Una storia antichissima si nasconde in Molise

Una storia antichissima si nasconde in Molise

Siamo ad Isernia, in Molise. La città ha il centro storico allungato su uno sperone roccioso, tra due valloni dove scorrono torrenti che alimentano più giù il fiume Volturno. Molto antica è la città, in questa terra dei Sanniti Pentri, il coraggioso popolo che osò sfidare Roma in tre guerre. Il suo cuore è la Piazza Celestino V con la splendida Fontana Fraterna, del XIV secolo. Colonnine e capitelli disegnano la fontana come una magnifica loggia. La Cattedrale e la chiesa di S. Maria Assunta sono da vedere, come da visitare è il Museo civico, che conserva epigrafi lapidee e sculture d’epoca sannita e romana, nonché reperti di età paleolitica rinvenuti nella vicina area archeologica. Ricca la gastronomia, che affida alle carni di maiale, agnello e capretto il trionfo del gusto, insieme a piatti di legumi, pasta lavorata a mano e minestre con i sapori del luogo, insieme al sapido Pentro d’Isernia, un vino d’eccellente fattura, che fa il paio con il Biferno rosso e bianco. Lasciamo la città capoluogo di provincia per raggiungere Venafro, incantevole cittadina nella valle del Volturno, al confine occidentale del Molise. Anch’essa antico centro sannita, poi romano, offre numerosi spunti d’interesse nella Cattedrale, a struttura romanica con influenze gotiche, con la zona absidale costruita con materiale lapideo proveniente dal vicino teatro romano. Ben conservati gli affreschi all’interno del tempio. Degni inoltre di visita il Castello Pandone, la Torre medievale, le chiese e il Verlasce, struttura ellittica dell’antico anfiteatro, che risaltano sull’impianto ortogonale della città contornato da cinta muraria. Venafrum fu ameno luogo di villeggiatura, citato da Cicerone, Plinio e Orazio.

Sosta a Bojano, cittadina alle falde dei boscosi monti del Matese. Leggendaria l’origine di Bovianum. Il mito della sua fondazione la vuole sorta nel VII secolo a.C. quando nel Ver Sacrum un toro che guidava la migrazione dei Sabini si fermò qui, generando le genti che poi furono sannite. Un mito diventato ora tradizione popolare con la suggestiva rievocazione in costumi. Il luogo nel 290 a.C. fu teatro dell’ultima cruenta battaglia che portò l’esercito romano, al comando di Curio Dentato, alla definitiva vittoria sui Sanniti nella terza guerra con l’orgoglioso popolo italico. Significativa è la Cattedrale di Boiano, edificata nel 1080, con facciata in pietra sulla quale spiccano il portale e il rosone duecenteschi. Nelle vicinanze anche la chiesa di S. Erasmo, con magnificente portale gotico e tre bifore, mentre nel chiostro sono murati stemmi e reperti lapidei romani e altomedievali. Altre chiese di epoche diverse e palazzi gentilizi adornano la cittadina, sita presso le sorgenti del Biferno. A una ventina di chilometri da Bojano merita una visita l’area archeologica di Saepinum, presso l’attuale Sepino. L’area quadrangolare conserva tratti delle mura della città romana, rafforzate da torri circolari, i cui resti risalgono all’età augustea. A ridosso della cinta muraria, dove si aprono quattro porte principali, c’è il teatro, mentre sul foro affacciano alcuni edifici pubblici e la basilica, della quale resta il colonnato. Fuori le mura la necropoli, con il mausoleo di Ennio Marso.

Eccola Campobasso, la città capoluogo della regione, erta sul colle. Non sarebbe questo il tempo per apprezzarne la tradizione più suggestiva, nella festa del Corpus Domini, giorno della Processione dei Misteri, con i portatori e i figuranti delle scene di sacra rappresentazione. Bisognerebbe scegliere quel giorno per apprezzare intensamente Campobasso. La città moderna è nella parte pianeggiante, mentre sul colle dominato dal Castello Monforte la città antica di probabile origine longobarda, caratteristica nell’intrico di vie e scalinate che arrancano verso la sommità dell’erta dove insiste la possente fortezza, dalle mura merlate e i torrioni angolari, ricostruita a metà Quattrocento. E’ davvero intrigante perdersi nel reticolo viario della città vecchia per ammirarne singolarità e dettagli architettonici. Vi si trovano le chiese duecentesche di S. Giorgio, con campanile a bifore e affreschi trecenteschi, e S. Bartolomeo, con bel portale. Interessante la chiesa di S. Antonio Abate, con preziosi altari lignei e tele di Francesco Guarino, figura di spicco nella pittura napoletana del Seicento. Consigliabile una visita al Museo del Presepio, con presepi in miniatura dall’Italia e dal mondo, i più antichi risalenti al Settecento. Da segnalare l’insigne produzione di coltelli, forbici e accessori, una vera arte che ha l’eccellenza in Campobasso e Frosolone, in provincia d’Isernia.

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