L’Italia conquista un seggio annuale all’Onu

L’Italia conquista un seggio annuale all’Onu

L’abbraccio di Gentiloni (di spalle) con il collega olandese dopo l’accordo

L’Italia ha raggiunto l’obiettivo. Dopo 8 ore di trattative e 5 ballottaggi sul filo di lana tra i due Paesi fondatori dell’Unione Europea, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha assegnato, con 179 voti, l'ultimo posto al Consiglio di sicurezza per il 2017-2018. Se lo divideranno, un anno ciascuno, Italia e Olanda. 
 
“Un onore per l’Italia e un buon accordo con i Paesi Bassi”, ha twittato da New York il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, secondo cui si tratta "di un importante segnale di unità in un periodo difficile per l'Europa". 
 
Gentiloni, che negli ultimi mesi con il premier Renzi, ha sostenuto la causa nazionale in numerosi colloqui con diversi Paesi per l’accesso al Gruppo Weog (Western Europeans and Others Group), ha detto: "Questo è il risultato di una soluzione diplomatica e ritengo che abbiamo bisogno di soluzioni diplomatiche in questo periodo", soprattutto dopo il contraccolpo, politico e finanziario, della Brexit. “Abbiamo dato una dimostrazione di grande amicizia europea” ha detto Renzi che ha poi sottolineato l’importanza di avere il seggio nel 2017: il 25 marzo si celebreranno i 60 anni dell’Ue, il 26-27 Maggio a Taormina ci sarà il G7. 
 
La Farnesina ha condotto un'intensa campagna puntando sul ruolo centrale dell'Italia nel Mediterraneo. Tra i temi sul tavolo, gli impegni per risolvere l'emergenza immigrazione.
In effetti, ne prossimi due anni, il Consiglio dell’Onu si concentrerà su questioni delicate che toccano direttamente il nostro interesse nazionale: Libia, Siria, crisi migratorie e Isis, ma anche cambiamento climatico. 
 
 Il nostro Paese mancava da dieci anni dal Consiglio, pur vantando una forte esperienza sulla base di sei mandati ottenuti in passato. L’ultima volta che l’Italia ha fatto parte dei Paesi membri non permanenti del massimo organismo delle Nazioni Unite risale al 2008. Questo pur essendo il settimo contributore in termini di fondi alle Nazioni Unite ed il primo fra i Paesi europei per partecipazione alle missioni di peacekeeping e addestramento.
 
Gli altri membri eletti per il biennio 2017-2018 sono la Svezia come secondo rappresentante dell’Europa occidentale, la Bolivia per America Latina e Caraibi, l’Etiopia per l’Africa, e il Kazakistan per l’area Asia-Pacifico. Gli altri cinque membri non permanenti sono Egitto, Giappone, Senegal, Ucraina e Uruguay. I cinque Paesi con un seggio permanente sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. 

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