Il mercato dei salumi italiani negli Stati Uniti vale oltre 106 milioni di euro

Il mercato dei salumi italiani negli Stati Uniti vale oltre 106 milioni di euro

L’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) è tornato negli Stati Uniti nell’ambito del progetto Enjoy European Quality, il programma triennale cofinanziato dalla Comunità Europea che ha lo scopo di aumentare la notorietà e la riconoscibilità dei prodotti europei nel settore food&wine nel mercato USA.
L’IVSI in questo percorso è in buona compagnia. Oltre all’Istituto in questa avventura ci sono anche il Consorzio di Tutela dell’Asti D.O.C.G. e il Consorzio Tutela Provolone Valpadana D.O.P.

L’anno scorso l’attività di promozione si era svolta a New York e a San Francisco. Quest’anno si è replicata la tappa di San Francisco, in concomitanza con il Winter Fancy Food, la più grande manifestazione fieristica degli USA dedicata al settore alimentare dopo quella di New York, con oltre 3.000 membri fra produttori e importatori da tutto il mondo. Da sottolineare anche che l’Italia è stabilmente il paese estero con la presenza più grande in questa manifestazione sia in termini di numero di espositori che di area occupata.

Il 16 gennaio è stata la volta di Chicago, all’interno del prestigioso ristorante Gibsons Italia, dove si è tenuta una giornata di fitti appuntamenti B2B con le aziende e di presentazione alla stampa delle eccellenze italiane. Città molto strategica questa per il settore, in quanto sebbene tradizionalmente famosa per l’industria automobilistica, ha negli anni sviluppato un forte interesse verso l’industria alimentare. Inoltre, vi è una numerosa comunità italiana formatasi con una massiccia emigrazione all’inizio del secolo scorso. Non ultimo, vi risiedono importanti ristoranti italiani che trasmettono con successo la cucina italiana ai clienti di tutto il mondo.

Per i salumi italiani quello degli Stati Uniti è un mercato molto importante, è infatti il primo Paese di destinazione extra UE seguito dalla Svizzera e dal Giappone. Gli americani sono affascinati molto dalla cultura italiana e da tutto ciò che ne deriva. Sicuramente a giudicare dai dati delle esportazioni lo sono verso i salumi italiani. Nel corso del 2017 le esportazioni di salumi italiani verso gli Stati Uniti hanno riguardato 8.845 ton per un valore di oltre 106 milioni di euro.

Gli Stati Uniti si confermano il principale Paese di riferimento per le esportazioni italiane al di fuori dell’Unione Europea. Gli scambi con gli USA, sono come sempre alimentati in gran parte dalla ricerca di prodotti di alta qualità, da parte dei consumatori americani. Per quanto riguarda la composizione della domanda statunitense, il 79% dei salumi che arrivano negli USA dall’Italia è rappresentato dal prodotto di punta della salumeria italiana: il Prosciutto Crudo stagionato, seguono Prosciutto cotto (7%), Mortadella (6%), Salami stagionati (5%) e altri prodotti (3%).

L’esistenza di barriere di tipo sanitario ha a lungo penalizzato la possibilità di esportare l’intera gamma di salumi italiani, determinando una elevata concentrazione delle nostre esportazioni sui prosciutti crudi stagionati. Una situazione questa che sta cambiando, perché a partire dal 2016 si è potuto procedere con le spedizioni di prodotti a breve stagionatura autorizzate a seguito del riconoscimento da parte delle Autorità americane dell’indennità della macroregione del Nord Italia dalla Malattia Vescicolare del suino.

Nei primi nove mesi del 2018 infatti le esportazioni di salumi italiani verso gli USA hanno raggiunto quota 7.010 ton (+10,3% rispetto allo stesso periodo del 2017) per un valore pari a circa 83 mln di euro (+7,8%). Un contributo alla crescita del nostro export è arrivato da tutte le categorie di salumi, brillanti in particolare le performance di prosciutti crudi stagionati, salami e insaccati cotti. L’affermazione dei salami, iniziata nel 2016, conferma l’interesse dei consumatori nordamericani oltre che per la qualità, anche per la varietà dei prodotti e dei sapori.

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