Le opere di Onofrio Pepe a Firenze, un panorama aperto verso le stelle

Le opere di Onofrio Pepe a Firenze, un panorama aperto verso le stelle

Il ristorante La Loggia del piazzale Michelangelo di Firenze ospita la mostra “Onofrio Pepe a La Loggia: un panorama aperto verso le stelle”. Una personale che conta oltre 50 opere, fra sculture e dipinti, e che coinvolge tutti gli ambienti del locale, allestito specificamente a tale scopo dallo studio Atelier16Rosso.
Obiettivo della mostra, organizzata dall’associazione culturale CapraRé dei fratelli Caprarella, gestori dello storico ristorante, è far rifiorire - al fianco dell’attività ristorativa - l’anima museale con cui l’ingegner Poggi aveva pensato e realizzato la Loggia nel 1864, prima che Firenze divenisse capitale d'Italia.

Onofrio Pepe si è rivelato la figura artistica ideale allo scopo: la sua opera, ispirata al tema del mito, si sposa alla perfezione col gusto neoclassico della struttura ottocentesca de La Loggia.
Nato a Nocera inferiore, Pepe è fiorentino d’adozione e d’elezione da quando, dal 1969, ha deciso di restare a Firenze allestendo il suo studio in San Frediano: un luogo magico in cui si respira ancora la tradizione delle botteghe dei grandi maestri fiorentini. Artista di fama internazionale, Pepe ha esposto ovunque nel mondo (dagli Stati Uniti al Cile), e le sue opere sono state ospitate di recente nel nostro Museo dell’Opera del Duomo: ora approda al ristorante La Loggia del Piazzale Michelangelo, con la personale “Onofrio Pepe a La Loggia: un panorama aperto verso le stelle”.

Il tema dell’esposizione è il “mito”, un linguaggio che l’artista conosce bene e da cui sceglie significativamente gli episodi più rappresentativi del suo percorso creativo. Attraverso le steli in bronzo, le sculture e i dipinti, Pepe attraversa quei miti che egli stesso definisce “realtà dei vizi e delle virtù che l’umanità vive nel profondo” e che vuole portare alla luce con la sua arte. Lungo le sale de La Loggia, Onofrio Pepe ci racconta i miti di Icaro, di Apollo e di Leda il Cigno per poi soffermarsi soprattutto su quello di Pegaso che - come spiega il curatore della mostra - Dominique Charles Fuchs, “rappresenta per il poeta la fantasia sbrigliata, l’ispirazione che le Muse compagne di Apollo sapranno trattenere”.
La mostra è un percorso verso l’alto, che attraversa La Loggia in verticale per terminare all’interno del suo gioiello più bello: dalla Terrazza Paradiso, sul tetto della struttura, i visitatori potranno ammirare le due sculture “Centauro” e “Ninfa”, godendo al contempo di un’altra opera d’arte senza tempo, il panorama di Firenze dal Ponte Vecchio fino a Fiesole.

 

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