Marco Ponti’s newest comedy calls attention to Italy’s economic woes

A bank robbery committed by mistake turns into a wild police chase for three young protagonists in Marco Ponti's newest film, "Reckless Life." (RAI CInema)

Rank heists, police chases, beautiful actress, cruel gangsters, crooked cops and social criticism: Marco Ponti’s newest film, Reckless Life (Una Vita Spericolata), has a little bit of everything in it.  

The film is a combination of madcap comedy, pulp fiction and spaghetti western. It follows two friends in their late 20s, Rossi and BB, who are struggling to make a decent living in Italy’s present-day economy. When his loan application is denied, Rossi robs a bank “by mistake,” setting off a chain of events that involves his friend BB and a washed-up soap-opera actress called Soledad. The threesome set out on a daring escapade that takes them the entire length of Italy, north to south, where high-speed car chases, severed body parts and shootouts are the norm.  


Director Marco Ponti is best known for his 2001 debut film Santa Maradona, which also centered on police chases, acrobatic stunts and a life of reckless abandon. The film won two David di Donatello Awards (best new director and best supporting actor) and garnered international recognition. 

Ponti was born in 1967 in the Piedmont region of Italy. He graduated from the University of Turin and started his career as a copywriter. A scriptwriting course, followed by a course for movie writers offered by RAI Cinema Fiction School, changed the direction of his career. Besides film, he has also worked in theater, TV and live broadcasting, and has directed music videos, documentaries and commercials. For three years, he was a regular guest on the radio show Colazione da Tiffany. 

Recently, Seattle Audiences gave a warm welcome to Ponti’s latest film, Reckless Life,which was screened at the 10th annual Cinema Italian Style film festival, presented by SIFF. We caught up with director Ponti after the film.  


How would you describe Reckless Life? 

It’s part action movie, part comedy and part twisted-love story. It’s also a fairy tale with a rock-and-roll type of energy. It covers a lot of issues that are so important in Italy right now: jobs, politics, dreams, love. The film is my way of talking about these things and bringing them to the attention of a wider audience. 

Why did you choose this kind of over-the-top road movie? 
 Before shooting Reckless Life, I had filmed back-to-back romantic movies. They were big-budget films with famous actors and they were quite successful. With this film, I wanted to put everything into it that I was interested in, everything that I like, so there are car chases, a love triangle, gangsters. Each of the characters fails somehow. The two main characters, Rossi and BB, are heroes but not heroes. The actress is washed up. Everyone is at a low point in their lives in one way or another. The crisis they face gives them the opportunity to do something with their lives. 


What challenges did you face making this movie? 

The budget for this film is lower than usual, and we shot in lots of locations. We had to make sure everything was ready to go because we did not have back-ups. We only had one car that we could crash, so we had to make sure we did it precisely. We only had six liters of fake blood, so we had it use it wisely. Everything was in the moment.  
We had a lot of fun shooting especially in the south of Italy, but we worked during an extremely hot summer. The soles of my Nike sneakers actually exploded because the pavement was so hot, and some of our crew and cast fainted. But we all managed to survive.  

One unusual thing that happened was that we saw a small airplane crash nearby where we were shooting. We were right there, and we helped extinguish the flames and rescue the passengers. It was an amazing experience, and after it was all over, we were very matter-of-fact and said: Okay, let’s get back to work and finish the movie! It’s the first time anything like that had ever happened to me. 

How did you choose the shooting locations? 
We started the film in the very north of Italy, where it borders France. A lot of immigrants come into Italy from this area. And we ended the film in Puglia, where a lot of immigrants are arriving from Africa. I wanted the film to span these national borders that have become so contentious in our country. 

How’s the film doing in Italy? 
Unfortunately, Italians don’t want to see Italian movies. About 99.9 percent of movies watched in Italy are made in America. There is no money in Italian movies. One problem is that there are very few theater screens available compared to the number of films released. If a film doesn’t do well in one week, it closes. There is no time to grow the audience. It either works, or it doesn’t. 

Any final thoughts on Italy’s film industry? 
It’s tragic that the Italian film market is so small. I believe that in the future, more Italian films will be shot in English for a foreign market. I think as an industry we have to make better movies that can be distributed internationally or the film industry in Italy is headed for collapse. 
 
  
       

Rapine in banca, inseguimenti della polizia, una bella attrice, gangster crudeli, poliziotti corrotti e critica sociale: l’ultimo film di Marco Ponti, Reckless Life (Una Vita Spericolata), contiene un po’ di tutto.  

Il film è una combinazione di commedia folle, pulp fiction e spaghetti western. Segue due amici ventenni, Rossi e BB, che stanno lottando per vivere decentemente nell’economia italiana di oggi. Quando la sua domanda di un prestito viene negata, Rossi rapina una banca “per sbaglio”, scatenando una catena di eventi che coinvolge l’amico BB e un’attrice di soap opera fallita chiamata Soledad. Il trio intraprende un’audace fuga che li porta lungo tutta l’Italia, da nord a sud, dove inseguimenti in auto ad alta velocità, parti del corpo tagliate e sparatorie sono la norma.  

