Da emigrati a turisti di ritorno: un software per intercettare gli italiani

La Cim – Confederazione degli italiani nel mondo intende incrementare l’attenzione verso il cosiddetto “turismo di ritorno“, cioè i tanti cittadini d’origine italiana sparsi per il mondo che fanno ritorno nel Belpaese soprattutto a caccia di radici e di emozioni.

Nel corso dell’ultima riunione dell’esecutivo, al manager Igino Ceremigna è stato affidato il compito di approfondire la tematica e in particolare le informazioni sulla rilevante quota di oriundi italiani tra i turisti che visitano il nostro Paese. Un’esigenza ormai impellente in virtù non solo dei tanti tour operator d’origine italiana residenti all’estero e vicini alla confederazione, ma anche delle numerose strutture ricettive italiane che si sono rivolte alla Cim per intercettare tali flussi. Tra queste, la maggior parte è concentrata nel Mezzogiorno, in particolare lungo la costa tirrenica della Calabria e della Basilicata e nel Salento. Per il Molise, la Cim sta per attuare una convenzione con il suggestivo Borgo Tufi di Castel del Giudice, in provincia di Isernia. Per il Lazio le strutture turistiche sono ubicate a Fondi, in provincia di Latina.
Nella riunione dell’esecutivo è emersa la proposta di attivare un software gestionale di booking per ottimizzare i servizi, con specifica attenzione alla platea degli oriundi italiani, un bacino di almeno 60 milioni di potenziali clienti.

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