Memorie italoamericane: Angela Page e il ritorno nel paese degli avi, 74 anni dopo la guerra di Liberazione

Memorie italoamericane: Angela Page e il ritorno nel paese degli avi, 74 anni dopo la guerra di Liberazione

Le ultime forze nazifasciste lasciano Milano e per tentare un’improbabile ritirata. Ancora qualche giorno e tutta l’Italia sarebbe stata liberata dalla morsa dell’occupazione tedesca e dalla sanguinosa guerra civile che era iniziata, di fatto, dopo alcune ore dall’armistizio dell’8 settembre 1943.
Oggi, a distanza di 74 anni da quel lontano 25 aprile 1945,  l’Italia celebra come sempre la festa della Liberazione ma in pochi si fermeranno a riflettere sui primi passi di quella lunga sanguinosa risalita della Penisola delle forze alleate aiutate dai gruppi partigiani.

Il primo atto di questa terribile guerra civile si combattè di fatto in Abruzzo, in quegli otto mesi che segnarono la linea del fronte sul fiume Sangro e che vide contrapposti i paracadutisti di Kesselring e l’ala canadese e indiana delle forze alleate. Otto mesi di sanguinosi scontri che si incentrarono sulla conquista di Ortona, destinata a diventare la Stalingrado italiana.
E saranno proprio i primi passi di quella guerra civile il fulcro di un film che Angela Page sta studiando a tavolino dopo aver perlustrato, nei mesi precedenti, il territorio che vide nascere le prima formazioni partigiane organizzate e quella Brigata Majella che per prima entrò nella città di Bologna liberata dai nazifascisti.

Per farlo, Angela Page è volata dalla Florida in Abruzzo e si è fermata a Carunchio, paese d’origine dei propri avi, dove il fronte passò per alcuni giorni lasciando la sua triste scia di morte e distruzione.
Il nonno di Angela,  Enrico Conti era nato nella Little Italy di New York, ma era stato portato a Carunchio da bambino dove era rimasto fino all’età di 16 anni. Una volta tornato a New York, aveva aperto una bottega da barbiere nello scantinato del palazzo Rca. Angela, da bambina, rimase affascinata dalle storie che il nonno raccontava sul suo paese d’origine e in questi racconti la guerra spesso era spesso protagonista. Nel paese che nei racconti del nonno prese il nome  da “carunca” (aratro), Angela Page vi è arrivata in visita solo nel 1978, assieme al primo marito Larry Gurwin (giornalista ed autore del libro “L’affare Calvi”). Gli anni seguenti però furono burrascosi per la produttrice e la portarono a Hong Kong. Divorziata da Larry, Angela sposò il danese Knud Mølgaard dalla cui unione nacque il figlio Luis.

Il percorso professionale ha visto Angela lavorare nella sede di New York City di Tv Globo,   studiare alla London School of Economics,  girare come manager l’Europa mediterranea e America latina per una banca danese, trasferirsi a Copenaghen e infine, dopo 15 anni in giro per il mondo, tornare negli Stati Uniti, prima in Arizona, poi a Washington. Oggi Angela fa la spola tra California e Florida. “Verso la fine degli anni ’90 – racconta con ironia la produttrice - avevo accumulato una lista di mariti pari alla metà di quelli di Liz Taylor”. Attrice televisiva e cinematografica, regista teatrale, produttrice, scrittrice di libri e cantante Jazz, Angela ha abbandonato tutte le attività nel campo della finanza (ha lavorato anche per Microsoft e Honeywell) per dedicarsi alla produzione del suo nuovo film “Dish of the Gods”, basato sulla vita dei carunchiesi durante la seconda guerra mondiale. E per riannodare quel filo sottile che unisce una manager italo-americana alle sue radici italiane  e a quei primi fatti tragici che portarono alla Liberazione d’Italia.

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