Quest’anno Mantova, il prossimo Pistoia: visitate le capitali italiane della cultura

Quest’anno Mantova, il prossimo Pistoia: visitate le capitali italiane della cultura

Mantova, culla del Rinascimento, corte dei Gonzaga, patrimonio dell’Unesco dal 2008 è la Capitale italiana della cultura di quest’anno. Copyright: adrianocastelli / 123RF Stock Photo

La Capitale italiana della Cultura 2017 sarà Pistoia. Ha superato la concorrenza di Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Spoleto, Taranto e Terni. La candidatura è risultata “decisamente ben sostenuta nei suoi diversi elementi: area centrale urbana, relazione con il territorio circostante, ampiezza dei settori, gestione del sistema bibliotecario, badget importante ma realistico, partenariato di sistema e internazionale”. La motivazione della scelta continua apprezzando la proposta d’insieme: “Il progetto per qualità e completezza sa interpretare pienamente le risorse esistenti proiettandole in uno scenario anche internazionale avanzato di sviluppo del patrimonio culturale e della partecipazione associativa”.
 
L’iniziativa di selezionare ogni anno la “Capitale italiana della cultura”, nata sull’onda dello straordinario successo del processo di selezione della Capitale europea della cultura 2019 (spetta ad ogni Paese membro dell'Ue ogni 14 anni), che ha visto vincere Matera, si propone i seguenti obiettivi: stimolare una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica; sollecitare le città e i territori a considerare lo sviluppo culturale quale paradigma del proprio progresso economico e di una maggiore coesione sociale; valorizzare i beni culturali e paesaggistici; migliorare i servizi rivolti ai turisti; sviluppare le industrie culturali e creative; favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana.
 
Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno con decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e vale un finanziamento pari a un milione di euro. Nel 2015, prima applicazione del provvedimento, il titolo è stato conferito ex aequo alle 5 finaliste del bando per la capitale europea della cultura 2019 (Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna), mentre nel 2016 il titolo è stato conferito alla città di Mantova dopo che, la scorsa primavera, si erano presentate in 24 per contendersi il riconoscimento. In dieci avevano superato la prima selezione a giugno. E fra loro, a ottobre, era stata designata Mantova. Le nove “sconfitte” hanno partecipato alla gara per il 2017. 
 
A Mantova, tra i principali centri del Rinascimento italiano, corte dei Gonzaga, patrimonio dell'umanità per l'Unesco dal 2008, per aprire ufficialmente l'anno della Cultura, a fine gennaio, si è tenuta una cerimonia con il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi: "Italiani - ha detto - visitate Mantova, città di cultura e bellezza”.
La città lombarda di Palazzo Te e di Palazzo Ducale, luogo natale del poeta romano Virgilio, espressione artistica di Andrea Mantegna e architettonica di Leon Battista Alberti, ha vinto con l’idea di proporsi come “Smart Human City”, proponendo interventi di recupero e promozione, anche digitale, del proprio straordinario centro storico, promuovendo un “museo diffuso” e coinvolgendo i cittadini. Il sindaco Palazzi: “E' il riconoscimento a una città piccola, ma con una vocazione internazionale e un patrimonio straordinario. Stiamo cercando di aprirla al mondo, molto di più, investendo sul recupero del patrimonio, sulla rigenerazione urbana, sulla fiducia di una città che ha voglia di esserci e di contare molto di più nel Paese e in Europa". 
 
Pistoia non è da meno. Ricca di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali, può vantare una delle più suggestive piazze d'Italia: piazza del Duomo, centro geometrico della città, monumentale fulcro sia del potere civile che ecclesiastico, oltre a  comprendere svariate architetture di pregio: dalla Cattedrale di San Zeno al Battistero gotico di San Giovanni in corte, dal palazzo dei Vescovi all’altomedioevale torre di Catilina alta 30 metri, alla chiesa pre-anno Mille di Santa Maria Cavaliera.

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