XX Festival del Cinema Europeo a Lecce con l’augurio di capovolgere stereotipi e frontiere

XX Festival del Cinema Europeo a Lecce con l’augurio di capovolgere stereotipi e frontiere

Ph Piero Giannuzzi © Archivio Art Promotion - Festival del Cinema Europeo di Lecce

Si è conclusa con successo e con grande affluenza di pubblico la XX edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, diretto da Alberto La Monica, dedicato a Cristina Soldano, direttrice artistica sin dalla prima edizione, che con passione e professionalità ha saputo dare impulso alla manifestazione. Numerosi i protagonisti che il Festival ha ospitato in questa edizione, dal grande autore russo Aleksandr Sokurov all’icona del cinema italiano Stefania Sandrelli e ancora Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani.

Un doppio anniversario per la manifestazione che oltre a celebrare i vent’anni festeggia le dieci edizioni del Premio Mario Verdone con i fratelli Verdone. Non sono mancati gli eventi speciali e le anteprime che hanno portato a Lecce Stefano Accorsi, Leonardo D’Agostini, Marios Piperides, Laura Luchetti, Jean-Marie Benjamin con importanti esponenti dell’industria cinematografica quali Matteo Rovere, Sidney Sibilia, Paolo Del Brocco, Luigi Lonigro, Giuseppe Gallo, Gianluca Pignataro e registi e attori delle pellicole in concorso. Straordinaria partecipazione e interesse anche per tutte le proiezioni dedicate agli studenti, alla presenza dei protagonisti delle pellicole che hanno interloquito con i ragazzi coinvolgendo le scuole e gli Istituti superiori della città.

Il Festival quest’anno ha voluto dare voce ad una minoranza di attori che hanno difficoltà ad essere rappresentati nel mondo dell’audiovisivo e che quindi vogliono lanciare un messaggio da questo palco con la testimonianza di Sara Laura Raimondi, Liliana Mele, Maziar Firouzi e Shi Yang Shi che consegneranno il premio del pubblico. Gli attori a nome di molti altri loro colleghi auspicano un cambiamento dell’immaginario collettivo per un cinema che capovolga ogni stereotipo e ogni frontiera in una società multiculturale.

La giuria Ulivo d’Oro, presieduta da Marco Müller e composta da Guillame Calop, Pippo Mezzapesa, Ana Urushadze e Olena Yershova ha assegnato i seguenti premi:
Ulivo d’Oro “Premio Cristina Soldano al Miglior Film” per Oray (Germania, 2019) di Mehmet Akif Büyükatalay con la seguente motivazione: “Una sconvolgente analisi del contrasto tra credenze tradizionali e comportamenti umani nelle nostre società contemporanee. Un’opera prima alquanto personale, che si distingue per un profondo scavo psicologico. Partendo da un evento apparentemente di poco conto, il regista riesce a esplorare alcune delle grandi questioni legate alle comunità di recente immigrazione in Europa”.

Premio per la Miglior Sceneggiatura a Elma Tataragić per Stitches di Miroslav Terzić (Serbia, 2019), con la seguente motivazione: “La sapiente sceneggiatura trasforma un capitolo drammatico della storia recente dei Balcani in un potente dramma psicologico”. 

Premio per la Miglior Fotografia a Tamás Dobos per Genesis (Ungheria, 2018) di Árpád Bogdán con la seguente motivazione: “La splendida fotografia del film è pensata in maniera tale da collocare sempre le tragedie personali all’interno di spazi più ampi. Le sapienti inquadrature riescono nel compito di fondere insieme emozioni personali e contesto sociale”.

Premio Speciale della Giuria a Cronofobia (Italia, 2018) di Francesco Rizzi, con la seguente motivazione, “L’alienazione all’interno di una delle più prospere società europee è analizzata con calore e comprensione umana in questa sorprendente opera prima, le cui coraggiose scelte di regia creano misteriosi legami tra identità sfuggenti”.

 

 

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