Estate italiana al J. Paul Getty Museum: debutto di Andrea del Sarto, maestro del Rinascimento fiorentino

Estate italiana al J. Paul Getty Museum: debutto di Andrea del Sarto, maestro del Rinascimento fiorentino

Julian Brooks, curatore della mostra "The Renaissance Workshop in Action” dedicata ad Andrea del Sarto (Ph. J. Paul Getty Museum)

Il 23 giugno scorso ha aperto i battenti presso il J. Paul Getty Museum “The Renaissance Workshop in Action”, mostra dedicata ad Andrea del Sarto che passerà alla storia come la più importante esposizione sull’artista fiorentino mai realizzata negli Stati Uniti e che si concluderà il prossimo 13 settembre. Il Museo ha voluto puntare molto su questa mostra, dedicandogli ampio spazio anche in termini di eventi collaterali, quali workshops tematici dedicati ad appassionati di disegno ed arte.
 
Andrea del Sarto (1486-1530), artista esponente del Rinascimento fiorentino, a dispetto del suo genio e della sua abilità pittorica è stato fino a qualche decennio fa per lo più sconosciuto al grande pubblico, poiché superato in popolarità dai più noti Leonardo da Vinci, Tiziano e Michelangelo Buonarroti. Ora, grazie allo studio puntuale e appassionato di Julian Brooks, curatore dell’evento, la grazia e precisione dell’arte di questo maestro rinascimentale viene valorizzata e resa nota finalmente ai più con una mostra che ne svela la potenza e l’abilità artistica. La scelta di esporre non solo i capolavori più famosi di Del Sarto, quali ad esempio “La Sacra Famiglia De’ Medici” o “Il Sacrificio di Isacco”, ma anche i lavori preparatori e gli schizzi, mette in luce la genialità e la raffinatezza dell’artista nell’indagare la profondità della natura umana in ogni suo aspetto sia psicologico che fisico. Lo spettatore viene, pertanto, coinvolto integralmente nel processo creativo dell’artista in un viaggio unico attraverso la genialità di uno degli esponenti del Rinascimento, periodo storico di massimo splendore del genere umano.
 
La mostra, considerata dal Getty Museum il blockbuster dell’estate, è stata resa possibile grazie all’impegno del suo curatore e alla sinergia con altre istituzioni, quali il Gabinetto disegni e stampe della galleria degli Uffizi di Firenze e la Frick Collection di New York. L’esperienza del visitatore non si limita alla semplice visita della mostra, ma prosegue con diversi eventi, tra i quali il seminario in programma il prossimo 19 luglio presso la Lecture Hall del Getty Center dove, grazie anche all’intervento del curatore, gli appassionati e curiosi potranno approfondire le tecniche pittoriche utilizzate dall’artista. Inoltre, sono previste il 21 luglio e 25 agosto visite guidate dal curatore Julian Brooks che illustrerà un avvincente viaggio nella storia anche personale dell’artista, segnata da rivalità - prima tra tutte quella con Leonardo da Vinci - nonché dalle critiche non sempre positive ricevute dagli esperti del tempo. Ora la storia dell’arte, a ragione, lo ha riabilitato dedicandogli il giusto spazio, celebrando la sua impeccabile tecnica e tramandando, grazie ad eventi come questo, alle future generazioni un messaggio di grande impatto non solo artistico, ma anche umano.
 
Dr. Brooks, perché il Getty Museum ha deciso di dedicare una così importante mostra all’artista rinascimentale Andrea del Sarto?
Ho lavorato al progetto per cinque anni. Del Sarto rappresenta il più grande artista dimenticato del Rinascimento che ha ricevuto relativamente poca attenzione negli ultima 50 anni. Questa è la prima mostra a lui dedicata negli USA. È una mostra pensata per ogni tipo di spettatore dall’appassionato, allo studioso o semplicemente a chiunque abbia la curiosità e la voglia di scoprire questi capolavori magari meno studiati nei libri di storia dell’arte, ma fondamentali nella storia e nell’evoluzione dell’umanità.
 
Potrebbe spiegare la scelta di unire alla mostra tradizionale degli eventi collaterali come i workshops?
Abbiamo pensato che, vedendo questa mostra, i lavori preparatori e i bozzetti dell’artista sarebbe riemersa nelle coscienze degli spettatori la voglia di disegnare. In fondo, chi almeno una volta nella vita non ha sentito l’ispirazione o il desiderio di prendere in mano una matita e sentirsi un’artista? Inoltre, questi eventi sono importanti per comprendere le abilità di Del Sarto e la sua tecnica pittorica; sono un tentativo di avvicinare il pubblico all’arte in una maniera più diretta e pratica, poiché si rivolgono a chiunque, non solo agli esperti o appassionati.
 
Vasari ha definito Andrea Del Sarto “il pittore senza errori”, ma per il grande pubblico è stato meno acclamato di altri artisti contemporanei come Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Per esempio, sia Leonardo Da Vinci che Del Sarto hanno dipinto una “Ultima Cena”m ma la maggior parte delle persone conosce solamente  l’opera Vinciana. Come giudica la rivalità e la differente fortuna che ha accompagnato questi artisti?
Del Sarto era considerato alla sua epoca al pari di Leonardo Da Vinci poiché ritenuto un grande innovatore, tuttavia nella storia e critica dell’arte ha sofferto delle recensioni e critiche negative in particolare da parte dal Vasari, principale fonte dell’epoca.
 
Il Rinascimento italiano è stato uno dei momenti più brillanti della storia dell’arte, quale pensa sia l’eredità che questo superbo artista ci ha lasciato? C’è una lezione che anche gli artisti contemporanei possono trarre da Del Sarto?
Ci sono tanti aspetti di quel periodo storico-artistico che le nuove generazioni di artisti possono fare propri, come ad esempio la potenza dell’abilità pittorica di Andrea Del Sarto, l’importanza del naturalismo e la relativa capacità di osservazione. Non solo, l’artista deve essere ricordato anche per l’intuizione psicologica applicata all’arte che ritroviamo nei suoi ritratti come nei più profondi soggetti religiosi.

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