La guerra, lo sterminio degli ebrei, l’8 settembre nel libro dei ricordi di una famiglia abruzzese

La guerra, lo sterminio degli ebrei, l’8 settembre nel libro dei ricordi di una famiglia abruzzese

Un anno a Rovere è il titolo del libro di ricordi della famiglia Camiz: Paolo (5 anni), Elena e Vito, i genitori.

Rovere è una frazione del comune di Rocca di Mezzo, provincia dell’Aquila. L’autore principale, Paolo, ha ora 80 anni, ex docente universitario di Fisica teorica,  ha deciso di raccontare, attraverso i suoi temi di allora, i suoi disegni, le sue canzoni, i ricordi dei genitori, quel periodo della guerra trascorso in Abruzzo.

Un bambino di cinque anni che sapeva già leggere e scrivere, alla scuola dei suoi genitori. Padre ingegnere, un po’ anche poliglotta, madre intelligente e culturalmente apertissima. Un trio familiare così affiatato che affronta gravissime difficoltà, senza mai prostrarsi. Ebrei, ma con alto senso della propria dignità umana.

Il libro non vuole essere uno dei tanti che hanno speso fiumi d’inchiostro per raccontare le vicende degli ebrei perseguitati e finiti nei campi di sterminio. Consapevoli della loro situazione familiare critica non si arrendono, ma si adattano a tutte le condizioni di disagio materiale e psicologico. Nella frazione di Rovere, dove arrivano subito dopo l’8 settembre, trovano accoglienza e amicizia sincera. Lui è l’ingegnere. Il personaggio più qualificato del paese, capace di difendere i contadini perfino parlando con i tedeschi nella loro stessa lingua.

La narrazione procede con innumerevoli inserti di temi scritti dal piccolo Paolo. Anche lui un genietto, capace di apprendere il dialetto e di scriverlo, di stabilire amicizie profonde e significative con tutti, coetanei e donne anziane. Ne esce la descrizione della piccola frazione nei suoi aspetti più caratteristici, dal luogo con le case e le stalle alla gente semplice e gentile.
La madre, Elena, afferma: “La mia teoria era che non bisognava far vedere che si aveva paura, che ci si doveva mostrare il più disinvolti possibile e che, se si riusciva a stabilire un rapporto umano c’era qualche speranza di farla franca”.

Infatti, in un freddo e piovoso pomeriggio di novembre, un tedesco spalanca la porta ed entra. Elena lo accoglie chiedendogli se desidera una tazza di caffè. Ringrazia e chiede: “Ma lei conosce il tedesco?”, dal momento che Elena aveva cercato di rispondere un po’ in tedesco. Subito dopo entrano nella  cucina anche il marito e il figlio.  Vito, il marito, che conosce bene il tedesco parla a lungo con l’ospite che dichiara di essere sergente, ma anche professore di filosofia e appassionato di musica.

Nasce quindi un rapporto intenso e amichevole, anche per il fatto che Vito conosce la musica e suona il violino. Uno strumento col quale più volte Vito riesce a rallegrare i tedeschi e a renderseli amici.
Anche a Rovere, pur essendo una frazione sull’altipiano delle Rocche, passano le truppe della Wermacht e i prigionieri di guerra alleati fuggiti dai campi di concentramento e si verificavano  episodi di tedeschi che si spacciavano per prigionieri fuggiaschi, mentre ricercavano famiglie di italiani che li avevano  accolti per distruggerne poi le abitazioni.

Passano così i nove mesi della guerra in Abruzzo, con la fame che si cercava di lenire dividendo il pane che non c’era e con la forza d’animo di non cedere mai allo scoraggiamento e all’umiliazione. Nel mese di luglio del 1944, la famiglia Camiz ha la possibilità di tornare a Roma e di riprendere una nuova vita: non più quella di tentare in tutti i modi di emigrare nelle nazioni europee o sudamericane per evitare di essere arrestati dai nazisti e spediti nei forni crematori, ma la vita di tutti gli uomini degni di questo nome.

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

A Toronto 50 anni di ritratti italiani

A Toronto 50 anni di ritratti italiani

Jacopo Benassi, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasiucci, Lisetta Carmi, Tano D’Amico, Marco Delogu, Luigi Di Sarro, Marcello Galvani, Fausto...
Enit porta 100mila reperti per i suoi 100 anni: come l'Italia risorse dalla guerra con il turismo

Enit porta 100mila reperti per i suoi 100 anni: come l'Italia risorse dalla guerra con il turismo

Enit a caccia dei tasselli dell’Italia turistica: con oltre 100mila reperti di cui 20mila già digitalizzati inizia un’avventura nel tempo attraverso...
Ringraziamo ancora per il cibo in tavola come si faceva una volta?

Ringraziamo ancora per il cibo in tavola come si faceva una volta?

I palati del XXI secolo sono cambiati, così come il loro approccio al cibo. La cucina oggi, oltre all'italiano, “parla” sempre più spesso cinese,...
Ebrei d’Abruzzo. Storie di uomini e luoghi

Ebrei d’Abruzzo. Storie di uomini e luoghi

“Un legame come tra madre e figlio” GIOVANNI FINZI CONTINI Preambolo. Il Regio Decreto Legge del 17 novembre 1938 n. 1728 - Provvedimenti per la...
La Giornata della Memoria: gli Eroi di via del Pellegrino 133 a Roma

La Giornata della Memoria: gli Eroi di via del Pellegrino 133 a Roma

Era il 1963 quando una speciale commissione israeliana decise di assegnare il primo riconoscimento di "Giusto tra le Nazioni". Le intenzioni della...

Weekly in Italian

Attualità

Recent Issues