Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento, nominata senatrice a vita

Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento, nominata senatrice a vita

Il 19 gennaio 2018, anno in cui ricade l'80° anniversario delle leggi razziali fasciste, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base all'articolo 59 della Costituzione, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita per altissimi meriti in ambito sociale. È la quarta donna, dopo Camilla Ravera, Rita Levi-Montalcini ed Elena Cattaneo, a ricoprire la carica.

Nata a Milano nel 1930 è una sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e di essi è diventata una testimone.

“Era molto difficile per i miei parenti convivere con un animale ferito come ero io: una ragazzina reduce dall’inferno, dalla quale si pretendeva docilità e rassegnazione. Imparai ben presto a tenere per me i miei ricordi tragici e la mia profonda tristezza. Nessuno mi capiva, ero io che dovevo adeguarmi ad un mondo che voleva dimenticare gli eventi dolorosi appena passati, che voleva ricominciare, avido di divertimenti e spensieratezza”.

Solo nei primi anni novanta ha deciso di interrompere questo silenzio; da allora si è resa disponibile a partecipare ad assemblee scolastiche e convegni di ogni tipo per raccontare ai giovani la propria storia, anche a nome dei milioni di altri che l'hanno con lei condivisa e che non sono mai stati in grado di comunicarla.

Di famiglia laica, la consapevolezza di essere ebrea giunge a Liliana attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali viene espulsa dalla scuola.

Dopo l'intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 cercò, assieme al padre e due cugini, di fuggire in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all'età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni.

Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse sette giorni dopo. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni, arrestati a Inverigo, in provincia di Como, e deportati dopo qualche settimana ad Auschwitz, furono uccisi al loro arrivo, il 30 giugno.[1]

Alla selezione, ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull'avambraccio. Fu impiegata nel lavoro forzato nella fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, lavoro che svolse per circa un anno. Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l'evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania.

Venne liberata dall'Armata Rossa il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati al Campo di concentramento di Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravvissuti. 

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

A Firenze le avanguardie del primo Novecento attraverso 130 opere dell'anticonformista Natalia Goncharova

A Firenze le avanguardie del primo Novecento attraverso 130 opere dell'anticonformista Natalia Goncharova

Fino al 12 gennaio 2020 Palazzo Strozzi celebra Natalia Goncharova, straordinaria figura femminile delle avanguardie di primo Novecento, attraverso...
A Cortona 50 artisti per l'omaggio al pittore Gino Severini

A Cortona 50 artisti per l'omaggio al pittore Gino Severini

Opere di Paul Caponigro, di Charl Ortega, di quattro artisti provenienti dal museo de La Permanente di Milano, faranno da lascia passare ai più di...
Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici

Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici

Tutta l’energia dell’arte barocca imprigionata nel metallo, grazie alla potenza viva della fiamma: è questo, in sintesi, il concetto di Plasmato dal...
La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini, la città gioiello nel magico filtro della pittura

La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini, la città gioiello nel magico filtro della pittura

La scoperta del carteggio inedito tra Telemaco Signorini, il padre Giovanni e il fratello minore Paolo, ha condotto Elisabetta Matteucci e Silvio...
Il cuore sulla montagna di Ulassai: omaggio all'arte di Maria Lai

Il cuore sulla montagna di Ulassai: omaggio all'arte di Maria Lai

Il 21 Settembre, sulla montagna di Ulassai, è prevista l’inaugurazione di un’opera site-specific di carattere permanente che entrerà a far parte...

Weekly in Italian

Recent Issues