Tra tempeste e alisei, anche il viaggio di ritorno dalle Americhe non fu facile per Colombo e le sue caravelle

Tra tempeste e alisei, anche il viaggio di ritorno dalle Americhe non fu facile per Colombo e le sue caravelle

Cristoforo Colombo nel ritratto di Ridolfo del Ghirlandaio

Il blu del mare. Profondo. Infinito. Ovunque si guardi l’orizzonte dall’isola di Santa Maria nell’arcipelago portoghese delle Azzorre, c’è solo l’immensità dell’oceano Atlantico. L’isolotto diede temporaneo riparo al navigatore Cristoforo Colombo, di ritorno da quella che fu la sua più grande impresa navale, e secoli dopo venne visitata anche dall’evoluzionista Charles Darwin.

La strada sale. La strada scende. Come le altre 8 isole vulcaniche, anche Santa Maria è un trionfo di Madre Natura. Nel peregrinare si arriva quasi a sfiorare i 600 metri di altitudine. I mirador, cioè i punti panoramici,  si sprecano. A colpire è l’oceano. Oggi abbiamo una tecnologia capace di farci affrontare al sicuro (quasi) ogni avversità. Nei secoli passati non doveva essere proprio così semplice, eppure gli intrepidi non mancavano. L’isola di Santa Maria fu meta di temerari e pirati. Oggi si arriva comodamente in ferry boat in tre ore di navigazione dalla più grande isola di San Miguel, o si può anche optare per i trenta minuti di volo.

La mia esplorazione ha inizio. Dopo avere toccato vari sprazzi balneari, tutti sempre gratuiti, puliti e con personale di salvataggio a disposizione, seguendo le non difficili indicazioni stradali su Google Mapas, raggiungo la baia di Anjos, dove sorge l’omonimo e piccolo paese. Prima di arrivarvi, è d’obbligo una tappa sul punto che domina le immensità acquatiche. Trattasi del “Nucleo Interpretativo Baleiro da Maia – Vigia do Castelo”, dove è possibile avvistare le balene. Fatto il pieno di ricerche dei mammiferi, purtroppo andate a vuoto, proseguo nel mio tragitto. Poco prima di entrare nel centro abitato, qualcosa attira la mia attenzione. È una statua. Lì per lì penso a qualche autorità locale, o magari a un eroe del passato che difese strenuamente l’isola contro chissà quale invasore. Non potrei essere più lontano dalla verità. La fisionomia in effetti dovrebbe ricordarmi qualcuno. Un italiano che fece non poco parlare di sé nei secoli addietro. Mi avvicino alla targa commemorativa e con grande sorpresa scopro che raffigura Cristoforo Colombo, qui di passaggio nel suo viaggio di ritorno dalle Americhe. Una statua realizzata nel 1993, in occasione del cinquecentenario del suo passaggio (1493) a Santa Maria.

Cristoforo Colombo con le sue tre caravelle Nina, Pinta e Santa Maria era arrivato in quello che all’epoca venne chiamato il Nuovo Mondo, oggi le isole Bahamas. Finanziato nell’impresa dalla Regina Isabella di Castiglia, per l’esploratore genovese, dopo una “sosta” oltreoceano di alcuni mesi, arrivò il momento di far ritorno nel Vecchio Continente. Attraversare un oceano però non era uno scherzo e se il viaggio di andata, nonostante inevitabili problemi, aveva avuto un esito positivo, ora si poneva il problema del ritorno. Causa alisei, il percorso sarebbe stato differente e le conoscenze non erano certo approfondite. Fu così che l’equipaggio si trovò ad affrontare violente e impreviste tempeste, tipiche nell’Atlantico in quel periodo dell’anno (febbraio) ed è allora che Cristoforo Colombo riparò, non senza problemi di ancoraggio, sull’isola di Santa Maria, la più meridionale delle Azzorre.
Era a 800 miglia dall'Europa continentale e sperava di potersi rifornire di vettovaglie.

Non c’era tuttaavia troppa simpatia tra portoghesi e Colombo, la casa reale dopo tutto gli aveva bocciato il progetto di viaggio. Tuttavia i rapporti si mantennero civili col governatore locale e Colombo, sembra, ebbe il tempo anche di scendere a terra per recarsi nella Chiesetta di Nossa Senhora dos Anjos, probabilmente il primo edificio cattolico edificato nelle Azzorre, e così ringraziare la Madonna per lo scampato pericolo.

L'equipaggio sceso a terra per pregare e sciogliere un voto fatto durante una tempesta, fu inizialmente catturato dai portoghesi, che si disputavano l'Oceano con gli spagnoli. Il governatore locale Joao de Castanheira non credette subito alle parole del navigatore, temendo si trattasse piuttosto di traffici illeciti sulle sue coste. Finalmente gli isolani si convinsero che le credenziali reali che Colombo aveva con sè erano autentiche e il 24 febbraio lasciarono partire la nave con l'equipaggio al completo. Colombo ripartì il 24 febbraio 1493 arrivando a Restelo, nei pressi di Lisbona, il 4 marzo 1493 dello stesso anno. Di lì poi, in Spagna.

Oggi Santa Maria non è più al centro delle rotte dei più arditi esploratori. È un placido isolotto capace di far sognare. Perché quando sei lì, davanti all’oceano, e nelle orecchie hai solo la melodia del vento e il battito della tua anima, sei pronto per diventare tutt’uno con l’orizzonte più sconfinato.

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