Come si diventa Santi? Lo spiega il vademecum 'Gaudete et Exsultate' di Francesco

Come si diventa Santi? Lo spiega il vademecum 'Gaudete et Exsultate' di Francesco

 “Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità”.

Così scrive Papa Francesco nella sua ultima Esortazione apostolica  Gaudete et exsultate”  I protagonisti di questa chiamata  sono i  santi potenziali che vivono a contatto del proprio tempo, che possono aiutarci a comprendere il significato delle strade possibili per realizzare ciascuno un percorso di crescita spirituale, ricercare il senso della propria identità e contemporaneamente agire il proprio ruolo nel "mondo" rappresentando  una "chiave di ingresso" esistenziale e psicologica. In cinque capitoli e 177 paragrafi  Papa Francescodà le coordinate  alla Chiesa  su come  promuovere il desiderio della Santità.

Con uno sguardo privilegiato ai giovani, ai deboli, ai migranti.  Si tratta della sua terza Esortazione dopo “Amoris Laetitia” ed “Evangelii Gaudium” e  dopo le due encicliche “Laudato sì” e “Lumen Fidei” scritti in questi 5 anni di Pontificato.  

L’ sortazione è stata presentata dall’Arcivescovo Angelo De Donatisvicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. Si tratta di una riflessione sul fronte della Santità, della chiamata di Dio nei giorni convulsi e secolarizzati del nuovo millennio.In un'epoca dominata dalla tecnologia,  dai sistemi di informazione e dai processi multimediali che globalizzano e uniformano tutte le differenze, questa ricerca sul significato del "varcare la soglia", offre un contributo che invita tutti  a  oltrepassare il limite oltre il quale la vita acquista significato e con essa la gioia e il dolore, la nascita e la morte e le stesse minime vicende di ognuno.  

Il Santo Padre invita tutti i Cristiani ad essere santi oggi: non è una chiamata per pochi né un privilegio per alcuni, ma “una via per tutti, da vivere nella quotidianità, visto che Il Signore chiede tutto e quello che offre è la vera vita, la felicità... Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente”, scrive nel primo capitolo di presentazione del nuovo testo ufficiale.  

L’Esortazione inizia con una chiamata alla Santità: chi sono i Santi della porta accanto ? Perché di questi si tratta,  di persone reali, che incontriamo tutti i giorni e non di entità astratte, lontane. “Nella Chiesa, santa e composta da peccatori, troverai tutto ciò di cui hai bisogno per crescere verso la santità”. Questa chiamata, con “i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità” può riguardare tutti. “Non è il caso di scoraggiarsi quando si contemplano modelli di santità che appaiono irraggiungibili”, scrive il Papa quando sottolinea l’esistenza dei “santi della porta accanto”. Non bisogna pensare “a quelli già beatificati o canonizzati” ma alla “classe media della santità”. “Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali”. 

Parole semplici, quotidiane per esprimere concetti molto profondi,  ma anche dalla “realizzabilità” assai più semplice di quanto si possa immaginare : per essere santi  non bisogna dunque  essere perfetti, ma sinceri e umili nel riconoscere la propria piccolezza di fronte alla grandezza di Dio.Nel terzo capitolo “Alla luce del Maestro” arrivano le coordinate  su come essere un buon cristiano, mentre nel quarto  si prendono in esame “alcune caratteristiche della santità nel mondo attuale”.  

Ma quali sono i rischi e i limiti della cultura di oggi che sono un ostacolo alla santità? L’ansietà nervosa e violenta ci disperde e debilita, così come la  negatività e la tristezza, l’accidia comoda, consumista ed egoista; l’individualismo e le varie  forme di falsa spiritualità senza incontro con Dio che dominano nel mercato religioso attuale.  Mette in guardia il Papa  da quei falsi profeti che pensano di sapere tutto e avere risposte per ogni cosa: “Dio ci supera infinitamente, è sempre una sorpresa e non siamo noi a determinare in quale circostanza storica trovarlo, dal momento che non dipendono da noi il tempo e il luogo e la modalità dell’incontro. Chi vuole tutto chiaro e sicuro pretende di dominare la trascendenza di Dio”.

Nel quinto capitolo, “Combattimento, vigilanza e discernimento”  si sottolinea come la vita cristiana sia “un combattimento permanente”, in cui si richiede “forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo e annunciare il Vangelo.”  Attenzione particolare viene riservata ai   giovani in questo nuovo Documento papale : alla superficialità con la quale molti rinunciano a dare uno scopo alla propria vita, il Pontefice risponde indicando l’esempio diffuso di una vita impegnata e consapevole. Invita pertanto al discernimento “necessario non solo in momenti straordinari o quando bisogna risolvere problemi gravi. Ci serve sempre. Molte volte questo si gioca nelle piccole cose”. 

 “Il consumismo edonista- continua - può giocarci un brutto tiro. Anche il consumo di informazione superficiale e le forme di comunicazione rapida e virtuale possono essere un fattore di stordimento che si porta via tutto il nostro tempo e ci allontana dalla carne sofferente dei fratelli”. “Quando incontro una persona che dorme alle intemperie- scrive- in una notte fredda, posso sentire che questo fagotto è un imprevisto che mi intralcia, un delinquente ozioso, un ostacolo sul mio cammino, un pungiglione molesto per la mia coscienza, un problema che devono risolvere i politici  e forse anche un’immondizia che sporca lo spazio pubblico. Oppure posso reagire a partire dalla fede e dalla carità e riconoscere in lui un essere umano con la mia stessa dignità, una creatura infinitamente amata dal Padre. Questo è essere cristiani!”.

“Spero che queste pagine- si legge in conclusione -siano utili perché tutta la Chiesa si dedichi a promuovere il desiderio della santità”. 

 

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