Il regista Marco Ponti è noto soprattutto per il suo film d’esordio Santa Maradona, del 2001, incentrato a sua volta su inseguimenti della polizia, imprese acrobatiche e una vita di spericolato abbandono. Il film ha vinto due David di Donatello (miglior regista esordiente e miglior attore non protagonista) e ha ottenuto riconoscimenti internazionali. 

Ponti è nato nel 1967 in Piemonte. Si è laureato all’Università di Torino e ha iniziato la sua carriera come copywriter. Un corso di sceneggiatura, seguito da un corso per sceneggiatori offerto dalla Scuola CinemaFiction della RAI, cambia la direzione della sua carriera. Oltre al cinema, ha lavorato anche in teatro, in televisione e a trasmissioni in diretta, ha diretto video musicali, documentari e spot pubblicitari. Per tre anni è stato ospite fisso della trasmissione radiofonica Colazione da Tiffany. 

Recentemente, il pubblico di Seattle ha dato un caloroso benvenuto all’ultimo film di Ponti, Reckless Life, che è stato proiettato al decimo festival cinematografico annuale Cinema Italian Style, presentato dal SIFF. Abbiamo incontrato il regista Ponti dopo il film.  

Come descriverebbe Reckless Life/ Una Vita Spericolata? 
In parte film d’azione, in parte commedia e in parte contorta storia d’amore. E’ anche una favola con un’energia rock-and-roll. Copre molti temi molto importanti in Italia in questo momento: il lavoro, la politica, i sogni, l’amore. Il film è il mio modo di parlare di queste cose e di portarle all’attenzione di un pubblico più ampio. 

Perché ha scelto questo tipo di road movie esagerato? 
Prima di girare Reckless Life, avevo girato film romantici uno dietro l’altro. Erano film a grosso budget con attori famosi e hanno avuto un discreto successo. In questo film volevo metterci  dentro tutto ciò che mi interessa, tutto ciò che mi piace, quindi ci sono inseguimenti in auto, un triangolo amoroso, gangster. Ognuno dei personaggi fallisce in qualche modo. I due personaggi principali, Rossi e BB, sono eroici ma non eroi. L’attrice è una fallita. Ognuno è nel punto più basso della propria vita, in un modo o nell’altro. Le crisi che affrontano dà loro l’opportunità di combinare qualcosa con la loro vita. 

Quali sfide avete affrontato per realizzare questo film? 
Il budget per questo film è stato più basso del solito, e abbiamo girato in molte location. Dovevamo assicurarci che tutto fosse perfetto subito perché non avevamo rincalzi. Avevamo una sola macchina che poteva andare in crash, quindi dovevamo assicurarci di fare tutto con precisione. Avevamo solo sei litri di sangue finto, quindi li abbiamo usati con saggezza. Si giocava tutto in un momento.  

Ci siamo divertiti un sacco a girare, soprattutto nel Sud Italia, ma abbiamo lavorato durante un’estate molto calda. Le suole delle mie scarpe da ginnastica Nike si sono sciolte perché l’asfalto era troppo caldo, e alcuni dei nostri tecnici e attori del cast sono svenuti. Ma siamo riusciti a sopravvivere tutti.  
Una cosa insolita che è successa è che abbiamo visto un piccolo aereo schiantarsi vicino a dove stavamo girando. Eravamo proprio lì, abbiamo contribuito a spegnere le fiamme e a salvare i passeggeri. E’ stata un’esperienza incredibile, e dopo che tutto era finito, siamo stati molto concreti e ci siamo detti: ok, torniamo al lavoro e finiamo il film! È la prima volta che mi è successa una cosa del genere. 

Come avete scelto i luoghi delle riprese? 
Abbiamo iniziato il film nel Nord Italia, al confine con la Francia. Molti immigrati arrivano in Italia da questa zona. E abbiamo terminato il film in Puglia, dove arrivano moltissimi immigrati dall’Africa. Volevo che il film coprisse questi confini nazionali che sono diventati così controversi nel nostro Paese. 

Come va il film in Italia? 
Purtroppo gli italiani non vogliono vedere film italiani. Circa il 99,9 per cento dei film visti in Italia sono realizzati in America. Non ci sono soldi nei film italiani. Un problema è che ci sono pochissimi schermi disponibili rispetto al numero dei film distribuiti. Se un film non va bene in una settimana, si chiude. Non c’è tempo per far crescere il pubblico. O funziona o non funziona. 

Qualche riflessione finale sull’industria cinematografica italiana? 
E’ tragico che il mercato cinematografico italiano sia così ridotto. Credo che in futuro molti film italiani saranno girati in inglese per un mercato estero. Penso che come industria dobbiamo fare film migliori che possano essere distribuiti a livello internazionale o l’industria cinematografica italiana sarà destinata a crollare.

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