provincia di Vicenza c’è l’Altipiano dei Sette Comuni: un panorama fatto di prati, campanili e una corona di montagne . © Kateryna Polishchuk | Dreamstime.com
provincia di Vicenza c’è l’Altipiano dei Sette Comuni: un panorama fatto di prati, campanili e una corona di montagne . © Kateryna Polishchuk | Dreamstime.com

Un’ottima scelta turistica è senza dubbio l’Altopiano di Asiago, chiamato anche “dei Sette Comuni”, località veneta in provincia di Vicenza a 1000 metri di altitudine, che possiede tutte le attrattive per la vacanza ideale unendo storia, natura e gusto.

Salendo dalla pianura per una ripida strada di dieci tornanti, l’altopiano mostra un magnifico paesaggio fatto di vasti prati, paesi dagli alti campanili e una corona di vette. Ortigara, Cima Caldiera, Portule, Cima Undici, Cima Dodici, furono teatro di aspri combattimenti durante la I Guerra mondiale, sono oggi una destinazione privilegiata degli escursionisti. Sacro agli alpini, il monte Ortigara è il luogo di battaglia più conosciuto della zona, e vale una visita il Museo all’aperto di Zebio, con camminamenti, trincee e ricoveri.

L’Altopiano di Asiago, chiamato anche “dei Sette Comuni”, è a 1000 metri di altitudine (Ph G.Dall’Oglio-Pixabay)

La visita dell’Altopiano può partire da Rotzo, il comune più antico, come testimonia la chiesa di Santa Margherita, fondata nell’anno Mille, per proseguire verso alcuni siti preistorici, tra cui il Bostel. Il comune di Roana, memore della cultura e della lingua cimbra, di derivazione germanica, è caratterizzato da sei borgate, dette i sei campanili. A Caporovere c’è un luogo denso di fascino e mistero: la voragine del Tanzerloch, che in cimbro significa “buco delle danze”, perché secondo la legenda in questo luogo le streghe venivano a danzare. Si tratta di una cavità a forma di imbuto rovesciato dal diametro di 40 metri e profondo 80, in fondo alla quale si apre uno spazio largo 110 metri. Invece sopra Camporovere si erge la Caserma sul Monte Interrotto, una fortezza difensiva fortificata costruita a fine ‘800 ed utilizzata durante la Grande Guerra più che altro come punto d’osservazione.

Immersa nelle colline, ecco Asiago, senz’altro la più famosa tra le località dell’Altopiano dei Sette Comuni, completamente ricostruita dopo la Grande Guerra. Famosa meta turistica, è considerata una delle capitali dello sci di fondo in Italia. L’aria tersa e la scarsa luce urbana fanno di Asiago un luogo perfetto per osservare le stelle, tanto che nel 1942 vi fu fondato l’Osservatorio astrofisico. Nelle vicinanze, sulla cima del colle Leiten, spicca la sagoma del Sacrario Militare dove sono raccolte le spoglie di oltre 54. 000 soldati. Verso est, ecco Gallio, noto per le sue strutture sportive, come il trampolino da sci, ma anche per gli impianti per lo sci alpino che in estate si trasformano in un bike park.

Tra i boschi sorge Foza, dai caratteristici decori realizzati da artisti provenienti da tutt’Italia, mentre all’estremità dell’altopiano si trova Enego, con la trecentesca torre scaligera; dal paese si può godere di uno splendido panorama sulle Dolomiti e sul monte Grappa.
Insomma, sull’Altopiano di Asiago, sia in estate, sia in inverno, si possono conciliare natura, sport, cultura e gastronomia.

Visitando l’Altopiano non si può non assaggiare uno dei prodotti più noti della gastronomia locale, appunto il formaggio Asiago, prodotto qui dove il clima mite, l’aria salubre, l’acqua pura e la ricca vegetazione forniscono ai pascoli il nutrimento più adatto a produrre un latte genuino. Da questo si ottiene un formaggio inconfondibile nel gusto e lavorato secondo un rigido disciplinare. Dietro l’Asiago DOP c’è una storia millenaria, fatta di tradizioni alpine che si conservano e si arricchiscono ogni giorno.

Il formaggio Asiago prodotto con latte di aziende agricole montane e trasformato interamente al di sopra dei 600 metri, ottiene la menzione aggiuntiva “Prodotto della Montagna”. Solo il formaggio Asiago prodotto in questa zona è l’autentico formaggio Asiago Dop a pasta semicotta prodotto esclusivamente con latte vaccino in due tipologie: il Pressato, da latte intero, dal sapore dolce e delicato, e il d’Allevo, da latte parzialmente scremato, dal sapore più deciso. Al latte devono essere aggiunti il caglio bovino e il sale. Seguono la rottura della cagliata e la semicottura, poi la pressatura per circa 12 ore. Quindi le forme vengono conservate per 48 ore in locali a 10-15°C. La stagionatura minima è di 20 giorni per il Pressato e di 60 per il d’Allevo. L’Asiago “prodotto della Montagna” deve essere ottenuto con latte di 2 o 4 mungiture, proveniente da allevamenti montani; la stagionatura minima è di 30 e 90 giorni. Il Pressato ha una crosta sottile ed elastica, pasta bianca con occhiatura marcata e irregolare. Il d’Allevo ha una crosta liscia e regolare, la pasta interna è compatta, di colore che va dal paglierino all’ambrato e presenta occhiatura sparsa di piccola o media grandezza. Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Asiago, nato nel 1979 per controllare la qualità del prodotto finito e vigilare sul corretto uso delle denominazioni, dei contrassegni, dei marchi, ne promuove la conoscenza in Italia e all’estero, riunendo oltre cinquanta tra produttori e stagionatori.

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