne più moderna ed europea. 
Il 18 febbraio, sarà la volta di Carlo Sisi e dell’incontro “L’Accademia o il Caffè: polemiche artistiche al tempo di Firenze capitale”, che illustrerà il contraccolpo degli sventramenti cittadini nelle testimonianze pittoriche del tempo. La letteratura sarà invece la protagonista degli incontri di primavera: il 18 marzo Paola Luciani, con “Versi per la patria”, focalizzerà l’attenzione sulle lettere durante gli anni di formazione del Regno d’Italia, mentre il 15 aprile Gino Tellini terrà la conferenza “Letteratura militante a Firenze negli anni della capitale”, sulla situazione specifica della città, in quei cinque anni vero e proprio cantiere di novità e sperimentazioni culturali. 
A maggio, il 18, Enrico Colle parlerà di “Costume e gusto a Firenze negli anni della capitale”, raccontando l’impatto che l’arrivo della corte sabauda ebbe nell’arredamento, nella vita sociale e nell’attività dei salotti cittadini. A giugno, il 17, Roberta Turchi terrà la conferenza “Pinocchio contro Firenze capitale”, offrendo una lettura allegorica del capolavoro di Collodi, riferito alle traversie sociali e finanziarie attraversate dalla città nella sua breve storia di capitale del regno.
A chiudere il ciclo di incontri prima della pausa estiva, il primo luglio, sarà Francesco Gurrieri con la conferenza “Fucini, Poggi e il tramonto di Firenze capitale”, nella quale si parlerà della trasformazione più vistosa subita da Firenze nel 1865, quella architettonico-urbanistica, e del periodo di crisi attraversato dalla città nei suoi ultimissimi anni di capitale.
A settembre poi, il 23, Sergio Risaliti terrà la conferenza “Moving David”, il 21 ottobre Dora Liscia parlerà de “La moda e i suoi accessori nel tempo di Firenze capitale”, il 18 novembre sarà la volta di Carlo Francini e dell’incontro “Il Parlamento in Palazzo Vecchio”, mentre il 2 dicembre, Zeffiro Ciuffoletti sarà nuovamente ospite con la conferenza di chiusura “La Nazione di Firenze, un quotidiano per l’Italia unita”.
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