Karim De Martino: sfida nell’era dell’Influencer Marketing

Karim De Martino: sfida nell’era dell’Influencer Marketing

Karim De Martino, da Milano a Los Angeles, dal 2015 responsabile commerciale e marketing Europa per InstaBrand

Follower, blogger, like sono parole che fino a qualche anno fa erano sconosciute ai più e che ora invece sono diventate il nostro pane quotidiano tra un selfie e l’altro che posteremo con l’immancabile hashtag. Quanto ne sappiamo però di questo mondo e dei suoi protagonisti? Poco forse nulla, anche se niente anche nel mondo virtuale accade per caso e la popolarità planetaria acquisita negli ultimi anni da alcune fashion blogger e YouTuber ne è la riprova.
 
Il successo ora si misura in like e follower e anche il marketing ha dovuto fare i conti con questa realtà dove tutto è social. La verità è che anche chi ne fa un uso personale è comunque sempre più coinvolto e affascinato dalle sue regole che usate sapientemente portano visibilità con un alto ritorno di immagine a tutti i livelli sia che si promuova un brand o semplicemente se stessi.
 
Tra gli artefici del successo di queste nuove star digitali dalla Blonde Salad di Chiara Ferragni ad Alessia Marcuzzi fino a Melissa Satta c’è Karim De Martino, dal 2015 responsabile commerciale e marketing Europa per InstaBrand. Karim, milanese, cresce professionalmente a Radio Deejay dove nel ’97 inizia a lavorare come responsabile dell’area web. Fonda in seguito l’agenzia di comunicazione on line Boomer, che viene ceduta qualche anno dopo al gruppo Mondadori spingendo Karim a trasferirsi a Los Angeles per rivoluzionare anche qui il mercato on line e realizzare allo stesso tempo il tanto desiderato sogno californiano…
 
Da Radio Deejay a Boomer per poi arrivare a InstaBrand....come sei cambiato e come è cambiata la tua vita ad oggi?
Quando ho iniziato a lavorare a Radio Deejay avevo 21 anni, lasciai il Corso di Laurea in Ingegneria al secondo anno per seguire un sogno e lavorare nella più grande radio d’Italia. Lì ho trovato una famiglia, ho imparato un lavoro e mi sono creato una rete di conoscenze.
 
Boomer è stata la mia avventura imprenditoriale, in pochi anni abbiamo rivoluzionato il modo in cui le case discografiche si approcciavano al web, creando nuove opportunità di business grazie ad una piattaforma di gestione che si chiamava Boomer CMT. In pochi mesi ci siamo ritrovati a lavorare per Sony Music, Warner ed EMI, gestendo progetti di comunicazione per Laura Pausini, Tiziano Ferro, Francesco Renga e tantissimi big Italiani.
 
Quando poi il settore della musica ha risentito della crisi, siamo stati abili nel seguire la corrente e intuire che i fashion blog sarebbero diventati un fenomeno, ora anche quel treno è passato e InstaBrand rappresenta il futuro: l’Influencer Marketing. Il nostro lavoro è semplicemente quello di aiutare i brand ad orientarsi in una vasta offerta di nuove celebrity del web, fornendo loro, ancora una volta, una piattaforma tecnologica che sta rivoluzionando il mercato.
 
Cosa ti ha portato a Los Angeles? Come l’essere in California, la patria dei Social Media, influenza il tuo lavoro?
Ho iniziato a sognare la California nel 2009, dopo un viaggio estivo. Da quel momento andavo a Los Angeles ogni volta che avevo vacanza, anche 3/4 volte all’anno. Quando Boomer/Kiver è stata acquisita da Mondadori ho chiamato InstaBrand, società che conoscevo di nome e ho proposto loro un piano di espansione in Italia, Paese del Fashion. L’idea è piaciuta ed eccomi qui.
 
Dopo il successo planetario della Ferragni al quale hai collaborato anche tu in prima persona, le fashion bloggers sono ancora delle influencer?
Essere una blogger non vuole dire essere una influencer. Per influencer intendiamo solitamente una persona che ha un grosso seguito, un alto valore di interazione con i propri follower  e una credibilità in uno specifico settore. Chiara ha questi 3 requisiti nel mondo della moda, come altri lo hanno in altri settori (ad esempio Justin Bieber è un influencer nel mondo della Musica o David Beckham nello sport). Insomma, come non tutti i cantanti e i calciatori sono star, allo stesso modo non basta aprire un blog per essere un influencer della moda. Chiara è stata la prima, ha stile, ha sempre avuto vicino le persone giuste che le hanno saputo consigliare le migliori strategie e questo è stato il segreto del successo.
 
L’utilizzo di lingue diverse come nel caso della lingua italiana e dell’inglese influenza l’utilizzo e la percezione dei social media?
Indubbiamente se si vuole avere successo a livello internazionale come influencer è fondamentale utilizzare l’inglese, altrimenti uscire dai confini del proprio Paese è impossibile. Oggi gli “hashtag” sono internazionali, se scriviamo #buongiorno ci leggono in 10, se scriviamo #goodmorning sono in 10.000.
 
Oltre all’algoritmo la creatività italiana si distingue ancora come nel passato nel marketing?
Decisamente sì, la tecnologia è fondamentale, ed è l’elemento che oggi distingue InstaBrand da tutti i competitor. Ma la componente umana e l’esperienza restano fondamentali, questo è il motivo per cui tantissimi clienti scelgono la nostra tecnologia, ma vogliono anche che siamo noi a gestire per loro le campagne. Se hai la macchina da corsa migliore, devi avere anche il pilota che vinca la gara.
 
A che punto ti consideri del tuo percorso di crescita professionale? Progetti?
Ogni giorno è l’inizio di una nuova sfida. Il tool che abbiamo appena lanciato, l’Influencer Search, è qualcosa che è destinato a cambiare le regole del mercato digitale, fornendo ai brand gli strumenti per andare oltre ai numeri degli influencer: possiamo capire come sono composte le loro fanbase, a cosa sono interessati i loro follower e spesso a “smascherare” falsi Influencer, evitando alle aziende di sprecare i propri soldi scegliendo il blogger sbagliato. Il mio ruolo sarà quello di aiutare a definire la strategia di espansione in Europa, mercato molto diverso da quello USA, portando la mia esperienza come valore aggiunto.

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