La Grande Guerra negli occhi di 36 giovani al fronte. A Siena gli archivi privati dei combattenti

La Grande Guerra negli occhi di 36 giovani al fronte. A Siena gli archivi privati dei combattenti

Alcune delle immagini selezionate per la mostra fotografica sulla Grande Guerra. Archivio Gerardo Neri: Bombardiere serie Caproni. Enrico Barbera: L’anima di un cannone fotografata (1916). Archivio Silvio Piccolomini: Ufficiali in un momento di svago nei

La mostra “Fotografi in trincea. La Grande guerra negli occhi dei Soldati Senesi” nasce da un lungo lavoro di ricerca che ha portato al ritrovamento di 22 archivi fotografici privati, per un totale complessivo di oltre 2500 scatti, e di 18 archivi cartacei composti da lettere, cartoline e diari. Da questo immenso materiale sono state selezionate 100 fotografie amatoriali, riprodotte in grande formato, scattate da soldati senesi appassionati di fotografia durante i 41 mesi di conflitto. 
 
Attraverso queste suggestive immagini è possibile riscontrare che non si tratta di veri e propri reportage ma di “racconti della guerra” illustrati da giovani senesi attraverso le loro macchine fotografiche. E’ stato possibile, inoltre, “isolare” le figure di 36 combattenti – dal boscaiolo al futuro generale, passando per tutti i gradi della scala sociale – che ha permesso di ottenere un quadro attendibile dei personaggi, sia per provenienza geografica che per estrazione sociale:  aristocratici, borghesi, studenti universitari, artigiani e mezzadri. 
Dei trentasei soldati partiti per il fronte, sette muoiono in combattimento, per ferite o malattie; due sono congedati per le gravi offese fisiche subite e ventisette tornano alle loro case e ai loro affetti più o meno psicologicamente provati dall’esperienza bellica ma senza menomazioni. 
 
Indossati di nuovo gli abiti civili, gran parte di loro condurrà una vita anonima, il cui ricordo è rimasto confinato alla memoria degli eredi. Solo pochi conosceranno - talvolta in modo effimero, talvolta duraturo - onori, fama e celebrità. Tutti insieme ritornano oggi a raccontarci le storie di quel terribile e grandioso momento, autentico spartiacque della storia contemporanea.
 
Come afferma Daniele Pitteri, Direttore del Complesso Museale Santa Maria della Scala: “È in questa straordinaria frattura, semantica e narrativa, che si condensa il senso di questa mostra che rimanda, per la prima volta, la rappresentazione della guerra allo sguardo dell’uomo. Di quei 36 uomini, partiti, con la loro passione, per un lungo viaggio nell’orrore”.
La Grande Guerra - prima grande catastrofe del XX secolo - rivive nella documentazione fotografica, per la massima parte inedita, custodita dagli eredi dei trentasei giovani uomini di Siena e della sua provincia. Risultano assenti nelle immagini le crudeltà della guerra combattuta; ben presenti, invece, gli effetti dei combattimenti e dei devastanti bombardamenti di artiglieria, con i feriti, i corpi insepolti e le distruzioni arrecate all’ambiente e ai centri urbani. 
 
Un materiale eterogeneo e sorprendente, lontano dall’iconografia ufficiale e in grado di documentare tutti i fronti della guerra ‘15-18’, dal remoto scenario albanese al ben più conosciuto fronte dell’Isonzo fino al “fronte interno” di Siena e della sua provincia.
La guerra rivive anche nei brani tratti dai diari, lettere, cartoline e memorie conservate da ufficiali e soldati. Questi testi affiancano le immagini nel percorso espositivo e restituiscono la complessa polifonia dei sentimenti maturati nelle trincee, nei ricoveri e nelle retrovie.
 
Ampliano la prospettiva dell’esposizione quindici dipinti di Giulio Aristide Sartorio - facenti parte dell’ampia collezione del Ministero degli Affari Esteri - realizzati tra il settembre 1917 e il giugno 1918 sulla base di scatti e di rapidi schizzi colti dall’autore sulla linea del fronte. Opere che conservano l’immediatezza dell’immagine fotografica da cui traggono origine. 

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

The Last Supper by Leonardo da Vinci (Milan 1495-1496) is one of the world's most famous paintings

A Visit to Leonardo’s Last Supper

T he Last Supper by Leonardo da Vinci is undoubtedly one of the most iconic, most famous works of art of all times. As such, it has always attracted...

Travail and triumph: The tale of an Italian émigré

Life, we all know it, is truly unpredictable. There’s very little we can anticipate and we rarely think about how, at times, a cheerful, carefree...
The commedia dell'arte developed types, also called maschere, or masks, for different stock characters. Copyright: Il Ricetto - 123RF Stock Photo

The Masks of the Commedia dell’Arte

During a recent visit to the Museo Teatrale della Scala I admired many antique prints of commedia dell’arte situations. Commedia dell’arte was a...
The mystery about what makes a Stradivari so unique remains largely unsold

Stradivari and the magic of his instruments

You don’t need to be a music expert to know the name “Stradivari” (or Stradivarius, its latinized version). Along with his lesser known, but just as...

The waters of Rome, between history and magic

What would a trip to Rome be without a selfie in front of the Trevi Fountain and the traditional tossing of a coin in its light blue waters? Who hasn...

Weekly in Italian

Recent Issues