Nel 2016 le pensioni italiane pagate all’estero erano quasi 380mila in 160 diversi Paesi

Nel 2016 le pensioni italiane pagate all’estero erano quasi 380mila in 160 diversi Paesi

Anziani italiani e stranieri in movimento. Di questo ha parlato Salvatore Ponticelli, della Direzione centrale pensioni dell’Inps, che è uno degli autori che ha contribuito alla nuova edizione del Rim – la dodicesima – analizzando la presenza dei pensionati italiani all’estero, un “mosaico”, ha detto, “composto da chi è partito nel passato per necessità e chi lo fa oggi per mettersi in gioco in una realtà diversa, così da trovare la sua realizzazione professionale, o da chi parte perché così prevede la politica della sua azienda”. In questa realtà complessa, ha aggiunto, “si inserisce il tema della tutela previdenziale che vede l’Inps in primo piano”. 

Se tradizionalmente il beneficiario della pensione era “l’emigrante italiano, costretto a trasferirsi, ma che ha svolto lavoro in parte in Italia prima di partire”, oggi “emergono nuove tipologie di pensionati” come “chi emigra al seguito dei figli e dei nipoti” o chi “si trasferisce dopo la pensione per ricercare luoghi con condizioni di vita favorevoli dal punto di vista economico e fiscale, anche se sono meno di quelli di cui parlano le cronache”. 
È, insomma, un mondo variegato, affatto residuale, sottolinea Ponticelli, “visti i numeri di chi migra oggi: i lavoratori di adesso saranno i pensionati di domani” quindi avranno maturato il trattamento previdenziale “su un’attività lavorativa nel mondo globalizzato”. 

A regolare tale attività “una normativa complessa che – precisa Ponticelli – non serve a creare un diritto sovranazionale: le norme internazionali di sicurezza sociale servono a coordinare i sistemi dei diversi Paesi per non pregiudicare i diritti previdenziali di chi si sposta per lavoro. Se mancassero non si potrebbe parlare di libertà di circolazione delle persone”. 
Come paese membro dell’Ue, l’Italia rispetta la legislazione europea che regola rapporti e trattamenti previdenziali di chi si sposta nell’Unione – norme che valgono anche per la Svizzera – mentre per i Paesi extra Ue il nostro Paese ha stipulato accordi bilaterali con 18 paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Capo Verde, Città del Vaticano, Corea del Sud, Giappone, Israele, Messico, Monaco, Paesi ex Jugoslavia, San Marino, Stati Uniti, Tunisia, Turchia, Uruguay e Venezuela). 
“Il lavoratore in uno dei Paesi extra Ue non inclusi nella lista non può ottenere l’applicazione della totalizzazione dei contributi, per lui l’unica scappatoia è il riscatto di questi contributi versati all’estero”, spiega Ponticelli. 
I numeri.

Nel 2016 le pensioni pagate all’estero erano quasi 380mila in 160 diversi Paesi, con una concentrazione maggiore in Europa – sia pure in riduzione - Canada, Usa e Australia. Crescono le pensioni pagate in America Centrale e Asia (rispettivamente +42,8 e 42,6 tra il 2016 e il 2012). Diminuiscono le pensioni in Europa, mentre è più marcato il calo in Oceania, America del Nord e del Sud.
La maggior parte delle pensioni all’estero sono di vecchiaia, ma elevato è anche il numero di quelle pagate ai superstiti (35,59 di cui il 96% a donne). 
I paesi dove l’Inps paga più pensioni sono ancora quelli della emigrazione tradizionale: Canada, Australia e Germania, ma anche Francia e Usa. 

Il valore medio della pensione è di 378 euro al mese; il 60% del totale delle pensioni viene pagato in convenzione internazionale. 

A queste si aggiungono le pensioni che l’Inps paga a cittadini non italiani, cioè – spiega Ponticelli – “a lavoratori stranieri che hanno versato contributi qui e che poi sono tornati nel loro paese d’origine”. 
Comunque delle 373mila pensioni pagate all’estero, l’83% sono destinate agli italiani (308mila), il 17% a stranieri (65mila).
 

Ponticelli si sofferma anche sull’emigrazione femminile e quindi sulla realtà delle pensionate all’estero, entrate nel mondo del lavoro più tardi degli uomini. 
“Il pagamento delle pensioni all’estero è ancora influenzato dall’emigrazione più antica, quando le donne raggiungevano i mariti partiti prima di loro o perché donne straniere sposavano emigranti italiani, dunque oggi percepiscono la pensione dei superstiti”.
“I Paesi con il maggior numero di pensionate all’estero sono quelli tradizionali: con la sola esclusione di Germania, Gran Bretagna e Spagna, le percentuali di donne sul totale sono tutte al di sopra del 50%.
Sale invece – anche se i numeri sono più contenuti - il numero di pensionate in Europa dell’Est, dove sono tornate, evidentemente, le donne migrate in Italia dagli anni 90 ad oggi.

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

La Puglia punta al mercato statunitense per promuovere le eccellenze imprenditoriali nelle biotecnologie e nel farmaceutico

La Puglia punta al mercato statunitense per promuovere le eccellenze imprenditoriali nelle biotecnologie e nel farmaceutico

La Regione Puglia punta al mercato statunitense per promuovere le eccellenze del suo territorio nelle biotecnologie e nel farmaceutico. A...
Internazionalizzazione e tecnologie: l’Emilia Romagna incontra investitori della Silicon Valley 

Internazionalizzazione e tecnologie: l’Emilia Romagna incontra investitori della Silicon Valley 

È stata ricevuta a Bologna la delegazione composta da 10 investitori provenienti dalla Silicon Valley nell’ambito dell’Incoming Program. La...
L’Italia e la Fao insieme per i Giorni della Dieta Mediterranea: salute e sviluppo sostenibile

L’Italia e la Fao insieme per i Giorni della Dieta Mediterranea: salute e sviluppo sostenibile

L’Italia e la Fao organizzeranno insieme i "Giorni della Dieta Mediterranea", una serie di eventi che si terrà a settembre nell’arco di circa una...
Etichette di qualità per certificare lo straordinario patrimonio agroalimentare made in Italy contro l'Italian Sounding

Etichette di qualità per certificare lo straordinario patrimonio agroalimentare made in Italy contro l'Italian Sounding

Un ruolo più forte e deciso per il nostro Paese nel dibattito comunitario sulla tutela, la PAC e l’etichettatura, affinché al settore delle IG - un...
Consumi interni fermi ma volano le vendite all’estero dei formaggi italiani

Consumi interni fermi ma volano le vendite all’estero dei formaggi italiani

“Formaggi in fuga” dall’Italia: mentre i consumi interni sono fermi, le vendite all’estero hanno il vento in poppa. Dopo un 2018 da record, anche il...

Weekly in Italian

Recent Issues