Mantova, museo a cielo aperto per appassionati di street art

Mantova, museo a cielo aperto per appassionati di street art

Mantova, oltre ad essere stata Capitale della cultura Italiana 2016 e una delle città nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, è diventata la nuova meta per eccellenza per gli appassionati della street art.

Grazie alle prime due edizioni del festival “Without Frontiers, Lunetta a colori” e alla alla prima fase del III capitolo, il quartiere Lunetta di Mantova vanta già 15 opere murali che in maniera naturale hanno creato un vero e proprio museo a cielo aperto. Il momento cruciale della terza edizione di Without Frontiers è previsto dal 18 al 24 giugno 2018 e in questa settimana saranno istituiti dei veri e propri Street art tour (visite guidate gratuite su prenotazione) dove sarà possibile chiacchierare con gli artisti coinvolti e con le curatrici che descriveranno le opere che sono già state concluse e i lavori in corso di svolgimento. Difficile trovare in Italia un unico quartiere che vanta così tante e grandi opere murarie a pochi metri l’una dall’altra con artisti di fama internazionale.

Gli street artist italiani e stranieri, che hanno partecipato al festival fino ad oggi sono: Zedz, Etnik, Vesod, Corn79, Elbi Elem, Fabio Petani, Made 514 e gli artisti Bianco-Valente, Panem et Circenses e Perino & Vele; inoltre è appena stata conclusa l’opera dell’urban artist Joys, che ha dipinto la facciata del palazzo di Viale Piemonte situato all’ingresso del quartiere Lunetta di Mantova. Il suo lavoro, dal titolo “TSUNAMY”, è di circa 826 mq ed è la seconda opera più grande dell’artista.

Durante la prima fase del progetto dal titolo “Una nuova pelle”, protagonista di questo importante intervento è stato Joys. L’artista ha realizzato un’opera di circa 800 mq sulla facciata del palazzo di Viale Piemonte. Il palazzo funge da “porta d’ingresso” al quartiere e l’opera di Joys sarà il caldo benvenuto per chiunque entrerà a Lunetta.

L’opera, in linea con lo stile dell’artista, sarà espressione della sua ricerca, caratterizzata da inconfondibili forme tridimensionali che rispondono a regole logiche e geometriche ben precise. L’opera racconta la storia di un lento cambiamento che sta coinvolgendo il quartiere di Lunetta. I palazzi sono diventati un foglio bianco, una pelle sulla quale scrivere per acquistare un’identità unica che sembra esserci stata estirpata dalla società delle omologazioni. Quella pelle che andremo a ridisegnare sarà la frontiera tra il dentro e il fuori delineando i limiti del sé in quel confine che ci apre al mondo (La pelle e la traccia. Le ferite del sé | David Le Breton – Melteni Melusine 2005).

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

Da San Pietro della Jenca a Collemaggio: l'Abruzzo si svela

Da San Pietro della Jenca a Collemaggio: l'Abruzzo si svela

La Marcia del Perdono e della Pace ha segnato l’inizio della festa della Perdonanza Celestiniana. Ha preso le mosse dalla chiesetta santuario di San...
La storia si svela nell’arte: Novio Plauzio, primo scultore di Roma

La storia si svela nell’arte: Novio Plauzio, primo scultore di Roma

Sono tanti i personaggi di Roma che occupano una casella nel libro delle vicende e della storia romane: ve ne è uno che, grazie alla professione...
A Firenze non si va solo per il David di Michelangelo, ma pure per trovare tipicità, innovazione e ricerca a tavola

A Firenze non si va solo per il David di Michelangelo, ma pure per trovare tipicità, innovazione e ricerca a tavola

A Firenze il panorama dell'offerta gastronomica è vastissimo: si parla di oltre 200 attività ristorative per kmq in città. Perciò per il turista,...
Aiace torna a Populonia 111 anni dopo il ritrovamento e svela notevoli somiglianze con il Tinia di Malibù

Aiace torna a Populonia 111 anni dopo il ritrovamento e svela notevoli somiglianze con il Tinia di Malibù

E’ un piccolo, prezioso, tesoro. Racconta una storia antichissima che risale alla Guerra di Troia ma ha un finale contemporaneo ben più importante: l...
Il razzo segnalatore di Banksy illumina Venezia e accende l’attenzione sull’emergenza profughi

Il razzo segnalatore di Banksy illumina Venezia e accende l’attenzione sull’emergenza profughi

Un piccolo profugo con un giubbotto salvagente. Ha in mano un razzo segnaletico da cui esce del fumo rosa. I piedini scemano verso l’acqua del canale...

Weekly in Italian

Recent Issues