Maurizio Romani, l’arte figurativa contemporanea esplora i confini tra realtà e fantasia

Maurizio Romani, l’arte figurativa contemporanea esplora i confini tra realtà e fantasia

Maurizio Romani, Apparizione nella mia stanza, olio su tela

Negli spazi del prestigioso Mu.Mi. (Museo Michetti) a Francavilla al Mare, la V Edizione di MumArt, a cura di Giuseppe Bacci, con l’omaggio al pittore Maurizio Romani affiancato da ventisei artisti, venti pittori e sei scultori, provenienti da varie parti d’Italia e dall’estero: Lino Alviani, Cesare Borsacchi, Sara Chiaranzelli, Benito D’Aversa, Sandro Lucio Giardinelli, Renato Giorgio, Rosario Genovese, Giuseppe Liberati, Nino Luca, Luciano Lupoletti, Ibrahim W. Mahjoub, Mirta Maranca, Silvio Mastrodascio, Claudio Michetti, Eloy Milan, Lucio Monaco, Ada Villa Pianesi, Rena Saluppo, Stefania Spallanzani, Emidio Sturba, Stefano Tamburrini, Giuseppe Tanzi, Francesco Trovato, Loriana Valentini, Mario Vespasiani, Pietro Zazzetta.

La V Edizione di MumArt, patrocinata dall’Amministrazione comunale di Francavilla al Mare, Chieti, diventa luogo designato del Memorial Alfonso e Maria Berenice Sulpizio, storici fondatori della Rima srl, azienda leader nel settore di noleggio carrelli elevatori della città. La mostra, composta da una cinquantina di opere, rappresenta un prestigioso omaggio al pittore Maurizio Romani (Roteglia-Reggio Emilia, 1955), i cui lavori saranno esposti nella Sala delle tele del Museo Michetti.

Il  percorso espositivo si snoda in tematiche e nel tempo: dai dipinti che lo hanno reso celebre nel panorama dell’arte figurativa contemporanea, i quali rappresentano un’esplorazione dei confini tra realtà e fantasia costruiti con un delicato senso poetico e con forte sensibilità della natura morta, ad una serie di lirici pastelli su carta, di profondo e, insieme, delicato fascino emotivo, che, come fogli di quaderni di viaggio, restituiscono l’immediatezza e l’incanto del momento. Rappresenta, questa, una selezione di opere tra le più intime ed icastiche della sua produzione, incentrate sulla bellezza della natura morta, ossessione e meraviglia di tutta la vita, con una incursione nell’ultimo prolifero periodo.

La pittura di Romani, attraverso la duplice verbalità del segno, parla tanto ai semplici quanto ai raffinati, coniugando, così, l’universo emozionale a quello concettuale. Parallelamente, con l’’obiettivo di promuovere giovani artisti, la mostra annovera la presenza di ventisei artisti che vivono e lavorano in Italia, e non solo, mettendo loro  a  disposizione strutture espositive museali per esortarli a lavorare e a confrontarsi con Maestri, in uno scambio di opinioni e di condivisione delle metodologie di lavoro.

Aperta con ingresso libero fino a Domenica 9 Giugno 2019.

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