Al via la Fase 2 di convivenza con il Covid-19 ma ‘se ami l’Italia, mantieni le distanze’

Si allentano le restrizioni previste dal Governo nella “Fase 2” che corrisponde a un lento e graduale ritorno alla vita produttiva e sociale. Nessun liberi tutti e poche aperture agli spostamenti, con l’imperativo del “distanziamento sociale”, l’arma più potente per combattere il Covid-19.

“Se ami l’Italia, mantieni le distanze” è lo slogan lanciato da presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, annunciando l’inizio di un ritorno alla vita produttiva e sociale, ha rimarcato l’importanza dell’assunzione personale di responsabilità.

“Grazie ai sacrifici fin qui fatti stiamo riuscendo a contenere la diffusione della pandemia e questo è un grande risultato se consideriamo che nella fase più acuta addirittura ci sono stati dei momenti in cui l’epidemia sembrava sfuggire a ogni controllo”. Agli italiani ha detto: “Avete manifestato forza, coraggio, senso di responsabilità, di comunità. Adesso inizia per tutti la fase di convivenza con il virus e dobbiamo essere consapevoli che in questa nuova fase, la Fase 2, la curva del contagio potrà risalire in alcune aree del Paese. Dobbiamo dircelo chiaramente, questo rischio c’è”.

Dal 18 maggio oltre alla riapertura di quasi tutte le attività commerciali gli italiani riacquisteranno anche buona parte delle libertà personali. Resteranno ancora vietati gli spostamenti tra le regioni. Per questo “sarà ancora più importante mantenere le distanze di sicurezza” anche in ambito familiare. Dunque si potranno incontrare non solo più i congiunti ma anche gli amici e naturalmente chiunque altro. Sempre con obbligo di mascherina e distanziamento. Restano vietati gli assembramenti e le riunioni, nei locali pubblici ma anche nelle case private. 

L’Istituto Superiore di Sanità ha infatti individuato soglie “sentinella”, superate le quali si tornerebbe a chiudere. Con il nuovo provvedimento inizia anche la fase della responsabilità locale per le Regioni ma il governo avrà la possibilità di intervenire nel caso in cui, in base all’andamento dei dati sulla curva del contagio, fosse necessario bloccare una nuova diffusione del virus. Gli interventi saranno tempestivi e in stretto contatto tra governo e regioni.

Non si tornerà a scuola prima di settembre quando comunque saranno verificate le condizioni di piena sicurezza per docenti e alunni. 

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