Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, cuore dell’archeologia romana, celebrato 136 anni con un nuovo look

Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, cuore dell’archeologia romana, celebrato 136 anni con un nuovo look

Il 3 agosto 1882 nella villa neoclassica appartenuta ai conti Cassis Faraone il governo austro-ungarico apriva al pubblico l’Imperial Regio Museo dello Stato per raccogliere ed esporre le antichità di Aquileia, l’antica città romana celebrata come “moenibus et portu celeberrima”.

Venerdì 3 agosto 2018 il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, tra le maggiori istituzioni dedicate all’archeologia romana, ha celebrato il 136° anniversario presentando il nuovo allestimento, che mette in risalto la ricchezza delle sue collezioni e nuovi reperti restaurati grazie al sostegno economico di privati.

Con il rinnovamento degli spazi della villa Cassis Faraone dal tempo del radicale restauro del 1955, il Museo raggiunge infatti un fondamentale traguardo dell’ampio progetto avviato nel 2016 grazie al finanziamento straordinario di 4,5 milioni di euro del Ministero per i beni e le attività culturali destinato al Polo museale del Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” finalizzato al restauro e alla valorizzazione di musei, aree archeo-logiche, grandi biblioteche, archivi, poli e attrattori culturali del Paese.

Al centro della nuova impostazione di visita è la riscoperta e valorizzazione dell’antica città di Aquileia - dalla quale proviene la miriade di oggetti e testimonianze di età romana che il museo custodisce - nel rapporto con il suo territorio. Il criterio espositivo, per decenni improntato sulla classificazione tipologica dei reperti, è stato completamente ripensato nell’intento di offrire un percorso più coinvolgente, che consenta una maggior comprensione dell’area archeologica, iscritta al Patrimonio mondiale dell’umanità (Unesco) dal 1998.

Accanto ai materiali più noti, i visitatori possono ammirare reperti fino ad oggi conservati nei depositi e restaurati grazie a un’attenta politica di crowdfunding. Tra questi vi sono i corredi funerari restaurati dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e preziosi oggetti d’arredo provenienti dalle ricche domus aquileiesi, già ampiamente conosciute per la varietà e raffinatezza dei loro mosaici pavimentali. Proprio ai mosaici, uno dei fiori all’occhiello del sito archeologico di Aquileia, vengono riservate nuove forme di valorizzazione all’interno del progetto di allestimento. Alcuni dei pavimenti più importanti della collezione - prima conservati nei portici delle gallerie esterne e ora restaurati con il sostegno di Intesa San Paolo e di Coop Allenza 3.0. - vengono presentati in associazione con affreschi e suppellettili in ceramica, vetro e metalli preziosi, utilizzate nel corso dei banchetti, per offrire un quadro della vita quotidiana dei ceti più agiati.

Vengono esposte in una luce completamente nuova, grazie agli interventi conservativi realizzati con art bonus dal mecenate Fondazione Friuli, le opere di scultura: dal monumentale ciclo imperiale di età giulio-claudia ai numerosi ritratti, che costituiscono una delle peculiarità della raccolta, il cui suggestivo allestimento consentirà al visitatore di essere accompagnato dai volti degli antichi abitanti in un viaggio ideale alla scoperta dell’antica Aquileia.

Queste e altre novità veicoleranno una narrazione inedita della città romana, con diversi focus sulle sue attività produttive, sui suoi costumi, sull’impianto urbano originario e sugli apparati decorativi che caratterizzavano i luoghi più rappresentativi dell’epoca. La nuova sezione dedicata al ruolo di Aquileia quale “porta del Mediterraneo” restituirà attraverso documenti e iscrizioni uno spaccato della vivace dimensione culturale del centro. Sarà così possibile immergersi nella sua realtà cosmopolita, che la rese una tra i più importanti realtà economiche, culturali e strategico-militari dell’impero romano.

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