A 7 anni dal terremoto in Abruzzo, restaurate la cinta muraria dell’Aquila e la chiesa di Onna

A 7 anni dal terremoto in Abruzzo, restaurate la cinta muraria dell’Aquila e la chiesa di Onna

Porta Napoli, lungo la cinta muraria trecentesca dell’Aquila, danneggiata dal terremoto dell’aprile 2009 e dopo l’intervento di restauro

L'articolato programma di restauro, recupero e valorizzazione della cinta delle Mura trecentesche de L’Aquila è in via di conclusione. È un percorso che sta restituendo alla città un patrimonio unico, dal grande valore simbolico e identitario, che procede in stretta sinergia con le attività di tutela curate dalla Soprintendenza Unica Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Aquila e cratere.
 
La cinta muraria, quasi 5 km di sviluppo lineare, è uno dei pochi esempi di fortificazione trecentesca quasi integralmente conservata. L'attento lavoro di recupero e catalogazione delle pietre crollate con il sisma (o recuperate dagli smontaggi controllati delle parti più compromesse), l'esame ravvicinato delle tecniche costruttive e delle lavorazioni superficiali, il confronto con le piante storiche e gli antichi documenti hanno consentito di individuare inedite configurazioni, a volte ipotizzate a volte del tutto inaspettate, delle mura e delle porte.
 
Il lungo intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione della cinta muraria è stato finanziato per 8 milioni di euro. Così le Mura, ultimati i lavori di restauro nel tratto finale di via Tancredi da Pentima, diventeranno un tracciato quasi ininterrotto nello skyline dell’Aquila: alte e incombenti nel tratto settentrionale, in ripida discesa verso i settori orientale e occidentale, con antichi accessi alla città, seguendo poi l’andamento dell’altura, fino allo stretto passaggio sul fiume Aterno e alla Rivera, offrendo inediti scorci e suggestive visioni della loro struttura imponente, miracolosamente sopravvissuta a diversi terremoti, che torna ad essere un prezioso elemento costitutivo di una comunità, per la città di domani. 
 
Atteso per sette lunghi anni, arriva anche per Onna il momento della concreta rinascita. Il piccolo borgo, frazione dell’Aquila, divenuto tristemente simbolo del terremoto dell’aprile 2009, in concomitanza con la tradizionale festa in onore della Madonna delle Grazie e di Sant’Antonio Abate, ha festeggiato l’inaugurazione della Chiesa di San Pietro Apostolo, restaurata grazie ad una donazione del Governo della Repubblica Federale di Germania.
 
L’intervento tedesco per Onna (che idealmente si contrappone al ricordo della strage compiuta dalle truppe naziste nel giugno del ’44, che costò la vita a 18 persone), si è subito distinto per concretezza e condivisione: ed uno dei primi atti è stata proprio la sottoscrizione, nel giugno del 2010, dell’accordo inter-governativo per il restauro della parrocchiale, finanziato per un importo di 3 milioni di euro ed avviato nel maggio del 2013.
 
Dalla sottoscrizione dell’accordo e fino all’inaugurazione della Chiesa, i partner tedeschi hanno seguito passo passo ogni singola fase dell’intervento, con frequenti riunioni operative e sopralluoghi a Onna, sostenendo e condividendo le scelte operate, spesso complesse e delicate. 
I lavori hanno proceduto su due fronti: il primo ha interessato le strutture della casa canonica e della sagrestia, che sono state smontate e ricostruite ex novo; l’altro, invece, ha interessato la chiesa e l’adiacente congrega, per le quali è stato realizzato un attento consolidamento e restauro, perché si è in presenza degli elementi di pregio dell’edificio. 
 
Particolarmente delicato l’intervento che ha riguardato l’abside ed il campanile, quasi completamente crollati, ricostruiti con muratura in pietra listata, riproponendo le forme precedenti ai crolli dovuti al sisma. Così anche per la facciata principale della chiesa, in muratura in pietra sbozzata con un paramento esterno in pietra squadrata, si è proceduto con la ricostruzione della parte superiore crollata sul lato destro, riutilizzando le pietre del paramento originario. 
 
A tre anni esatti dall’avvio del cantiere, la chiesa è stata inaugurata con quattro giornate di festa  coincise significativamente con la tradizionale celebrazione in onore della Madonna delle Grazie e di Sant’Antonio Abate. Da sempre luogo d’aggregazione spirituale e sociale per la comunità del territorio, San Pietro Apostolo torna dunque alla sua piena funzionalità, simbolo e stimolo per il recupero dell’intero paese.

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