L’Italia nell’economia internazionale? Risultati clamorosamente positivi

L’Italia nell’economia internazionale? Risultati clamorosamente positivi

"Possiamo davvero essere soddisfatti dei dati dell'export italiano, nei primi mesi del 2017 sono clamorosamente positivi. Guadagnare quote di mercato è fondamentale, la dimensione internazionale è la nostra dimensione. Abbiamo iniziato tre anni fa un piano straordinario per il Made in Italy, adesso si vedono i risultati". Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, commenta i dati del Rapporto ICE 2016-2017 “L’Italia nell’economia internazionale”, presentato questa mattina a Milano alla presenza del direttore generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca, del Presidente dell’Agenzia Ice, Michele Scannavini, del Presidente di Istat, Giorgio Alleva.
Dal Rapporto emerge infatti come nel periodo gennaio - aprile 2017 le esportazioni italiane sono cresciute del 6,6%, rafforzando ulteriormente il trend positivo del 2016 e confermando anche la maggiore attrattività dell'Italia per gli investitori esteri.

Il Rapporto certifica che l’Italia è il 9° esportatore mondiale grazie a 462 miliardi di dollari di export; il nostro Paese si colloca al 6° posto della graduatoria dei saldi attivi commerciali, con un saldo pari a 57 miliardi di dollari.
Saliamo al 13° posto per afflussi di investimenti diretti esteri con 29 miliardi di dollari di flussi di capitali stranieri in entrata (+50% rispetto al 2015). 
Le aziende esportatrici sono 215.708, in aumento di 10mila unità rispetto al 2010.

Nel 2016 l’Agenzia ICE ha segnato il record storico per la spesa promozionale: oltre 134 milioni di euro distribuiti su 800 iniziative che hanno permesso di assistere 17.000 imprese italiane. 
Fra le sfide che attendono il prossimo biennio l'ampliamento della quota di mercato dell’Italia in aree e paesi ad alto potenziale, come Cina e Asean (dal 2018 triplicheranno le risorse per l’Asia orientale); il sostegno al commercio digitale internazionale con azioni formative, accordi con marketplace globali ed e-tailer internazionali e locali e un piano strategico di comunicazione dedicato al Made in Italy.

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