Custode dei classici ma anticonformista: addio al regista Franco Zeffirelli, genio ed eccellenza italiana nel mondo

Custode dei classici ma anticonformista: addio al regista Franco Zeffirelli, genio ed eccellenza italiana nel mondo

In aprile ha partecipato all’ultima cerimonia pubblica. L’aula del Senato di Palazzo Madama, a Roma, gli aveva consegnato la significativa targa di riconoscimento quale “Genio ed Eccellenza italiana nel mondo”, concessa “per aver saputo trasporre sui palcoscenici più importanti del mondo e sul grande schermo le atmosfere, lo spirito e le emozioni del teatro e dell’opera lirica”.

Lui aveva commentato così: “Sono molto contento e onorato di ricevere questo riconoscimento che considero un premio sia per la mia settantennale carriera, sia per aver contribuito a diffondere la cultura italiana nel mondo. Ringrazio il Senato che mi ha regalato questa nuova, grande emozione”.

Si è spento a Roma, all'età di 96 anni, Franco Zeffirelli.
Regista, sceneggiatore, scenografo e politico aveva frequentato l'Accademia di Belle Arti a Firenze, ed esordito come scenografo nel secondo dopoguerra, curando una messa in scena di Troilo e Cressida diretta da Luchino Visconti.

Negli anni Cinquanta esordì come regista sia in teatro sia al cinema. La carriera registica iniziò nel 1954 al Teatro alla Scala con la Cenerentola di Rossini, il suo primo film, Camping, arrivò nel 1957. Da allora regie, soprattutto liriche, in tutto il mondo e una carriera costellata da una serie lunghissima di opere e successi che hanno varcano presto i confini nazionali.
Molti i riconoscimenti raccolti tra cui cinque David di Donatello di cui uno alla carriera, due Nastri d'argento, ben 14 nomination all'Oscar. Come molti furono nella sua lunga carriera gli incontri eccezionali: da Maria Callas a Nureyev, da Madre Teresa di Calcutta a Luciano Pavarotti, da Liz Taylor a Sophia Loren, da Anna Magnani a Fanny Ardant.

Verso la fine degli anni Sessanta si impose all'attenzione internazionale in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968). Nel dicembre del 1974 curò la regia televisiva in mondovisione della cerimonia di apertura dell'Anno Santo.
Dal Teatro La Scala di Milano alla Fenice di Venezia, dal Metropolitan Opera House di New York all'Opéra National de Paris al Covent Garden di Londra ha lasciato opere memorabili, come sui principali palcoscenici mondiali. Cechov, Williams e una predilezione, “ricambiata”, per Shakespeare: fu nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico. 

In una recente intervista aveva rivelato di avere ancora molti sogni nel cassetto e altrettanti progetti. Tra questi un nuovo Rigoletto che avrebbe dovuto realizzare nel 2020 per l’Oman. L’ultimo impegno, la regia e la messa in scena della Traviata, ha aperto nei giorni scorsi, proprio a pochi giorni dalla sua scomparsa, il 97° Festival lirico dell'Arena di Verona. Lo spettacolo trasmesso in diretta e in mondovisione, con un allestimento kolossal e un tutto esaurito in platea, ha avuto tra gli spettatori il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In apertura, un tributo speciale: un video di 3 minuti dedicato a "Franco Zeffirelli creatore di sogni".

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