Benedetto Croce, il filosofo più conosciuto all’estero dai tempi di Galileo
Sergio Mattarella nel corso della visita alla Biblioteca Benedetto Croce in occasione del convegno "La diffusione internazionale dell'opera di Croce"
E’ intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al convegno “La diffusione internazionale dell’opera di Benedetto Croce” promosso a Napoli in occasione del 150° anniversario della nascita di colui che, negli anni ‘40 del secolo scorso, si diceva fosse “l’italiano più conosciuto all’estero negli ambienti culturali dai tempi di Galileo”. 
Le celebrazioni per il filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore, considerato tra i maggiori protagonisti della cultura italiana ed europea della prima metà del XX secolo, hanno avuto inizio il 24 febbraio con un convegno nella sala del consiglio regionale del Piemonte, regione alla quale fu molto legato per via della moglie, e sono proseguite il giorno dopo a Pescasseroli, in Abruzzo, dove la Fondazione Sipari ha inaugurato la stanza dove il filosofo è nato. 
Si sono quindi spostate a Napoli dove Croce studiò (parte degli studi li fece anche a Roma senza però laurearsi) e acquistò per abitarvi la casa dove aveva vissuto Giambattista Vico, filosofo napoletano particolarmente amato.  
Le celebrazioni per Croce si concluderanno il 21 novembre con l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto italiano per gli studi storici che il presidente Irti ha voluto dedicare ai 150 anni dalla nascita del fondatore, con la presentazione ufficiale dell’associazione degli ex allievi dell’istituto e la prolusione di Biagio De Giovanni sul  concetto speculativo della libertà in Benedetto Croce. 
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