Domenica mattina atipica a Milano, con un evento che ogni anno richiama parecchi visitatori. Ebbene sì, la capitale meneghina sorprende i suoi stessi abitanti per la sua continua ecletticità. In queste piacevoli giornate d’autunno, si svolge la famosa festa degli artisti. La location scelta è suggestiva. Tutti invitati sui rinati Navigli. La zona ospita da sempre laboratori di artisti nelle caratteristiche case di ringhiera. 
 
Architettonicamente parlando, le case di ringhiera erano tipiche costruzioni popolari. Non i nobili, non i benestanti ma operai e artigiani abitavano in questi gioielli del passato. Sono caratterizzate da un ballatoio comune tramite cui si accede alle varie unità abitative: una delle caratteristiche di queste tipiche case d’epoca è la presenza di soffitti alti e muri spessi, ottima soluzione contro eventuali vicini rumorosi. Molte di queste case sono state oggi modernizzate. 
Le strutture originarie prevedevano ad esempio il bagno esterno all’appartamento, accorgimento impensabile oggi giorno con  tutte le comodità a cui siamo abituati! Eppure, se mai foste vissuti in queste case e aveste avuto bisogno di andare in bagno, avreste dovuto fare i conti con le rigide nottate d’inverno: un tempo erano sicuramente più fredde rispetto al nostro attuale clima. Come giustamente affermano spesso i nostri nonni: non ci sono più le stagioni di una volta e anche il freddo invernale è meno pungente.
 
In ogni caso, vivere oggi in una casa di ringhiera, ovviamente ristrutturata con tutti i confort, è decisamente trendy. Vivere in una casa di ringhiera che si trova  sui Navigli non solo è trendy, ma anche estremamente modaiolo. 
Così i Navigli, affezionati al loro passato, ma attenti alle tendenze attuali e famosi per la movida notturna, ogni anno ospitano gli artisti, i loro sogni estetici, le loro opere, le loro fantasie  creative, i loro mondi che sono lontani dalla grigia mediocrità. 
 
Le bancarelle dei vari  pittori e scultori hanno esposto un tripudio di quadri ed opere. Lo sguardo non ha potuto rimanere indifferente ed è stato attratto da colori e forme, l’espressione più evidente e immediatamente dialogante con chi osserva. La peculiarità di ogni artista però, è che ogni espressione nasconde un mondo segreto, che deve essere svelato poco a poco e raccontato poichè spesso ha più contatti con la fantasia che con la realtà. 
Quest’anno in occasione della  manifestazione, il centro di incisione milanese ha aperto le porte per festeggiare il suo quarantesimo anniversario. Questo centro raccoglie le opere dei maggiori incisori italiani, ed è anche un laboratorio, un luogo di eventi legato all’arte. Si trova in una delle costruzioni più caratteristiche della passeggiata sul Naviglio Grande. L’esterno della casa dove è ospitato, sembra diroccato e sarà sicuramente oggetto di un futuro restauro. 
All’interno, il palazzo conserva tutto lo splendore delle case tradizionali meneghine. Il centro è visitabile durante la settimana in orari pomeridiani e su appuntamento. In questo luogo si conservano i segreti di un’arte che si appoggia sulla manualità degli artisti. Oltre cinquanta incisori hanno raccontato le loro visioni. 
 
Gigi Pedroli, per esempio, noto incisore italiano, ha saputo trasportare  su carta il suo mondo surreale e raccontarcelo con una intensa attività artistica.
Durante la festa degli artisti, tutta la zona ha vissuto la festa. Camminando si incrociavano le librerie con i libri usati e le pagine ingiallite, i negozi di dischi dove vecchi scaffali di legno esponevano i vinili, pezzi da collezione per chi ama la musica, a prezzi abbordabili. Si vedevano le vetrine dei negozi di vintage e modernariato addobbate per l’occasione, accoglienti bar con tripudi di briosche e torte artigianali. Ci si poteva fermare a sorseggiare un capuccino o, se in orari vicini al pranzo, un buon aperitivo con spritz. Si poteva scambiare quattro chiacchere con gli artisti: non solo socializzare è sempre piacevole ma consente di scoprire personalità davvero interessanti, di capire che il loro essere artisti è una scelta di vita e non solo una professione. Un’occasione per ricordarsi che c’è chi sceglie di vivere non seguendo l’ideologia del denaro e della carriera, ma seguendo le proprie passioni e prediligendo  ciò che la mente può creare.
 

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