L'incanto del piccolo sepolcreto etrusco ritrovato nel 1841 a Galassina di Castelvetro alla mostra archeologica di Modena

L'incanto del piccolo sepolcreto etrusco ritrovato nel 1841 a Galassina di Castelvetro alla mostra archeologica di Modena

(Ph. Mibact)

La Galleria Estense di Modena ospita una mostra che documenta la presenza etrusca nel territorio modenese.

L’esposizione si concentra sul piccolo sepolcreto etrusco ritrovato nel 1841 nei campi di Galassina di Castelvetro (MO), databile, in base ai materiali finora conosciuti, tra la fine del VI e il V secolo a.C. Qui, i proprietari di un fondo, in occasione di lavori agricoli, rinvennero i resti di quattro tombe etrusche a incinerazione, il cui ricco corredo, tra i più pregevoli di età etrusca nel territorio modenese, venne acquistato da Francesco IV Asburgo-Este, duca di Modena, affinché arricchisse la sua collezione di antichità e il Museo Estense.

Il percorso espositivo presenta i pezzi più importanti del corredo funebre, riferibile a una defunta, della Tomba I della Galassina, ovvero della sepoltura più ricca, e anche più nota, esposti al Museo Civico Archeologico di Modena fino a fine maggio 2018, e ora ritornati nella collezione estense, unitamente a opere archeologiche provenienti dal medesimo contesto sepolcrale, sino a oggi inedite.

Dell’intero corredo della Tomba I, gli oggetti più conosciuti e studiati sono lo specchio e la cista a cordoni (recipiente a forma cilindrica), oltre al bacile.
Il resto degli oggetti venne comunemente ritenuto disperso, fino a quando, un attento riscontro inventariale e un esame dei depositi della Galleria Estense di Modena hanno permesso di riconoscere con buona certezza altri reperti provenienti dalla Tomba I, come il manico di strigile (strumento per detergere il corpo dopo il bagno), uno dei tre vaghi di collana (elemento, vuoto all’interno, formato da due semisfere saldate) a forma di testina in pasta vitrea e due frammenti pertinenti al balsamario in pasta vitrea.

Tale riscontro ha permesso di ricostruire l’unitarietà del corredo acquistato da Francesco IV, e ha fornito la possibilità di un suo studio finalmente completo.
Una serie di pannelli didattici consentirà al visitatore di approfondire il contesto di rinvenimento dello specchio della Galassina, nei diversi aspetti culturali, artistici e collezionistici a esso legati.

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