Iconografia del costume ciociaro e la‘pittura di genere all’italiana’

Iconografia del costume ciociaro e la‘pittura di genere all’italiana’

Girolamo Induno: Roma 1863, le bandiere ciociare, Londra, Museo V.& A

I cultori sanno bene che nella pittura europea tra fine 1700 e tutto l’ottocento i soggetti  più diffusi e più appetiti erano quelli di Napoli e di Venezia, una produzione immensa ma sempre uguale, sempre le solite sette/otto vedute; l’altro soggetto  più amato e più dipinto dalla gran parte degli artisti europei fu la iconografia del personaggio in costume ciociaro: in quasi tutti i musei e gallerie del pianeta si può esser certi di vedere appeso alle pareti almeno un dipinto che illustra questo soggetto, mai uno uguale all’altro.

Fu un’apoteosi unica nella storia dell’arte. Il luogo originario di tale incontro fu Roma dove già dalla fine del 1700 erano presenti numerose comunità ciociare immigrate  soprattutto  dalla Valcomino; nel corso degli anni i luoghi di provenienza si estesero alla Sabina, alle altre località della Ciociaria, ai paesetti  dei Simbruini.

Altri luoghi di incontro furono le località medesime scoperte dagli artisti quali Subiaco e Olevano principalmente e successivamente Cervara, Saracinesco, Anticoli. Altro luogo di incontro furono le città medesime di provenienza degli artisti soprattutto Parigi e poi Londra, e poi anche Duesseldorf e Berlino dove la umanità ciociara iniziò a stabilirsi.

In realtà fu scoperto un nuovo genere di pittura: non più cristi e madonne o scene mitologiche o nature morte o battaglie o paesaggi: soggetti appassionati degli artisti divennero gli ultimi della società, cioè quella umanità  miserabile e precaria abbigliata  in quelle strane vestiture  così sgargianti e variopinte che letteralmente incantavano e ispiravano gli artisti europei: contadini e contadine, briganti, pifferari, zampognari…E nacque, per prima nella definizione  di alcuni pittori belgi già verso il 1820 a Roma, la cosiddetta ‘pittura di genere all’italiana’,  cioè una nuova pagina della Storia dell’Arte, ispirata  appunto dalla umanità ciociara  e eternata dalla gran parte degli artisti europei: fu la prima volta che apparve sulla scena della Storia la figura del ciociaro nel suo splendido costume, la figura del brigante di Sonnino fino allora sconosciuto, la figura del pifferaro delle Mainarde… oggi figure consolidate, quasi delle icone in tutto il mondo.

Una ulteriore possibilità di avere presenti in qualsiasi momento questi personaggi fu da parte dei pittori  quella di acquistare,  quando a Roma, una serie di abiti ciociari e portarli con loro nelle città di origine, così in ogni momento, assoldati una modella o un modello, potevano  dipingere quei soggetti che li avevano affascinati a Roma dapprima.

I massimi artisti hanno dipinto queste creature  in costume ciociaro e non solo le centinaia e centinaia di altri: Manet, Degas, Corot, Cézanne, Sargent, Leighton, Induno, Hayez, Van Gogh, Picasso, Severini… Nessun soggetto pittorico dell’Arte può vantare tale quantità di firme spettacolari quale l’umile creatura della Valcomino! 

E’ una a dir poco infelicità costatare che tale soggetto pittorico presente e ammirato in tutto il mondo, il solo luogo dove è sconosciuto e ignorato è proprio l’Italia: per amor di patria meglio non parlare dei luoghi di origine, la Ciociaria, completamente cadavere.

Cogliamo l’occasione per illustrare invece qualche  opera di Gerolamo Induno, celebre pittore  lombardo, grande appassionato del ciociaro, del quale sono in mostra due quadri splendidi, uno in un grande museo di Londra e uno a Milano presso una nota privata galleria d’arte.

La prima opera risalente al 1863 illustra delle ragazze ciociare in un ambiente rustico che confezionano le bandiere dell’Italia unita, mentre una di loro alla finestra osserva se non ci sono pericoli in vista. Quadro del più grande significato che giusto sarebbe stato se fosse tornato nei luoghi di origine allorché apparve in un’asta una ventina di anni fa, al contrario se ne andò in Inghilterra e oggi si trova in un piccolo Museo della contea del Buckinghamshire e chi lo vuol ammirare, in questo periodo ( e fino al 25 febb.2018)  è in esposizione   nel Victoria & Albert Museum di Londra.

L’altro magnifico  dipinto, Il Bersagliere  e la Ciociarella, è in vendita presso una importante Galleria d’arte  di Milano di Via Manzoni che lo ha pubblicato sulla copertina del catalogo. Naturalmente il termine ciociaro non esiste: il titolo è infatti il Bacio del Bersagliere!  A parte tale amorfa nonché impropria e banale titolazione, ecco una nuova occasione, una grande occasione e, auspichiamo,  una tentazione,  per qualche intelligente e perspicace  istituzione  o per qualche  imprenditore o professionista  dalle ampie vedute e dagli orizzonti aperti, per far tornare questo capolavoro di  quadro nella sua terra di origine. 

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

A Pontedera s'indaga il paesaggio: come è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri?

A Pontedera s'indaga il paesaggio: come è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri?

Fino al 26 aprile 2020 il PALP Palazzo Pretorio di Pontedera ospita la mostra Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia...
Ai piedi degli dei, calzature antiche e moderne in mostra al Museo del Costume di Firenze

Ai piedi degli dei, calzature antiche e moderne in mostra al Museo del Costume di Firenze

Una passeggiata tra le robuste caligae dei soldati romani, i seducenti sandali delle cortigiane greche, i raffinati calzari indossati dagli dei...
La riproducibilità tecnica nell’epoca dell’opera d’arte

La riproducibilità tecnica nell’epoca dell’opera d’arte

Dal 23 al 26 gennaio, Vitruvio Virtual Museum presenta il museo temporaneo di realtà virtuale “WHAT IF. La riproducibilità tecnica nell’epoca dell’...
Cosimo I de Medici. Spolveri di un grande affresco a Firenze

Cosimo I de Medici. Spolveri di un grande affresco a Firenze

Lo scorso giugno in via dei Servi a Firenze, tra la Cattedrale e la Basilica della Santissima Annunziata, è stato inaugurato il nuovo Museo de’...
Gli Uffizi celebrano Pietro Aretino, il grande regista del Rinascimento

Gli Uffizi celebrano Pietro Aretino, il grande regista del Rinascimento

Nell’aula magliabechiana della Galleria degli Uffizi la prima mostra in assoluto dedicata al poliedrico intellettuale del Cinquecento: in esposizione...

Weekly in Italian

Recent Issues