A spasso tra i pescatori del pittoresco rione di El Gogul e le case-torri medievali: ecco Fano, gioiello marchigiano

A spasso tra i pescatori del pittoresco rione di El Gogul e le case-torri medievali: ecco Fano, gioiello marchigiano

Dalla grande ricchezza del patrimonio italiano affiorano tesori da scoprire, come chiese, palazzi, musei e capolavori, conservati in centri minori capaci di custodire bellezze straordinarie e un po’ segrete.
La città di Fano è uno di questi tesori nazionali: un gioiello nel cuore delle Marche ricco di storia e cultura che sa come stupire i suoi visitatori. Tra i luoghi da scoprire di quest’antica città, la Fanum Fortunae di vitruviana memoria, ci sono le suggestive vie del centro e i caratteristici vicoli del porto, l’originario quartiere dei pescatori, le splendide colline lungo la valle del Metauro e i tanti capolavori custoditi nella Pinacoteca del Museo del Palazzo Malatestiano, come la mirabile pala di Giovanni Santi, il padre di Raffaello.

Il destino di Fano è da sempre legato al mare, ed è proprio sulle antiche vie del porto che sorge uno dei quartieri più belli della città: El Gugul. Il rione è il luogo simbolo dei pescatori fanesi (chiamati i purtulòt), nonché la parte più autentica della città. Il pittoresco quartiere, caratterizzato dalle piccole case dei pescatori, è dominato da un’esplosione di colori vivaci che arricchiscono le facciate delle varie abitazioni: immagini e colori legati alla storia e che rispecchiano l’antica tradizione marinara. Autonomo e indipendente dal resto della città, El Gugul, è un emozionante quartiere dove tuttora vive una comunità orgogliosa con un proprio dialetto e una tradizione culturale unica. El Gugul prende il nome dal cogollo (gugul in dialetto marchigiano), una rete da pesca usata per intrappolare le anguille.

Lasciato alle spalle il porto, ci si inoltra nel cuore della città alla scoperta delle case torri: dimore delle nobili famiglie ed emblema della loro potenza e ricchezza. Queste architetture, risalenti all’età medievale, si trovano disseminate in tutto il centro storico, protette dalle mura cittadine. Le “case torri” sono costruzioni fortificate, sviluppate prevalentemente in altezza, che venivano utilizzate come abitazioni private ma che, in virtù della loro struttura solida ed elevata, all’occorrenza venivano utilizzate come strutture difensive militari o private. La bellezza senza tempo di questi edifici li rende ancora oggi abitazioni ambite e ricercate.

Nello spazio del centro storico, che custodisce i fasti architettonici del passato, Fano racchiude imperdibili capolavori dell’arte italiana. La Pinacoteca del Palazzo Malatestiano conserva importanti opere a tema sacro come la Pala Madonna col Bambino in trono fra i Santi Elena, Zaccaria, Sebastiano e Rocco di Giovanni Santi, il padre del divino Raffaello, l’Angelo custode del Guercino, il San Nicola di Bari portato in gloria dagli angeli di Mattia Preti e l’Annunciazione di Guido Reni, riportata al suo splendore originale dal recente restauro. Opere che valgono davvero il viaggio di scoperta.

A pochi chilometri dal centro storico cittadino, sulle splendide colline fanesi, sorge in posizione isolata, vera e propria oasi di pace, uno degli edifici più suggestivi delle Marche: l’Eremo di Monte Giove.
L’Eremo è uno delle eccellenze paesaggistiche del territorio, un vero gioiello incastonato nelle colline che regala una vista mozzafiato sulla valle del Metauro. Si narra che nell’antichità questo eremo fosse dedicato a Giove, ma non ci sono testimonianze certe. Il complesso architettonico, oggi visitabile, fu costruito nel 1609 per volontà dei monaci Camaldolesi ed eretto a oltre duecento metri sopra il livello del mare. Completa l’eremo, luogo di pace e relax, una ricca biblioteca che ospita un nucleo di mille libri pregiati risalenti al XVI secolo.

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