Sul sentiero della libertà dei prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento

Sul sentiero della libertà dei prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento

Era il sentiero che da Sulmona giungeva a Casoli, valicando la Majella, percorso da migliaia di prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento e di giovani italiani che si dirigevano verso il Sud per combattere a fianco dell’esercito alleato. Da Venerdì 3 maggio a Domenica 5 maggio la 19° edizione del Sentiero della Libertà/Freedom Trail è tornata sulle sue tappe storiche: Sulmona-Campo di Giove-Taranta Peligna-Casoli.

La Marcia Internazionale Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail/Freiheitsweg/Chemin de la Liberté, organizzata dall’Associazione “Il Sentiero della Libertà”, torna a farsi intermediario tra passato e presente proponendo la riflessione sui valori di Libertà, Solidarietà, Pace ai partecipanti, quasi 600 persone, soprattutto ragazze e ragazzi. Arrivati da Cuneo, da Brescia, da Roma, da Ancona per unirsi agli studenti e alle studentesse abruzzesi. Con loro altri “viaggiatori”, donne e uomini, che lungo il cammino si propongono di vivere un’esperienza in armonia con la natura, con gli altri, con se stessi.

Insieme ricorderanno un passato di terrore e di coraggio, di barbarie e di solidarietà come sottolineò l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, nel discorso per la prima edizione del 2001: «Oggi un gruppo si accinge a ripercorrere quegli aspri sentieri, i sentieri della libertà. Anch'io fui uno di loro, lasciai Sulmona, lasciai coloro che mi avevano accolto come un fratello…».

Quest’anno ricorre il 75ᵒ anniversario di quella data, 24 marzo 1944, quando Carlo Azeglio Ciampi affrontò la traversata, lasciandone un documento scritto, curato dall’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”, riportato in parte sul “Quaderno di Viaggio”, che verrà consegnato ai singoli partecipanti. All’Associazione “Il Sentiero della Libertà” organizzatrice della marcia sta a cuore far crescere la cultura della memoria non come rito del passato ma come domanda di storia, di approfondimento, di conoscenza e per questo saranno i ragazzi, durante le diverse tappe, a ricordare e a porsi domande nuove.

 

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