Dall’architettura essenziale della cattedrale di Ruvo di Puglia all’unico museo italiano rimasto all’800

Ruvo di Puglia all’unico museo italiano rimasto all’800

Lacattedrale di Ruvo, dedicata a Santa Maria Assunta, è uno dei più importanti esempi di romanico pugliese

Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia in Puglia è tra i più estesi in Italia con i suoi circa 70.000 ettari ed è caratterizzato da una suggestiva successione di creste rocciose, doline, dolci colline, cavità carsiche, scarpate ripide, lame, pascoli naturali, boschi di quercia e di conifere, dove l'azione perenne della natura si mescola e convive con quella millenaria dell'uomo che ha edificato masserie in pietra, a volte fortificate, per difendersi dall’attacco dei predoni, dotate di recinti e stalle per le greggi, cisterne, chiesette e reticoli infiniti di muri a secco.
L’Alta Murgia è il luogo dove la storia dell’uomo è tangibile e racconta di pastori erranti, di massari impegnati nella lavorazione del latte e della lana e nella coltivazione dei cereali, del mandorlo e della vite.
Non mancano testimonianze storiche della dominazione normanno-sveva, le cui tracce trovano il loro apice nell’imponente Castel del Monte, fatto erigere dall'imperatore Federico II.
A Ruvo di Puglia, vivace e antica cittadina nel parco naturale, le strade risuonano di voci e di note musicali. È merito del Ruvo Coro Festival, che ha esordito con l’iniziativa “Voci di pace”. La rassegna internazionale è stata organizzata dalla corale polifonica “Michele Cantatore” col patrocinio del Comune di Ruvo, della Regione Puglia, della Città Metropolitana di Bari e del Ministero della Cultura della Federazione Russa. La direzione artistica è affidata al maestro Angelo Anselmi.

“Ruvo Coro Festival” è composto da tre progetti in programma da fine settembre a fine dicembre 2018. Il tradizionale “Canterò per sempre l’amore del Signore” ha cambiato nome nel segno di un più ampio orizzonte musicale. “Voci di pace” mantiene invariata e intatta la volontà di celebrare il maestro Michele Cantatore.
I cori hanno allietato con le loro note gli storici locali della Pinacoteca di arte contemporanea Domenico Cantatore per la prima parte del festival, poi la rassegna si è spostata nella splendida concattedrale romanica di Ruvo per "Voci delle cattedrali". Il Coro Musicanova di Roma diretto dal maestro Fabrizio Barchi, ha offerto uno straordinario concerto che ha lasciato  il pubblico estasiato.
L’edizione 2018 del Ruvo Coro Festival ha riunito importanti cori italiani e internazionali, valorizzando le chiese e i chiostri.

La rassegna corale rappresenta un'ottima opportunità per ascoltare buona musica e per visitare Ruvo di Puglia, che, seppure di piccole dimensioni, è molto ricca di reperti e monumenti che dimostrano la sua antica e prestigiosa origine: la Cattedrale, la Chiesa di San Domenico, il Castello, il Museo Archeologico Nazionale Jatta, palazzo Caputi, la Pinacoteca di Arte contemporanea, la chiesa e il convento di San Michele. La Chiesa di San Domenico è del 1560 mentre la splendida Cattedrale gotico-romanica è stata realizzata tra il XII e il XIII secolo e se ne può visitare l’ipogeo. Affascinante architettura, vero e proprio tesoro della città, affascina con il suo profilo elegante, il tetto spiovente, e il fantastico rosone a dodici raggi, con l’enigmatica scultura sedente, nella quale s’intravedono le sembianze dell’imperatore Federico II. Il Castello  è una struttura di difesa di origine normanna di cui oggi è rimasta solo la torre quadrangolare e il settore centrale. Il convento di San Michele custodisce invece affreschi settecenteschi raffiguranti la vita di San Francesco. L'arte contemporanea è presente con le opere di Domenico Cantatore.

Il sottosuolo è ricco di testimonianze archeologiche e nel corso dei secoli sono state scoperte numerose necropoli, abitazioni di epoca ellenistica, resti di insediamenti neolitici ed una tomba risalente al IV secolo a.C. Tutti i reperti sono custoditi al Museo archeologico nazionale Jatta. Qui, in quattro sale allestite secondo affascinanti canoni ottocenteschi di museologia (unico caso in Italia di collezione privata ottocentesca rimasta inalterata nella concezione museografica originaria) si possono ammirare migliaia di ceramiche e terrecotte di varie epoche storiche, tra cui lo splendido e importante Vaso di Talos.

Tra una visita e l'altra si possono gustare le eccellenze agroalimentari locali come pane, taralli, dolci come il mandorlaccio o il mastromandorlo, vino e olio evo.
Delizia per l'udito con i cori, per l’olfatto con i profumi del pane, dei dolci o dell'olio, per la vista con gli splendidi monumenti. Come dire che un'esperienza sensoriale a tutto tondo è possibile a Ruvo di Puglia.

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