Istituto Centrale per la Patologia del Libro, una storia iniziata nel 1938

Istituto Centrale per la Patologia del Libro, una storia iniziata nel 1938

L’importanza dell’Istituto Centrale per la Patologia del Libro è riconosciuta fin dall’anno della sua fondazione, il 1938: negli anni di pieno regime, fu il Duce a inaugurare l’allora Reale Istituto per la Patologia del Libro.

Sul canale YouTube del Mibact  sono oggi pubblicati in un unico collage video da 28 minuti (https://www.youtube.com/watch?v=7jYH5_O6HX4) tutti gli storici documentari dell’Archivio Istituto Luce che raccontano le attività e le funzioni dei professionisti che si occupano della conservazione e restauro dei volumi, danneggiati dalle condizioni climatiche, agenti biologici  o dalla guerra, in un excursus che arriva fino al 1957, con una produzione Cinematografica Astra, intitolata “I restauratore del libro”.

Si tratta di un contributo di quello che oggi è l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro – nato nel 2007 dalla fusione del ICPL con il Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di Stato (CFLR) - alla campagna La cultura non si ferma, con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio culturale italiano così come le attività e le professionalità che si occupano di tutela, conservazione, valorizzazione e didattica del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Definito come “l’ospedale dei libri”, dell’Istituto fondato da Alfonso Gallo i documentari sottolineano che è da sempre “noto e apprezzato in tutto il mondo”. L’attenzione meticolosa delle immagini storiche riesce a dare il completo processo della cura che spetta a incunaboli, manoscritti, codici miniati e pergamene: dalla fase di isolamento a quella di analisi delle materie librarie, dalla cella di disinfestazione per la bonifica delle pagine alle indagini ai raggi u.v.a. che consentono di leggere palinsesti e scritture sbiadite, così come rilevare la presenza di colonne di batteri e muffe, studiati poi nei laboratori di microbiologia, dalla cartiera per la riproduzione di carte antiche e moderne ai gabinetti di tecnologia, chimica e restauro, in cui i singoli fogli vengono smacchiati, spianati e ‘risanati’. Uno degli esempi riportati è l’intervento su antichissimi Corali dell’Abbazia di Montecassino: l’inserzione di tasselli di pergamena, il ripristino del bianco della pagine, la rilegatura in legno e pelle sono realizzati con perfezione tale da  poter dire che “lo spavento della guerra è stato un sogno e mai il coro di monaci ha smesso di cantare un gregoriano, leggendo con mani aperte su queste pagine”.

Il video dei quattro filmati dell’Archivio dell’Istituto Luce è una delle iniziative che vedono l’impegno corale degli istituti Mibact per offrire la possibilità al pubblico di conoscere e apprezzare l’immenso patrimonio culturale italiano.

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