Ocse: Italia ultima per laureati che lavorano

Ocse: Italia ultima per laureati che lavorano
Gli studenti sono la principale risorsa con cui un paese costruisce il futuro. Alla preoccupante fase di flessione delle immatricolazioni nelle università italiane, legata alla crisi economica, è seguito un progressivo recupero. Nel 2017/18 si sono immatricolati 291.000 studenti, segnando un incremento di 22.000 unità (8,2%) rispetto al punto di minimo toccato nel 2013/14. Nonostante il calo si è tornati sul livello registrato nel 2008/09. 
Nel confronto con i Paesi dell’Ocse, tuttavia, l’Italia risulta ultima in termini di tasso di occupazione dei laureati tra i 25 e i 34 anni nel 2016, con il 64% (circa 20 punti percentuali inferiore alla media Ocse). 
 
Questo risultato risente tuttavia della generale situazione del mercato del lavoro italiano: rapportando il tasso a quello dell’intera popolazione nella stessa fascia d’età, la posizione dei laureati italiani non è dissimile da quella di altri paesi europei. Negli ultimi anni, nel quadro di un generale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, il tasso di occupazione dei giovani laureati (25-34 anni) sale dal 61,9% nel 2014 al 66,2% nel 2017. Negli stessi anni, il tasso di occupazione dei diplomati nella stessa fascia di età (ovvero con almeno tre anni in più di presenza sul mercato del lavoro rispetto ai coetanei laureati) rimane stabile e inferiore al 64%, collocandosi dal 2015 al di sotto di quello dei laureati.
 
Anche misurata con riferimento al tasso di disoccupazione, la performance dei laureati è andata migliorando. Dal picco del 2014 (17,7%), il tasso di disoccupazione è sceso ogni anno, fino al 13,7% nel 2017. Nel 2016, per la prima volta da molti anni, anche in questa fascia di età il tasso è risultato inferiore a quello dei diplomati; il divario si è ampliato nel 2017, a quasi 2 punti percentuali (nel 2010 il tasso di disoccupazione dei laureati era superiore a quello dei diplomati di 3 punti percentuali).
Nelle regioni meridionali, l’inserimento lavorativo continua a essere più difficoltoso, pur mostrando un lieve miglioramento: il tasso di occupazione dei 24-35enni laureati sale dal 41% del 2014 al 47,2% del 2017, il tasso di disoccupazione scende dal 33,6% al 26,5%.
 

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