Il fascino del golfo, un promontorio roccioso, fresche pinete spiagge sabbiose e acque cristalline: eccoci a Talamone

Il fascino del golfo, un promontorio roccioso, fresche pinete spiagge sabbiose e acque cristalline: eccoci a Talamone

Suggestivo tramonto a Talamone, sul confine meridionale del Parco naturale della Maremma che domina il golfo ai piedi dell’ Argentario (Ph. L.Rossi)

Se parliamo di Toscana e di  borghi ci vengono in mente sicuramente i tanti paesi che punteggiano le colline, ma esistono anche una serie di paesi marinari dal fascino indiscutibile. Uno di questi è Talamone, all’estremo confine del parco dell’Uccellina.
 
Questo borgo sembra essere il punto di partenza e di arrivo per chi volesse scoprire la riserva naturale sia via mare che via terra: entrambe le possibilità sono escursioni molto interessanti in un’area dalla flora e fauna uniche. Dal porto di Talamone partono infatti imbarcazioni di piccole e medie dimensioni alla scoperta di questo tratto di costa. 
La mattina, andando sulle banchine, ci sono due bar che aprono presto: un punto di incontro per pescatori, addetti ai lavori del piccolo porto e turisti che hanno come unico comune scopo quello di bere un caffè. 
 
Se mai decideste di andare su un peschereccio da turismo, non preoccupatevi del caffè: vi sarà offerto, insieme a focaccia calda, mentre salpate verso il parco e il sole ancora sta sorgendo dalle alture dietro il paese, in provincia di Grosseto da cui dista una ventina di chilometri. Talamone sorge su di un promontorio roccioso al confine meridionale del Parco naturale della Maremma, in posizione dominante su tutto il tratto di costa che arriva al Monte Argentario, il cosiddetto golfo di Talamone.
 
Tutto il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza della vegetazione tipica della macchia mediterranea e da lunghe spiagge sabbiose, costeggiate da pinete.
La sua vita è in stretta simbiosi con il mare. Il paese sa regalare dei punti di visita interessanti per il viaggiatore. 
A dominare l’abitato spicca la Rocca Aldobrandesca che riporta al passato dell’epoca feudale: la salita  su questa struttura è corta, ma può essere impegnativa per chi avesse problemi motori, soprattutto nella parte finale. Nel caso non c’è da preoccuparsi: il resto del villaggio regala comunque esperienze uniche. 
Nonostante le estati siano calde, camminare fra le strette vie del centro, circondate da case in pietra, dona un senso di sollievo dal sole cocente.
 
Talamone, durante la bella stagione,  diventa meta per turisti e bagnanti. Nella vicina baia a Fonteblanda si trova una spiaggia dorata lunghissima, con alle spalle qualche hotel e numerosi camping che permettono di vivere il mare in prima linea. A Talamone,  lato nord, le scogliere del parco dell’Uccellina sono sicuramente una meta interessante per chi ama un mare limpido e la possibilità di scoprire questo ambiente marino. Per chi volesse l’efficienza dei lidi attrezzati, ma al contempo la spettacolare bellezza di un mare selvaggio, sicuramente il Bagno delle Donne è il luogo ideale dove trascorrere una o più piacevoli giornate. Siamo lontani dalla grossa spiaggia dorata di sabbia: il Bagno delle Donne è una calletta, proprio come di quelle che si vedono nei film, di ghiaia e scogli,  dove si può unire lo snorkeling e la scoperta di questi fondali incredibili con la comodità. Chi ama fare  windsurf o kitesurf ha trovato il luogo ideale! Questa baia, spesso battuta dai venti, è l’ideale per divertirsi con gli sport acquatici. 
 
Pur essendo così piccolo Talamone ne ha vissute tante! Era già presente ai tempi degli Etruschi, la popolazione che in questa area sviluppò la sua civiltà. Poi durante l’espansione romana il borgo venne inglobato. Fu poi rasa al suolo da Silla per l'appoggio che i suoi cittadini diedero a Gaio Mario nel suo tentativo di marciare contro Roma al ritorno dal suo esilio africano. Dominio degli Aldobrandeschi in epoca altomedievale, i quali costruirono l'imponente rocca nel corso del XIII secolo, passò ai senesi nella prima metà del secolo successivo. Tuttavia, le condizioni insalubri della Maremma e la malaria portarono Talamone a vivere secoli di degrado e abbandono, nonostante alcuni tentativi di recupero delle fortificazioni del borgo. Nel 1559 fu ceduta alla Spagna e in seguito occupata dai Francesi. Tuttavia, il nome della città è legato all'impresa di Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille, che qui fecero scalo nel 1860 per rifornirsi di acqua ed armi e per sbarcare trecentotredici garibaldini repubblicani. 
 
Stupisce come una realtà effettivamente piccola, come questo grazioso borgo, possa racchiudere in sé tante opportunità che lo rendono una meta interessante, sia per il turismo balneare, che per chi fa trekking, chi ama un tuffo nella storia e, ultimo ma non meno importante per farsi una mangiata “come si deve” a base di pesce. La Toscana ancora una volta conferma la bellezza indiscutibile dei suoi territori!
 

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